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Chiesa di San Matteo

La chiesetta di San Matteo, il cui nucleo originario risale al XIV secolo,  si trova nell'abitato di Valmadre a quota 1775 m su uno spiazzo terrazzato. La copertura, a due falde, è in lastre di pietra locale e la facciata è stata intonacata recentemente. In alcuni punti la muratura si presenta ancora a raso pietra. poco distante dall'ingresso, verso nord, sorge il campanile a pianta quadrata, e verso sud un ossario. Sopra il portale, architravato, c'è una nicchia decorata con un affresco ottocentesco raffigurante San Matteo. L'interno è a croce latina con due cappelle laterali, il soffitto è nella navata a botte, nelle cappelle e nel presbiterio a crociera. Sulla parete della cappella di destra è stato riportato alla luce un affresco cinquecentesco raffigurante San Michele, mentre in una nicchia all'ingresso della chiesa sono situate due vasche battesimali, rispettivamente cinquecentesca e secentesca. La copertura lignea di quest'ultima si trova ora nella chiesa di San Lorenzo a Fusine. Nel presbiterio spicca un'ancona lignea del seicento e un inginocchiatoio, mentre nella sagrestia è collocato un armadio intagliato del 1772. Fonte: Chiese censite dalla Comunità Montana Valtellina di Sondrio

Botteghe storiche e tradizioni artigiane lombarde

Uno straordinario viaggio a ritroso nel tempo
Botteghe storiche e tradizioni artigiane lombarde

Museo delle moto d'epoca

Dalla passione di pochi è nato, presso le ex scuole elementari di Mossini, piccola frazione di Sondrio lungo la strada per la Valmalenco, un museo che illustra la storia dei motociclisti e delle moto d'epoca valtellinesi, un'esposizione di "vecchie signore" a due ruote di grande fascino. Il museo è visitabile su prenotazione e raccoglie una cinquantina di pezzi, sia veicoli completi che motori, oltre ad una ricca raccolta di materiale iconografico e illustrativo custodita in alcuni locali delle ex scuole elementari, messi a disposizione dal Comune di Sondrio. Le moto esposte sono di proprietà di alcuni soci o simpatizzanti del Moto Club "Moto Storiche in Valtellina", nato da pochi anni ma che raccoglie già tantissimi appassionati che non di rado si ritrovano sulle strade valtellinesi per simpatici raduni, portando in pompa magna le vecchie signore fino a superare i passi alpini più famosi, dallo Spluga allo Stelvio al Gavia.Periodicamente i modelli esposti sono sostituiti da altri, creando così sempre nuovi motivi di interesse. Una visita diretta risulterà essere particolarmente interessante e istruttiva per tutti, appassionati e non.

Riserva naturale Bosco dei Bordighi

Nel Bosco dei Bordighi crescono e sono osservabili specie vegetali molto antiche o comunqe rare, che grazie a questo particolare contesto hanno evitato l'estinzione.
Riserva naturale bosco dei Bordighi

Visita in Val Gerola

Val Gerola (da 400 a 2554 m s.l.m.) – già insediamento di immigrati della Val Brembana e della Valsassina per l'allevamento del bestiame e l'estrazione e lavorazione del ferro, è patria indiscussa del famoso formaggio Bitto, marchio Dop, che prende il nome dal torrente che l'attraversa arrivando fino a Morbegno.   La skiarea di Valgerola-Pescegallo offre piste e itinerari adatti agli appassionati di sci alpino, sci nordico, sci alpinismo, snowboard e ciaspole. Ricco il patrimonio ambientale compreso nel Parco regionale delle Orobie Valtellinesi. Da visitare l’Ecomuseo della Valgerola, a Gerola Alta, e a Sacco in contrada Pirondini, la  “camera picta” , un ciclo di affreschi del XV secolo con una delle più belle immagini dell’Homo Salvadego, il tipico abitante delle valli, simbolo della cultura contadina alpina. Da vedere, inoltre, la chiesa di S. Bartolomeo, già nota nel 1307 e l’oratorio dei Confratelli (XVIII sec.). Numerose sono le chiese e le edicole sparse nelle varie frazioni. D'estate godetevi la natura percorrendo sentieri e mulattiere oppure provate l'ebrezza di volare appesi ad un cavo d'acciaio con il Fly Emotion. Info:  www.portedivaltellina.it / www.valgerolaonline.it Fonte: Valtellina.it
Val Gerola

Cosa fare sulle montagne lombarde

La Lombardia una meta perfetta per chi ama le vacanze in montagna davanti allo splendido scenario delle Alpi.
Cosa fare sulle montagne lombarde

Adamello special

Vola dove ti porta il cuore

Bagni Vecchi e Nuovi di Bormio

Quando ci si trova a Bormio e si tratta di piscine panoramiche, scegliere non è affatto facile
Bagni Vecchi di Bormio, Valtellina

Castel Grumello

Uno dei rari castelli gemini esistenti, fondato intorno al 1300 da Corrado de Piro. Deve il suo nome al dosso roccioso (grumo) sul quale è stato edificato.

Chiesa di San Maurizio

Non si conosce la data precisa di edificazione della primitiva chiesa di S. Maurizio che si erge nel centro di Ponte in Valtellina, iscrizioni scolpite nel marmo delle lesene laterali all'ingresso attestano interventi di ampliamento effettuati nel 1347.   Nel 1460 venne completata la facciata a cura di Jacopo Corti di Valsolda, cui si deve anche il bel portale marmoreo in stile gotico-veneziano che reca nella lunetta un affresco di Bernardino Luini raffigurante la Madonna con Bambino e S. Maurizio. Anche la parte meridionale della chiesa offre spunti interessanti: un grande S. Cristoforo affrescato (XV-XVI sec.), una meridiana solare e un portalino con gli stemmi scolpiti dei Quadrio e della Comunità di Ponte. A destra dell'abside si erge il bel campanile in stile romanico-lombardo (XIV sec.); nel suo spigolo sud est si notano due pietre che recano curiose incisioni di epoca medievale. L'interno, a tre navate, racchiude pregevoli affreschi; sopra l'altar maggiore vi è un elegante ciborio in bronzo cesellato, opera dei fratelli Guicciardi di Ponte (1578). Il primo altare di destra, chiuso da ricca cancellata in ferro battuto, conserva una bella ancona in legno intagliato e scolpito, dorato e dipinto (ultimo Quattrocento), opera attribuita all'artista Giacomo Del Maino. Photo - Claudio Franchetti

Val d'Arigna

Ponte in Valtellina

Chiesa della Madonna del Carmine

Eretta su un dosso panoramico immerso fra i vigneti la Chiesa rappresenta una delle numerose espressioni di quella devozione mariana particolarmente radicata nel sentimento religioso popolare del Seicento.