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Sulla neve al Rifugio Prabello

In vetta con la neve
Sulla neve al Rifugio Prabello

Mar fiorito: in bici tra i meleti

Itinerario in bici in Valtellina
Mar fiorito: in bici tra i meleti

Monticolo panchina gigante

La panchina gigante di Darfo Boario Terme, in provincia di Brescia, è stata collocata sul versante sud della collina del Monticolo.  È un’altura che raggiunge i 393 metri sul livello del mare, situata nel mezzo della piana alluvionale della bassa valle Camonica e costeggiata sul lato sudovest dal corso del fiume Oglio. Il tragitto suggerito per raggiungerla è adatto a tutti ed è percorribile in meno di un’ora. Ci si incammina dal parcheggio della pista ciclabile camuna (230 m), nel territorio di Angone, frazione diDarfo Boario Terme. Un primo tratto asfaltato, che seguiamo in direzione nordovest, ci porta dopo circa 300 metri al sentiero Cai che sale al Monticolo. Il tracciato, che troviamo sulla sinistra arrivando dal parcheggio, è stato sistemato di recente. Si attraversa un castagneto e, dopo la parte iniziale in salita, il percorso prosegue caratterizzato da un continuo saliscendi e attraversa l’intera collina. Avanzando si possono facilmente individuare numerose rocce riportanti incisioni risalenti a diverse epoche storiche. Il Monticolo ha sempre rappresentato, infatti, un punto di osservazione privilegiato e una postazione difensiva. Nella parte alta il bosco diventa più rado e vario e, giunti sulla cima (393 m), vi si trova un piccolo osservatorio faunistico. Qui non mancano gli appassionati di birdwatching. Proseguendo ci si abbassa leggermente e si incontrano dei laghetti, ma la presenza di acqua dipende dalle stagioni e dalle precipitazioni. A un bivio ci si indirizza a sinistra e con un’ultima breve salita arriviamo a una radura panoramica dove svetta la panchina gigante (330 m). Una volta tornati al parcheggio vale la pena, dirigendosi a sud sulla strada sterrata per poco più di mezzo chilometro, visitare il sito archeologico dei Corni Freschi. Si tratta di un masso erratico con incisioni che riproducono alabarde e pugnali risalenti, secondo gli esperti, al III millennio a.C. Nelle vicinanze si trovano anche una palestra di roccia per l’arrampicata sportiva e, all’estremità sud della collina, l’Archeopark, un parco tematico polifunzionale dal paleolitico all’età romana. immagine di copertina:@dariobonzi
Monticolo panchina gigante

Dal Resegone ai Campelli

Tappa della DOL, Dorsale Orobica Lecchese, fino ad oltre 1.500 metri di altitudine
3. Dal Resegone ai Campelli

Da Bobbio al Pizzo dei Tre Signori

Quarta tappa della DOL (Dorsale Orobica Lecchese), nella quale si affronta l’impegnativa salita del Passo del Toro
4. Da Bobbio al Pizzo dei Tre Signori

Sentiero per tutti

Mappe tattili e panchine: l'escursione è per tutti
Sentiero per tutti

Cima Quarenghi

Trekking per cime nelle Orobie bergamasche
Cima Quarenghi

Pedalando nel Parco della Grigna

Un itinerario fra antichi nuclei rurali, baite tipiche e boschi
Pedalando nel Parco della Grigna

Dal Rifugio Laghi Gemelli al Calvi

Per rifugi e laghetti panoramici, in questo affascinante percorso a ridosso delle Orobie bergamasche
Dal Rifugio Laghi Gemelli al Calvi

L'altopiano del Monte Cancervo

Il Monte Cancervo è una imponente bastionata rocciosa sulla sinistra all’ingresso in San Giovanni Bianco (BG).Montagna selvaggia, precipita sul versante brembano, dolce sulla sommità e boscosa sul versante dell’alta Valle Taleggio. Si lascia la Val Brembana a San Giovanni Bianco e si sale a Pianca per proseguire verso Brembella e Cespedosio dove, poco prima della contrada di Boffalora, nei pressi di un parcheggio, si stacca, sulla sinistra, una cementata con indicato “Monte Venturosa - Passo Grialeggio” (siamo a 1.050 metri).Su questa ci si avvia in salita, si supera un roccolo e si entra diagonalmente nel bosco di faggi. Dopo circa mezz’ora, la strada si restringe a sentiero che raggiunge i ruderi della baita della Vecchia (La Egia de l’Era, 50’, 1.330 m).Ora si prosegue per numerosi corti tornantini sino al Passo Grialeggio (1.690 m), dopo un’ora e 45 minuti di cammino.Quassù si vedono le sagome del Resegone e delle due Grigne e i pascoli dei Piani dell’Alben, dove si distinguono i rifugi Cesare Battisti e Gherardi. A settentrione domina il Monte Venturosa con i suoi verdi bivacchi. Si riparte in piano e, a sinistra, per un centinaio di metri, al suolo, su un masso, un segnavia CAI 102 ci indica la direzione per la Baita Rifugio Cancervo.Ne segue una bella traversata in quota, fino a raggiungere la stalla del Cancervo, subito sopra il “monumento” a Bortolo Danelli e il rifugio Cancervo (45’ dal Passo). Goduta la pausa si prosegue in salita nella direzione suggerita dalla freccia sulla staccionata e, di seguito, i bolli gialli.Si affianca una baita (Galli cedroni) e si continua per la vetta. Dopo 40 minuti di piacevole camminata si è alla vetta, caratterizzata da una croce metallica posta dal CAI di Vaprio d’Adda nel 1981 (1.835 m, 3 h 30’ dalla partenza). Si continua sul versante opposto, verso settentrione, dove già si vede di nuovo il Passo di Grialeggio e, per marcato sentiero, a tratti ripido, lo si raggiunge in 20 minuti. Non resta che seguire a ritroso l’andata, ci si cala a valle sino al parcheggio di partenza (1 h dal Passo). Per ulteriori dettagli: CAI Alta Val Brembana - tel. 0345 82244
L'altopiano del Monte Cancervo

