Il Parco Alto Milanese arricchisce questa zona con una vegetazione naturale, rigenerante polmone verde costituito prevalentemente da latifoglie, in particolare querce come la Farnia e la Rovere.
Sono boschi governati a ceduo di estensione limitata, per la maggior parte siepi alberate o fasce boscate dominate da due specie esotiche nord americane: la Robinia e il Ciliegio tardivo. Si nota infine la presenza, nel sottobosco, di alcune specie erbacee come la Pervinca.
Grazie alla presenza di aree ad agricoltura tradizionale ed edifici rurali come cascine e stalle, il parco è abitato dalla civetta, dalla rondine, dal codirosso, dal pipistrello ed altre specie che non troverebbero posto altrove. Si segnale anche la presenza, in costante aumento di merli, tortore, picchi rossi e scoiattoli.
Vanta molteplici edifici di culto: la Chiesa parrocchiale dei Santi Bernardo e Giuseppe che ospita un crocifisso seicentesco e alcuni dipinti a olio, la Chiesa della Madonna della Nevi dove è conservata al suo interno una tela settecentesca con raffigurata la Sacra Famiglia e la Chiesa di Santa Maria Assunta, progetto di Vico Magistretti, al suo interno vi è un affresco rinascimentale. In frazione Rescalda troviamo la chiesa sconsacrata di San Giuseppe alla Pagana, citata anche tra i "Luoghi del Cuore del FAI, nel complesso vi è un affresco di Madonna con Bambino attribuita a Bernardino Luini”
Ph: sempionenews.it
Una testimonianza importante riguardante il territorio di Cerro è costituita dai ritrovamenti archeologici. Si tratta di tombe cristiane di epoca romana. Venne scoperto un sepolcreto del I sec. d.C. Si trovarono anche monete con immagini degli imperatori cesare Augusto, Domiziano, Vespasiano, Nerva, Traiano e con l’effige di divinità come Marte, Pallade e così via. Un altro sepolcreto venne scoperto più tardi, ricco di 17 tombe con oggetti vari e 4 monete, le cui iscrizioni inducono a credere che fossimo nell’epoca di Augusto e Tiberio, quindi dei primi decenni del I sec. d.C.
Ph: legnanonews.com
Fatti e leggende si intrecciano nella descrizione dello scontro avvenuto nel 1176 tra le forze della Lega e le truppe di Federico I: i primi, rinserratisi attorno al carroccio, grazie anche all'arrivo dei rinforzi, riuscirono a respingere l'attacco avversario e a costringere alla fuga il Barbarossa. Colorito, sia pure con qualche indulgenza alla fantasia, il racconto della battaglia, che fece di Alberto da Giussano un simbolo di grandezza e di valore. Ad egli fu dedicato, dopo il VII Centenario della battaglia, il monumento opera del Buzzi, sorto vicino alla chiesa di S. Maria delle Grazie.
Ph: wikipedia.it
Questa graziosa cittadina è assai ricca nel campo dell’arte, quali gli affreschi della chiesetta di Santo Stefano. Ai vecchi mulini sull’Olona, sicura testimonianza dell’intraprendenza lombarda, alle attività agricole, alle filande e manifatture, si sono aggiunte, nel tempo, molte altre iniziative, molte altre fabbriche grandi e piccole. S.Vittore e la sua gente hanno vissuto e vivono intorno al proprio Comune con tutte le sue strutture pubbliche, alla Chiesa parrocchiale con i suoi oratori, al nuovo Santuario, nei cortili del nucleo antico, nelle sue case e nei suoi palazzi.
Ph: malpensa24.it
Una mappa catastale evidenzia le case tipicamente articolate intorno a una corte, oppure una semplice presenza di abitazioni che occupavano parti di cortili, in tal caso detto ‘corte unita’. Edifici in sassi e cotto, con tetto in tegole, a cui si accedeva da un portone ad arco. Sulla stessa mappa, il palazzo Arborio-Mella e la villa Parravicini (definite 'case di villeggiatura') spiccavano per l’ampiezza dei loro parchi, che occupavano 1/4 dell’area comunale (il parco Parravicini esiste tuttora, seppur ridotto, ed è vincolato dalla Soprintendenza dei Beni Ambientali come bellezza naturale).
Ph: IG juninluisao
I complessi degni di nota per la loro grandiosità sono Palazzo Visconti-Castelli, costituito da due corpi di fabbrica congiunti, di cui il più antico è quello rivolto verso nord e Villa Gallarati-Meraviglia. I "boschi della Ca' Litta" fanno parte del Parco del Roccolo, si estende per circa 15.000.000 m2, ed è atto alla difesa di fauna, flora e attività agricole locali. Viene caratterizzato dalla presenza di specie arboree autoctone (quercia, ciliegio, pino silvestre) ed altre specie introdotte dall'uomo (robinia, castagno, quercia rossa, prunus serotina); è in progetto una sua estensione.
