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Chiesa dei Cappuccini
La prima Pieve della valle Stàffora a Varzi, costruita non molto tempo dopo la morte di S. Germano, vescovo di Auxerre avvenuta nel 448 d.C.
La Chiesa dei Cappuccini di Varzi, dedicata a San Germano di Auxerre, è una delle chiese più antiche della Valle Staffora: sorge sul sito di un'antica pieve documentata già nel 702 d.C. e si presenta oggi con una facciata romanico-gotica in cotto e pietra. Meta di grande fascino per chi percorre la Greenway Voghera-Varzi, che qui trova il suo punto d'arrivo, la chiesa è una delle tappe di interesse storico e religioso più significative dell'Alto Oltrepò Pavese, insieme al borgo medievale di Varzi e alla tradizione del Salame di Varzi D.O.P.
Un'antica pieve millenaria: le origini della chiesa di San Germano
La storia della chiesa affonda le radici in epoca altomedievale. La tradizione vuole che il corpo di San Germano, vescovo di Auxerre morto a Ravenna nel 448 d.C., sia transitato per Varzi durante il trasporto verso la sua terra d'origine: un passaggio che avrebbe spinto gli abitanti a dedicargli la pieve locale. Al di là della leggenda, la prima attestazione certa risale al 702 d.C., quando il cronista Marciano Ambrogio cita, tra le pievi della diocesi di Tortona, la "Ecclesia Sancti Germani oppidi Vartii". Nell'883 la pieve di Varzi risultava parte della diocesi di Piacenza, per privilegio concesso dall'imperatore Carlo III il Grosso su richiesta di papa Marino, mentre nel 1160 dipendeva dal monastero di San Colombano di Bobbio. Due atti del 1187 e del 1189, redatti proprio nella pieve di San Germano, la indicano come "plebis de Varcio", cioè come chiesa abilitata al battesimo e madre delle altre chiese del distretto.
La costruzione della chiesa attuale e l'architettura romanico-gotica
Verso la fine del XII secolo l'antica pieve fu sostituita dall'edificio che vediamo oggi, iniziato tra la fine del 1100 e l'inizio del 1200 e completato nella parte anteriore agli inizi del 1300: un arco temporale che rende la chiesa un raro esempio di passaggio dall'età romanica a quella gotica. Lo si nota nell'evoluzione dei pilastri e delle arcate lungo la navata, nei capitelli "à crochet" di gusto gotico e nell'arcata trionfale a sesto acuto, mentre l'area presbiteriale, oggi rimaneggiata secondo stilemi gotici, era in origine dotata di absidi semicircolari, come confermato dagli scavi degli anni Settanta. Anche la facciata racconta questa doppia natura: la parte inferiore, in muratura a fasce di pietra locale chiara e scura, contrasta con quella superiore in cotto, ornata da un fregio ad archetti intrecciati e rampanti con peducci a motivi geometrici o a protomi umane. Il portale, snello e strombato, è impreziosito da colonnine e da due ante a bassorilievi simbolici, mentre la lunetta ospita un affresco di gusto barocco, aggiunto in epoca più tarda.
Dai secoli come pieve parrocchiale all'arrivo dei Cappuccini
Per quattro secoli la chiesa fu parrocchia di Varzi e pieve dell'alta Valle Staffora, fino al 1594, quando fu inaugurata l'attuale chiesa parrocchiale del paese. Lasciata per alcuni decenni in stato di abbandono, l'edificio riprese vita nel 1623 con l'arrivo dei frati Cappuccini, che vi si stabilirono edificando accanto alla chiesa un convento, incorporando la vecchia canonica preesistente, riparando la copertura e costruendo un pesante voltone barocco sotto le capriate a vista. Per centottant'anni la comunità cappuccina vi condusse una vita di preghiera, apostolato e carità, particolarmente preziosa durante le epidemie di peste che colpirono la zona. Nel 1802 la soppressione napoleonica pose fine a questa fase: convento e chiesa furono venduti all'asta e affittati ai contadini, che utilizzarono l'edificio sconsacrato come fienile, legnaia e deposito di carri agricoli, colmandolo di terra fino al livello del piazzale per facilitarne l'uso, condizione che si protrasse per circa un secolo.