Contrade di Fondra

Si parte dal piazzaletto antistante la chiesa di Fondra (709 m) posta al di là del fiume, percorrendo in salita l’antica strada per Branzi.   Quest’ultima si innesta, dopo poche centinaia di metri, nel provinciale dove si piega a destra e in corrispondenza di una santella, sul lato opposto della strada, si prende il sentiero per Via Piana. Gustato il panorama sul Pizzo dell’Orto, sul Menna e sull’Ortighera si prosegue verso Nord, entrando nel cuore della “Valle” e si raggiunge Pusdosso, l’unica contrada abitata anche in inverno (40’ da Via Piana; 1.050 m). Un borgo rinato per volontà dell’associazione Amici di Pusdosso dopo il forzato abbandono degli anni ’50. Lo spettacolo naturale prosegue seguendo le indicazioni che portano a “Forcella” e attraversando un bosco si giunge alla Baita Fosletta che si costeggia verso destra per attraversare il pascolo e tornare sul bel sentiero nel bosco. Con direzione sud ci si abbassa attraversando vallecole e ripidi tratti, si contornano i pendii del “Cuculì” (il Pizzo, 1.588 m), sino a sbucare alla baita della Piana; in breve, attraverso un giardino all’italiana e a lato di un simpatico monumento ai bovini, si raggiunge la Contrada Forcella (946 m). Si prosegue ritornando sui propri passi, sino a ritrovare il bivio, segnalato, che scende alla Contrada di Foppa (10’ da Forcella). Si esce dalla contrada salendo brevemente sino alla nuova strada realizzata dall’ENEL.Sulla sterrata si scende poche centinaia di metri e prima del ponte si prende a sinistra il viottolo che porta alla teleferica di servizio di Cornelli. Qui diparte un sentiero ben marcato nel bosco, sale verso i ruderi del vecchio mulino e sbuca sulla mulattiera CAI 125 verso Pusdosso e Torcole. Si piega a destra, in discesa, e in breve si è alla Contrada dei Cornelli (946 m). Sempre sul CAI 125 si scendono i tornantini che riportano sulla precedente sterrata, si prosegue lungo le curve e i muretti a secco sino a raggiungere la provinciale e il parcheggio di Fondra (20’ da Cornelli).  
Contrade di Fondra

Dal Rifugio F.lli Longo al Rifugio F.lli Calvi

Permette di collegare il rifugio F.lli Longo con il rifugio F.lli Calvi e rappresenta un’alternativa alla quinta tappa. Lasciato il rifugio F.lli Longo (2.026 m), ci si incammina lungo lo sterrato e in poco tempo si risale lo sbarramento artificiale della diga del Diavolo (2.143 m). Nell’attraversare la diga non si può fare a meno di soffermarsi a osservare l’imponente mole del monte Aga, con le sue scure pareti che scendono fino a lambire le acque del lago. Oltrepassato lo sbarramento, si prende a salire per un sentiero inizialmente poco evidente. Il percorso, indicato con frequenti segnavia, si snoda attraverso macchie d’erba e macereti. Un tratto in diagonale inciso nella montagna e un breve strappo finale consentono di giungere al passo della Selletta (2.372 m – 1h dalla partenza). Non si può certo restare insensibili al panorama che ci offre: di fronte a noi si distende l’intera conca del Calvi circondata da numerose cime. Su tutte domina il Pizzo del diavolo di tenda, considerato dai bergamaschi un piccolo Cervino, seguono nell’ordine il Pizzo Poris e i monti Grabiasca, Madonnino e Cabianca, mentre più in basso, in una posizione privilegiata, poco distante dal lago Rotondo, si scorge la costruzione del rifugio F.lli Calvi, meta finale della nostra tappa. Dal passo si prosegue attraversando in piano una grossa pietraia, dopodiché si inizia a scendere lungo il pascolo aperto e, guidati dai segnavia, a quota 2.125 metri s’incontra la più in quota delle baite: Armentarga. Si riprende la marcia in piano e, dopo una breve discesa, si raggiunge la seconda baita (2.073 m). Attraversato un torrente si risale leggermente, quindi, nuovamente in discesa, si scende sul fondo di una valle incassata, poi, con breve salita si attraversa una costa, passando nei pressi dei ruderi di una baita. Attraverso un sentiero, ora più marcato, si digrada mentre lo sguardo è attratto dalla mole del monte Grabiasca e da alcune cascatelle formate dall’appena nato fiume Bremboche si supera con un ponticello in legno (2h 15’ dalla partenza). Incontrate le baite Poris (1.988 m), il tracciato diviene pianeggiante, poi, muovendosi fra radi larici, con alcuni brevi saliscendi, arriva sul bordo del lago Rotondo (1.972 m), in corrispondenza di un piccolo sbarramento artificiale. Ora, con breve salita, non rimane che raggiungere il rifugio, ormai visibile sull’opposto versante.  
Dal Rifugio F.lli Longo al Rifugio F.lli Calvi