- Turismo religioso
Tempio della Fraternità dei Popoli
Il Sacrario della pace nell'Alta Valle Staffora
A Cella di Varzi, a circa 700 metri di quota tra i boschi dell'Alta Val Staffora, sorge uno dei luoghi più singolari dell'Oltrepò Pavese: il Tempio della Fraternità dei Popoli, un santuario nato per trasformare le ferite della guerra in un messaggio universale di pace. Edificato sui resti dell'antica chiesa di San Marziano e arricchito con materiali, reperti e cimeli provenienti dai luoghi simbolo della Seconda guerra mondiale, il Tempio è molto più di un monumento: ogni pietra racconta una distruzione trasformata in speranza, ogni oggetto liturgico custodisce una storia di riconciliazione. Per chi percorre la Valle Staffora o la vicina Val Curone, una visita rappresenta un'esperienza che unisce storia, spiritualità e memoria condivisa tra i popoli.
Un cappellano militare degli Alpini e il sogno di una chiesa della pace
La storia del Tempio nasce nel secondo dopoguerra da un'intuizione di don Adamo Accosa, cappellano militare degli Alpini durante il conflitto. Profondamente segnato dalle devastazioni della guerra, il sacerdote immaginò di ricostruire la chiesa di Cella, gravemente danneggiata, trasformandola in un simbolo di fraternità universale. Il nuovo edificio sarebbe stato impreziosito con frammenti provenienti dai luoghi devastati dal conflitto e con oggetti bellici trasformati in arredi liturgici, affinché ciò che era stato creato per distruggere diventasse un segno di pace e di rinascita.
La pietra di Coutances e il sostegno del futuro papa Giovanni XXIII
Un incontro avvenuto a Parigi diede un impulso decisivo al progetto. Don Accosa conobbe infatti l'allora Nunzio Apostolico monsignor Angelo Roncalli, futuro papa Giovanni XXIII, che sostenne con entusiasmo l'iniziativa e contribuì all'arrivo del primo importante reperto: un frammento dell'altare di una chiesa nei pressi di Coutances, in Normandia, distrutta durante lo sbarco alleato del giugno 1944.
La pietra raggiunse Cella il 7 settembre 1952, trasportata da una delegazione proveniente da Parigi e trainata su una slitta infiorata dai bambini del paese, poiché la strada carrozzabile non era ancora stata completata. Dopo la benedizione venne collocata nel punto in cui ancora oggi si trova l'altare storico del Tempio.
Dai luoghi della guerra un messaggio universale di pace
A quella prima pietra se ne aggiunsero presto molte altre provenienti da circa un centinaio di località duramente colpite dalla guerra: Berlino, Londra, Dresda, Varsavia, Montecassino, El Alamein, Hiroshima, Nagasaki e numerosi altri luoghi simbolo del Novecento. Ognuna contribuì con un frammento del proprio patrimonio storico o religioso, destinato alla costruzione dell'altare maggiore.
Tra i contributi più significativi vi sono quelli provenienti da Milano, che inviò alcune guglie del Duomo cadute durante i bombardamenti dell'agosto 1943 insieme a una porzione della pavimentazione originale della cattedrale, oggi visibile nel presbiterio del Tempio.
Oggetti di guerra trasformati in simboli di vita
L'intero arredo liturgico racconta il messaggio di riconciliazione che anima il Tempio. Il fonte battesimale è ricavato dall'otturatore di un cannone da 305 millimetri della corazzata Andrea Doria, mentre il Crocifisso è composto da armi provenienti da diverse nazioni, riunite a formare la figura di Cristo.
I resti di due navi inglesi impiegate nello sbarco in Normandia costituiscono l'antico pulpito, oggi conservato come testimonianza storica. Nelle teche della balaustra sono custoditi sassolini, conchiglie e sabbia raccolti lungo alcuni dei più celebri fiumi del mondo, accompagnati dall'indicazione della loro provenienza. Alle pareti, le bandiere di numerose nazioni testimoniano la vocazione universale del Tempio. Completano il percorso una Madonna cinese e l'effigie della Madonna di Luján, patrona dell'Argentina, simboli della fraternità tra culture e continenti.
Il ricordo dei Carabinieri e le testimonianze più recenti
Il Tempio continua ancora oggi ad arricchirsi di nuove testimonianze. Al suo interno è conservato un cippo ligneo dedicato ai Carabinieri caduti nella strage di Nassiriya, che sostiene un mattone recuperato nel luglio 2004 dalle macerie della base italiana colpita dall'attentato del 12 novembre 2003 e collocato nel Tempio nel settembre dello stesso anno.
Di fronte all'ingresso si trova inoltre un monumento realizzato nel 2006 da un carabiniere in congedo, raffigurante due militari nella tormenta accanto alla Virgo Fidelis, patrona dell'Arma. Tra le aggiunte più recenti figurano due composizioni dedicate rispettivamente ai "Trapassati", in memoria di quanti hanno avuto un legame con il Tempio, e ai "Futuri", pensata come messaggio di speranza per le nuove generazioni.
Un Tempio che continua a crescere
I primi lavori iniziarono nel 1952 e il Tempio venne inaugurato ufficialmente il 20 settembre 1958. Da allora il sacrario continua ad accogliere reperti, testimonianze e simboli provenienti da tutto il mondo, mantenendo vivo il messaggio di pace e fraternità immaginato da don Adamo Accosa.
Informazioni utili per la visita
Il Tempio della Fraternità dei Popoli si trova a Cella di Varzi, frazione del comune di Varzi, ed è raggiungibile risalendo la Valle Staffora da Voghera oppure attraversando la Val Curone da Tortona passando per Fabbrica Curone. Per i gruppi in pullman è consigliato il percorso Varzi–Fabbrica Curone–Cella.
Gli orari di apertura possono variare in base alla stagione; è pertanto consigliabile verificarli prima della visita o contattare il Tempio per informazioni e prenotazioni di gruppi organizzati.
Nelle immediate vicinanze si trova il Ristorante La Ginestrella, ideale per una pausa enogastronomica dopo la visita.
Meta storica e insieme spirituale, il Tempio della Fraternità dei Popoli rappresenta una delle testimonianze più originali dell'Oltrepò Pavese: un luogo in cui le macerie della guerra sono diventate il fondamento di un messaggio universale di pace, dialogo e riconciliazione tra i popoli.
Orari
- Dal 1° aprile al 30 ottobre: tutti i giorni dalle 9:00 alle 18:30
- Da novembre a marzo (mesi invernali): sabato e domenica dalle 9:00 alle 17:00 (su prenotazione, anche negli altri giorni della settimana)
Accesso per pullman:
Si consiglia di percorrere le strade provinciali:
- Varzi – Fabbrica Curone – Cella
- Tortona – Fabbrica Curone – Cella
Orario Santa Messa:
DOMENICA E FESTIVI ORE 11.00
DURANTE LE CELEBRAZIONI I VISITATORI SONO PREGATI DI SOSPENDERE LA VISITA
Per visite anche nel periodo di chiusura invernale, o per altre
informazioni potete contattare i seguenti numeri:
- Nadia 333 1061550
- Matteo 348 0449423
- e-mail: Tempiofraternita@gmail.com