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Tra cremonese e casalasco: dalla terra alla tavola

Parlando della provincia di Cremona, non si può tralasciare il Casalasco, che si trova a sud del capoluogo di provincia e segna proprio il confine regionale.

Il paesaggio è molto regolare: una distesa pianeggiante segnata dai confini dei campi coltivati e dei canali di irrigazione, che rendono il territorio molto rigoglioso e fertile. Proprio l’abbondanza di acqua rende questa zona, che anche storicamente ha sempre avuto vocazione agricola, molto ricca e produttiva.

Tra i prodotti tipici, il più famoso è sicuramente il pomodoro che ha visto i produttori locali organizzarsi in un consorzio che riunisce 370 aziende e circa 7.000 ettari coltivati a pomodoro.

La zona è nota anche per la produzione di meloni, angurie e zucca, prodotti che sono protagonisti di molte feste e sagre locali. Proprio da questi prodotti, deriva il piatto tipico casalasco per eccellenza, che rappresenta la sintesi perfetta del territorio: i Blisgòn, tortelli ripieni di zucca e mostarda.
 

Casalasco e cremonese, disseminati di piccoli comuni, hanno in comune la presenza di numerose cascine che, un tempo, definivano i possedimenti dei terreni.

Le cascine, alcune anche di grandi dimensioni, hanno una tipica struttura quadrangolare con una corte al centro (l’aia) circondata da edifici con diverse funzioni: le stalle, i fienili, i magazzini per gli attrezzi e le abitazioni dei contadini. In certi casi, le cascine diventavano spesso anche vere e proprie costruzioni di difesa.

Fondamentale è anche la vicinanza con il Po che, oltre a garantire l’apporto di abbondante acqua, disegna il paesaggio con le tipiche caratteristiche delle zone golenali. Basti pensare alla Riserva Naturale Orientata Lanca di Gerole, che preserva l’habitat ideale per una fauna a rischio di estinzione, come ad esempio il pelobate, un piccolo rospo endemico.
 

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