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Notte in rifugio o in tenda ad alta quota in Val Gerola

Trascorrere una notte in un rifugio nella Val Gerola significa immergersi completamente nella natura incontaminata delle Alpi lombarde e del Parco delle Orobie Valtellinesi. Lontano dai rumori della città, il cielo stellato si apre in tutto il suo splendore, offrendo uno spettacolo che lascia senza parole.   Con i suoi 44.000 ettari di superficie, il Parco delle Orobie Valtellinesi attraversa quattordici valli alpine, tra cui la Val Gerola, che rappresenta una delle aree più caratteristiche della Bassa Valtellina. Borghi come Albaredo San Marco, Cosio Valtellino, Gerola Alta e Villaggio Pescegallo costituiscono punti di accesso strategici per escursioni estive che permettono di esplorare la varietà ambientale e paesaggistica del territorio.L’ area offre una rete di sentieri ben segnalati, con percorsi adatti a ogni livello di esperienza: dalle camminate più impegnative, con tratti tecnici e dislivelli elevati, fino a itinerari più accessibili e a pendenza moderata, ideali anche per famiglie o escursionisti meno esperti.L’ estate, in particolare da fine maggio a inizio ottobre, è il periodo migliore per camminare, grazie al clima stabile e alla completa accessibilità dei sentieri in quota.Una delle esperienze più apprezzate in Val Gerola è la notte in rifugio alpino, che consente di suddividere escursioni su due giorni e vivere l’ambiente montano nelle sue ore più silenziose e autentiche. I rifugi in zona offrono ospitalità essenziale ma confortevole, con la possibilità di cenare, pernottare e fare colazione il mattino seguente. Questa opzione è particolarmente utile per affrontare itinerari lunghi o in quota, con partenza alle prime luci dell’ alba.In alternativa, per chi cerca un'esperienza più essenziale, è possibile trascorrere la notte in tenda, nel rispetto delle regole locali sul bivacco. Questa scelta permette di sostare in aree naturali, cenare all’aperto e vivere la montagna in modo più autonomo. È importante pianificare con attenzione, considerando meteo e attrezzatura e verificando norme e disponibilità di escursioni organizzate. Durante le prime ore del mattino o al tramonto è spesso possibile avvistare la fauna alpina locale, che include specie come camosci, caprioli, marmotte e volpi. Nelle zone più elevate, con un po’ di fortuna e discrezione, si possono osservare anche gruppi di stambecchi.Oltre alla componente escursionistica, la Val Gerola è anche un territorio vivo dal punto di vista agro-pastorale. In estate, diversi alpeggi sono ancora attivi e producono formaggi tradizionali, offrendo la possibilità di assistere alla lavorazione del latte o acquistare prodotti locali direttamente in quota.La combinazione tra sentieri ben mantenuti, paesaggi vari e servizi per l’escursionismo rende la Val Gerola una destinazione adatta per esperienze di uno o più giorni, con la possibilità di personalizzare l’intensità e la durata dell’attività all’aperto. 
Ph: I Mille

Allo Stelvio in moto... più in alto non si può!

Il Passo dello Stelvio è una di quelle mete che il Motociclista deve assolutamente fare almeno una volta nella vita. Per gli amanti dei viaggi, è un itinerario da non perdere, non solo per il suo percorso accattivante, ma soprattutto per il fascino indescrivibile di paesaggi di rara bellezza, con vette mozzafiato che caratterizzano una natura selvaggia e incontaminata.Lo Stelvio in moto rappresenta una sfida assolutamente da fare, non solo per il piacere di guidare ma semplicemente per dire, "l'ho fatto!". A una quota di 2. 758 metri, è il passo, il più alto d'Italia e il secondo d'Europa. Il paesaggio è tipico di grandi altezze: picchi, foreste, e ghiacciai riempiono lo scenario.Fu Francesco II d’Asburgo a commissionare all’inizio dell’Ottocento una nuova strada che potesse collegare la Val Venosta con Milano (allora territorio austriaco), attraverso la Valtellina. Il compito è stato affidato al capo della provincia di Sondrio, Carlo Donegani, un esperto in ingegneria che si era precedentemente occupato di progettare la strada del passo Spluga. Salendo dal versante Lombardo partendo da Bormio, si percorrono 42 tornanti su strada abbastanza ampia e si fanno in mezz'ora circa 22 km. Qualche sosta durate il percorso è davvero “obbligata” per gustare il panorama e scattare qualche foto; il percorso offre punti e zone dove poter sostare in sicurezza. Il Passo dello Stelvio è normalmente aperto dalla fine di maggio a ottobre, ma è sempre consigliabile documentarsi prima di partire. Da non sottovalutare il clima, soprattutto se si decide di attraversare Passo dello Stelvio in moto, che è generalmente fresco anche in estate. Non dimentichiamo che siamo a oltre 2.700 metri d’altezza per cui le temperature si mantengono fredde per la maggior parte del tempo in cui il valico è aperto. Quindi il consiglio è quello di vestirsi a cipolla, perché se fa caldo è facile scoprirsi, ma al contrario sarà difficile resistere al freddo. Per non correre rischi è bene portare uno zaino con indumenti pesanti. Solo poche nuvole e in cima la temperatura scende molto velocemente. Senza poi contare che, in alta montagna, il tempo cambia rapidamente e non è raro che i fiocchi di neve scendano anche a luglio e agosto. La verifica delle previsioni prima di partire è quindi essenziale. Il Passo dello Stelvio non è un traguardo raggiungibile in velocità, ma è un percorso che va padroneggiato con tecnica, concentrazione e controllo. Un modo di andare è fondamentale, in base al proprio mezzo, in modo che consenta di essere quanto più fluidi possibile. Ci sono tornanti difficilmente percorribili a 20 km/h, mentre altri tratti sono percorribili a 40-50 km/h, ma non tanto per i limiti di velocità, ma più per i limiti fisici dettati dalla strada. Se decidete di pranzare al Passo dello Stelvio ci sono molti ristoranti e taverne, dove potrete gustare un tipico piatto della Valtellina. Tra i piatti più tipici della valle ci sono, gnocchi, canderli, strudel e dolci, spatzle panna e speck, ma anche a base di carne. Famosi sono mele e miele, come speck e grappa. I vini sono di eccellente qualità e provengono da vitigni:  Lagrein e Gewürztraminer.

Nuclei rurali di Berbenno

Maroggia - Motta Bassa (Monastero)

Cosa vedere sulle montagne lombarde

Cosa visitare in Lombardia: guida ai luoghi e alle località più importanti.
Cosa vedere sulle montagne lombarde - ph: inLombardia

Il museo diffuso del Serpentino

Il giovello: il luogo di nascita del prodotto simbolo della Valmalenco, la pioda

Castello Paribelli

Una torre di segnalazione tramutata in austero palazzo nobiliare che internamente non manca di ambienti signorili, tra i quali primeggia una delle più belle stüe (sale foderate in legno) esistenti ancora in Valtellina.

TRAIN & BIKE

VALTELLINA E VALMALENCO