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Una vacanza nel cuore delle Alpi: la Valmalenco

Una vacanza nel cuore delle Alpi.

La Valmalenco, con le sue vette che accarezzano il cielo, dominate dal massiccio del Bernina, i ghiacciai che raccontano quanto è antica
la storia della terra, i boschi ricchi di profumi e i suoi paesi incastonati tra il verde di una natura rigogliosa, è la meta ideale per chi ama abbinare l’attività sportiva a momenti
di puro relax, durante i quali godere dei piaceri paesaggistici, culturali e gastronomici della montagna.

Passo dopo passo
Impegnativi, rilassanti, avventurosi o tranquilli. Sono moltissimi i trekking per chi ama camminare in contesti naturali incontaminati e vuol ascoltare la voce della montagna. Per i sentieri da percorrere non c’è che l’imbarazzo della scelta. Giganti di roccia e di ghiaccio che dominano la valle sanno accogliere anche chi ama le ascese più dolci per donare loro l’infinita bellezza dei laghetti alpini, la pace degli alpeggi o l’atmosfera tipica di un rifugio impreziosita dalle prelibatezze genuine del territorio.

Fino a sfiorare i ghiacciai
Per chi non teme le lunghe distanze, l’Alta Via della Valmalenco è certamente un must. Si tratta di un percorso escursionistico in quota, lungo circa 110 chilometri, che si può percorre in 8 tappe, oppure spezzare in “mini” Alte Vie di soli 2 o 3 giorni. Un itinerario tutto da gustare, che porterà gli escursionisti a toccare i punti maggiormente significativi e panoramici della valle: la conca di Chiareggio, il lago Palù, il vallone dello Scerscen, le dighe di Campo Gera e di Campo Moro. Impossibile poi non vivere l’emozione di “toccare” un ghiacciaio. Per farlo basta raggiungere l’Alpe Ventina e seguire il sentiero glaciologico Vittorio Sella che parte dal rifugio Gerli, oppure il sentiero glaciologico Luigi Marson, che dal rifugio Bignami conduce ai piedi del maestoso Fellaria.

Trekking tra natura e cultura
Le montagne della Valmalenco sanno riservare sorprese anche ai piccoli grazie ai sentieri dell’Alpe Prabello, che partono dai rifugi Zoia e Cristina e ai laghetti di Campagneda. Un po’ più impegnativo, ma percorribile a tutti è l’anello che conduce alla scoperta dei paesi della pietra ollare. La mulattiera, che inizia all’ingresso di Primolo per proseguire in un magnifico lariceto, offre incantevoli scorci sulla Valmalenco e sul Pizzo Scalino. Un vero spettacolo naturale da non perdere è invece quello delle marmitte dei giganti, imponenti rocce arrotondate e levigate dai processi millenari di modellazione geologica, plasmate dal secolare lavoro dell’acqua e che si possono ammirare seguendo il sentiero ad anello
che parte da Franscia e risale il torrente Cormor. Qui gli escursionisti si troveranno immersi in un mondo incantato tra pascoli radi, abeti rossi, cascate e torrenti dove le trote Fario guizzano e risalgono contro corrente il corso dell’acqua.

Adrenalina in alta quota
Attraversata per intero dal torrente Mallero, che conta numerosi affluenti, la Valmalenco, oltre che per l’articolata rete di sentieri che collega numerosi rifugi, è particolarmente apprezzata anche da chi pratica il canyoning. Da provare la discesa tra le verdi rocce di serpentinite scavate nei secoli dalle acque del torrente Cormor. Chi invece adora pedalare e vuole godersi i panorami mozzafiato dell’intera valle può percorrere il sentiero che si snoda quasi totalmente in quota e che collega Chiareggio a Campo Moro.

Arte e cultura
Sondrio, con il suo cuore ottocentesco costituito da piazza Garibaldi, offre pregevoli testimonianze culturali e architettoniche quali Palazzo Sertoli con il bellissimo salone affrescato o Palazzo Martinengo. Basta poi lasciarsi alle spalle la città per raggiungere in pochi minuti, tra fiori, rocce e vigneti il Santuario della Madonna della Sassella" e il Castello di Grumello.

 

5 motivi per...

1. La pietra Ollare. Il nome deriva dal latino "olla" e significa pentola, contenitore di olio. Questa pietra, molto resistente al fuoco e capace di conservare il calore a lungo, era usata quasi esclusivamente per la preparazione di recipienti quali i “lavècc”, gli “stüin” (pentole per cuocere stufati) e i “fùràgn” (per conservare formaggi, burro o lardo).

2. I formaggi. Casera e Scimudin un tris d’assi per portare in tavola tutto il gusto degli alpeggi. Gli animali pascolano liberi nutrendosi delle mille erbe alpine che arricchiscono
il latte di essenze ed aromi, con il quale si producono formaggi unici, salvaguardati dal Consorzio Tutela Valtellina Casera e Bitto e molto apprezzati dai buongustai.

3. Il Monte Magico. Il Castello dentro la roccia. Così narra la leggenda che vuole che proprio all’interno della cima finale del Pizzo Scalino vi sia una fortezza, divisa in due
e nella quale combattono le armate nere della notte e quelle bianche del giorno, simbolo dell’eterna lotta tra il buio e la luce.

4. Falesie di arrampicata zona campo moro. Le pareti di Campo Moro sono una vasta e interessante area in quota per la pratica dell’arrampicata a tutti i livelli e in tutte
le sue forme. La quota media si aggiar attorno ai 2000 metri di altitudine e si trovano in una straordinaria cornice ambientale d’alta montagna con i laghi artificiali di Campo
Moro e Gera.

5. Bosco secolare. Ha più di mille anni e gode ancora di una discreta salute. Si tratta di un larice, il più vecchio d’Italia e tra i più vecchi d’Europa, circondato da altri alberi ultra centenari, che insieme compongono questo suggestivo bosco in Val Ventina.

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