Il Novecento e i restauri che hanno restituito l'aspetto romanico
Nel 1903 i Cappuccini riscattarono il convento e riconsacrarono la chiesa, ancora segnata dalle trasformazioni subite nei decenni precedenti. Fu però a partire dal 1971 che i frati, con lavoro diretto e su iniziativa di padre Giovanni Maria Tognazzi, avviarono un'importante campagna di restauro durata fino al 1996: il pesante voltone secentesco della navata centrale venne demolito per riportare alla luce le antiche capriate a vista, le finestre a doppia strombatura originarie furono riaperte, il pavimento fu abbassato al livello primitivo liberando i plinti delle colonne e gli scavi nel coro restituirono i resti dell'antica abside semicircolare, oggi visibili. Proprio durante questi lavori riemerse, in alto a destra sopra l'altare, il frammento di un affresco raffigurante l'Annunciazione, attribuito ai fratelli Franceschino e Manfredino Boxilio, pittori originari di Castelnuovo Scrivia, databile al 1484 circa. Nel 1982, in occasione dell'ottavo centenario della nascita di San Francesco, venne inaugurato il monumento al Santo, opera dello scultore vogherese Ferdinando Saccomani.
Cosa vedere: capitelli, affreschi e la statuetta del Redentore
All'interno meritano attenzione i capitelli in pietra delle colonne semicircolari all'angolo del presbiterio, scolpiti a foglie arricciate con cordonatura tortile nella parte superiore, e una statuetta in pietra collocata sopra la porta d'ingresso, raffigurante il Redentore benedicente: opera di anonimo scultore romanico popolare del XIII secolo. Il frammento affrescato dell'Annunciazione, con la caratteristica figura della Vergine dal capo reclinato e le braccia incrociate, conserva ancora tracce di una cornice decorativa dai colori vivaci, rosso acceso e giallo ocra, che un tempo doveva incorniciare l'intera composizione.
La Chiesa dei Cappuccini e la Greenway Voghera-Varzi
Varzi rappresenta il punto d'arrivo della Greenway Voghera-Varzi, la via verde ricavata dal sedime dell'ex ferrovia che collega la pianura pavese all'Appennino, pensata per chi si muove a piedi o in bicicletta tra natura, borghi e testimonianze storiche dell'Oltrepò. Per chi conclude qui il proprio itinerario, la Chiesa dei Cappuccini è una delle tappe culturali più suggestive: pochi minuti a piedi separano il centro storico di Varzi da questo angolo di storia millenaria, che permette di chiudere la giornata tra arte romanico-gotica, i vicoli del borgo medievale e le eccellenze gastronomiche locali, a partire dal celebre Salame di Varzi D.O.P.
Informazioni utili per la visita
Indirizzo: Via Cappuccini, 2, Varzi (PV)
Telefono: +39 0383 52053
Info: www.varziviva.net/cappuccini.htm
Come arrivare: a piedi o in bicicletta lungo la Greenway Voghera-Varzi, oppure in auto seguendo le indicazioni per il centro di Varzi
Domande frequenti
A chi è dedicata la Chiesa dei Cappuccini di Varzi? È dedicata a San Germano di Auxerre ed è conosciuta anche come antica Pieve di San Germano, la più antica pieve della Valle Staffora.
Quando fu costruita? L'edificio attuale risale alla fine del XII - inizio XIV secolo, in stile romanico con evoluzioni gotiche, sul sito di una pieve già documentata nel 702 d.C.
Perché si chiama Chiesa dei Cappuccini? Dal 1623 vi si stabilirono i frati Cappuccini, che costruirono il convento accanto alla chiesa; vi tornarono definitivamente nel 1903 dopo la soppressione napoleonica del 1802.
È raggiungibile dalla Greenway Voghera-Varzi? Sì: Varzi è il punto di arrivo della Greenway e la chiesa è una delle tappe culturali consigliate per chi conclude qui il percorso.