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Orto Botanico d'Altura E. Dioli

Le quattro stagioni nei Comuni di Valmalenco e Val Poschiavo

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località S. Antonio Caspoggio
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ESTATE 2026
L’Orto Botanico d’altura E. Dioli è aperto:

  •  maggio, giugno, settembre e ottobre su prenotazione per visite guidate a gruppi o scolaresche;
  • i giorni infrasettimanali di luglio e agosto con accesso libero chiedendo la chiave al bar a fianco dell’orto;
  • i weekend di luglio e agosto dalle ore 9.00 alle ore 18.00 con accesso libero;
  • la domenica dei mesi di luglio e agosto per visita guidata alle ore 17.30 previo accordo telefonico o mail entro il giorno precedente; cel. +39 333 664 3297 Orto Botanico Caspoggio - info@ortobotanicocaspoggio.it
  • CHIUSO in tutti gli altri periodi e in caso di attività o laboratorio programmato.
  • Maggiori informazioni su: https://www.ortobotanicocaspoggio.it/

  • NEI GIORNI DI APERTURA VENGONO PROPOSTI LABORATORI E ATTIVITA' VEDI QUI TUTTI GLI EVENTI

L'Orto Botanico d'Altura E.Dioli nasce all'interno del Programma Italia Svizzera Interreg B-ICE&Heritage, grazie al lavoro di un gruppo di persone che hanno messo in comune competenze, esperienza e passione per costruire uno spazio che potesse unire l'amore per la montagna, la bellezza dei luoghi, le tradizioni con la ricerca scientifica in una dimensione di inclusività assolutamente unica, per un sito posto in alta quota.

L'architetto Roberto Saporiti, l'ortoterapeuta Margherita Volpini, l'esperta in etnobotanica Gelsomina Fico e la sua equipe del DISFARM, con il supporto del Comune di Caspoggio e di ERSAF, hanno potuto rendere ancora più bella e comprensibile la montagna, le sue storie, la sua gente.

L’orto botanico d’altura di Sant’Antonio si pone come spazio e un contesto educativo per trasmettere amore per l’accoglienza, per l’unicità della persona e per l’educazione. Uno spazio rispettoso della natura, che sia generatore di possibilità, di apprendimento e relazioni significative. Avere a disposizione un luogo bello, invitante, curato deve essere un diritto di tutte le persone e ancor di più di quelle fragili, per cui la natura non è sempre così praticabile. L’ orto oltre ad ospitare specie protette oggetto di ricerca e tutela scientifica, è luogo di relazione e per la relazione aperto a tutti, capace di promuovere l’inclusione, la socialità, la relazione con la natura. La progettazione degli spazi (larghezza e materiale dei camminamenti, sedute, aiuole, cassoni rialzati, laghetto, cartellinatura) è stata studiata e realizzata per rendere accessibile la natura a tutti in base ai propri bisogni e obiettivi attraverso due modalità di benessere nel verde distinte ma fra loro complementari. Quella “attiva” che prevede attività di orticoltura terapeutica, didattica, passeggiate e laboratori ludici-creativi. Quella “passiva”, di contemplazione,  la natura infatti possiede anche una propria “attività riflessa” sul benessere della persona, studi scientifici dimostrano che anche la semplice osservazione delle piante e del paesaggio circostante migliora la qualità di vita della persona a livello fisico, relazionale, psicologico e cognitivo.

L’Orto botanico d’altura E. Dioli e l’Orto botanico didattico di Caspoggio, veri e propri “musei a cielo aperto”, nascono da un’indagine etnobotanica condotta in Valmalenco dal 2019 al 2022 e rappresentano un patrimonio culturale unico e identitario di questo territorio. Ospitano specie vegetali di interesse in merito alle tradizioni d’uso locali e le attività divulgative proposte rendono i visitatori consapevoli della ricchezza del patrimonio di conoscenze connesso all’uso delle specie vegetali. L’Orto botanico d’altura è situato in località S. Antonio di Caspoggio e prevede l’accoglienza di sessanta specie vegetali suddivise in otto aiuole tematiche dedicate ai settori d’uso più citati emersi dall’indagine etnobotanica: bellezza,  medicina tradizionale, cura degli animali, tradizione culinaria malenca, giochi antichi, cosmesi, produzione di manufatti ed edilizia ed infine l’aiuola rituale scaramantica. A supporto della visita è prevista una cartellinatura, studiata per soddisfare le iniziali curiosità e poi, ci si può affidare alle guide, per scoprire i segreti più reconditi di questo luogo incantato. Tra gli usi tradizionali più citati spicca l’impiego medicinale. Ancora oggi, piante come arnica (Arnica montana L.), erba iva (Achillea moschata Wulfen), malva (Malva sylvestris L.), pino mugo (Pinus mugo Turra) e iperico (Hypericum perforatum L.) vengono largamente impiegate nella medicina popolare per trattare malanni stagionali, nonché veri e propri disturbi


Allegati

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