Ph: IG sagittario94
Olona Greenway è un percorso lungo il fiume Olona alla scoperta del paesaggio, dei prodotti agricoli e del patrimonio culturale. A piedi o in bicicletta, immerso nel millenario paesaggio agrario, lungo il fiume incontrerai storici mulini, fattorie ed eccellenze artistiche e naturalistiche. Potrai effettuare: un percorso ad anello che ricalca il tracciato della nota corsa campestre internazionale "Cinque Mulini": l’itinerario che conduce nei luoghi della Battaglia di Parabiago: l’itinerario Virgiliano nel quale si possono incontrare vari ambienti di vita che Virgilio ha citato nelle sue opere.
Ph: sportlegnano.it
Un Crivelli, il nobile e potente Ugolino, nel 1468 sosterrà la costruzione del Monastero Olivetano di S. Maria Incoronata, centro di preghiera e di lavoro, secondo la regola benedettina. Alla realizzazione dell’opera lavorano artisti miniatori e calligrafi, fra i quali Alessandro da Sesto, che è anche il primo Priore, Ambrogio da Fossano, detto il Bergognone che dipinse la Pala dell’Altar Maggiore rappresentante l’Assunzione e l’Incoronazione della Vergine, conservata attualmente presso la Pinacoteca di Brera. Nel 1859 sosta a Nerviano, dopo la battaglia di Magenta, il Re Vittorio Emanuele II.
Ph: IG sarappi81
Durante la signoria degli Sforza a Milano il Boia ufficiale fu un tale che era originario proprio di Pogliano e come era consuetudine a quei tempi, le persone venivano più facilmente riconosciute chiamandole col nome del paese di provenienza. Così quel Boia milanese venne chiamato il "Pujian", e da allora le due parole diventarono sinonimi, e il paese fu per tutti il "Paes del Boia". Come simbolo si pensò di costruire una statua, un’opera monumentale, il Boia alto quanto un uomo adulto insieme al "bujet", piccolo demonietto che stava ai suoi piedi, solitamente attorno ai bracieri di un falò.
Ph: wikipedia.it
L'attuale sede municipale è il palazzo che i conti d'Adda fecero edificare con varie aggiunte nel corso del tempo tra cui il Granaio e chiamato dalle leggende popolari la cà del mago perché vi abitava, secondo la tradizione, un personaggio che praticava la magia e rapiva le ragazze del paese. Il palazzo padronale ha la tipica forma a U delle ville di campagna lombarde, con un nobile porticato con colonne in granito in facciata. Al pian terreno le sale sono decorate con affreschi tardomanieristi a grottesche. L'edificio è preceduto da una piazzetta e seguito da un giardino all'inglese.
Ph: milanodavedere.it
I Visconti possedettero il "castello" di Cornaredo con tanto di "fossatum magnum": non era certo una residenza signorile, ma serviva per un rifugio temporaneo dei Cornaredesi durante le scorrerie devastanti degli "Ungheri", bande di barbari che nel IX secolo portarono scompiglio nell’intera pianura padana. Il "castello" fu posseduto nel Trecento anche da Luchino Visconti, Signore di Milano, il cui figlio, Luchino Novello, avutolo in eredità, nel 1399 lo donò, con i terreni annessi, alla Certosa di Garegnano al fine di contribuire a terminare i lavori di costruzione del monastero milanese.
Ph: wikipedia.it
Appartenevano a questo comune numerose cascine: Cascina "La Fabriziana", qui in un grande forno, in tempi antichi, veniva cotto il pane per tutti i pregnanesi; Cascina "L'Isola dei Fiori” chiamata così perché circondata da giardini ed aiuole fiorite; Cascina "Svizzera" con proprietario di quelle origini; Cascina "Serbelloni-Salvetti", l'unico fornitissimo negozio, dove si trovava di tutto, per tutte le necessità; Cascina "Comune" è ricca di storia e di tragici avvenimenti. La costruzione presenta ancora una torretta campanaria con campanella, un piccolo altarino e un antichissimo bassorilievo.
Ph: milanodavere.it
Una perla in assoluto è la presenza del “Bosco di Vanzago", riserva naturale oggi di proprietà del WWF. Si tratta di un'area di un migliaio di ettari in cui l'aspetto originale dei boschi e della campagna lombarda viene conservato e valorizzato dalla fauna locale e con l'arrivo periodico di uccelli di passo, attirati anche dai laghetti esistenti. Nel medioevo esisteva un convento di monache, il cui nome è rimasto nel cortile ancor oggi detto “il Monasterolo". Palazzo detto “Gattinoni” e Palazzo Caldarara sono circondati da splendidi parchi ricchi di alberi secolari e pregiati.
Ph: comune.vanzago.mi.it