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Palazzo Archinto

Noto come “Il Castello” per le due torri che ne caratterizzano l’unica ala rimasta.
Palazzo Archinto

Alta via della Valmalenco- 1 Prima tappa

Torre Santa Maria (frazione Ciappanico) - Alpe Piasci - Rif. Cometti (1720 m) - Arcoglio sup (2123 m) - Cima Bianca (2490 m) - Rif. Bosio (2086 m)

Sentiero tematico- La civiltà della pietra ollare

Breve percorso ad anello che consente di visitare gli antichi luoghi di estrazione e di lavorazione della celebre Pietra Ollare del Pirlo

Alta Via della Valmalenco- 7 settima tappa

Rif Bignami (2382 m) - A Gembrè (2190 m) - A Val Poschiavina (2230 m) - Passa Canciano (2464 m) - Passo Campagneda (2601 m) - Rif. Cristina (2227 m)
Diga di Alpe Gera

Savogno: un borgo medievale fuori dal tempo

Sicuramente non è semplice raggiungere Savogno, un borgo fantasma, incastonato tra le cascate della Val Bragagna. Siamo in provincia di Sondrio a 932 metri di altezza, dove sorge Savogno: un piccolo borgo montano definitivamente abbandonato nel 1968, ad esclusione del suo unico abitante. Solo in estate torna a essere abitato dai vecchi residenti, che durante l'anno hanno scelto di trasferirsi a valle. Annoverato tra i comuni "fantasma", Savogno è diventato una vera e propria meta turistica. Chi volesse raggiungerlo, deve lasciare la macchina in garage, perché il villaggio non è toccato da strade ad eccezione della Bregalone-Savogno, a transito limitato. In mancanza del pass rilasciato dal comune di Piuro, non resta che percorrere la salita a piedi: una ripida mulattiera di quasi tremila gradini, immersa nel terrazzo naturale delle cascate dell'Acquafraggia. La fatica è però ripagata da un posto magico che conserva un fascino fuori dal tempo.  A caratterizzare Savogno sono le mura in pietra e gli stretti loggiati in legno di origine medievale, i vicoli e le stradine di ciottoli e la natura incontaminata. Un particolare curioso è la netta distinzione tra abitazioni a più piani e le stalle. Soprattutto d'estate, il borgo è meta di visitatori ed escursionisti, che possono rifocillarsi al rifugio Savogno di recente costruzione. Ph ig: drone_airlab
Savogno

Casa Parravicini

L'edificio è posto al limitare della farzione Crotti, nella parte alta del territorio di Berbenno, lungo il torrente Finale. Era il palazzo di abitazione della famiglia Parravicini, antica famiglia nobiliare valtellinese, come dimostra lo stemma affrescato sulla parete che si affaccia sulla corte interna. In corrispondenza del grande camino nel salone principale, al primo piano vi è un altro stemma in pietra lavorata. La tipologia che caratterizza il palazzo è a L e si differenzia per la presenza di una piccola torretta-colombaia posta sul lato sud dell'edificio. La finitura esterna delle murature lungo il prospetto sud ed ovest sono in intonaco civile strollato e alterano l'aspetto originario dell'edificio. L'interno è stato di recente restaurato, con il rifacimento totale del tetto e delle solette e dei pavimenti. Gli attuali proprietari hanno saputo riqualificare e rivalutare l'edificio, mantenendo le volte ad ombrello e a crociera presenti nelle sale interne. Anticamente vi era una cappelletta privata utilizzata dalla famiglia, ora non più mantenuta ed utilizzata come locale tecnico. Le cantine, la tinaia, i locali per la conservazione degli alimenti e i locali di servizio, si trovano al piano terreno con accesso dalla sottostante strada. I locali di abitazione si trovano ai piani superiori. A questi si accede tramite una doppia scala che corre lungo le facciate della corte interna. L'edificio è stato recentemente restaurato e si trova in buono stato di conservazione.

Castel Grumello

Uno dei rari castelli gemini esistenti, fondato intorno al 1300 da Corrado de Piro. Deve il suo nome al dosso roccioso (grumo) sul quale è stato edificato.

La ricetta del giorno

Ogni giorno una nuova ricetta da provare della tradizione lombarda
La ricetta del giorno: oggi si mangia...

Volandia

Parco e Museo del Volo

Palazzo Verbania

Dopo alcuni anni di restauro, Palazzo Verbania raccoglie, di nuovo, l’eredità di tanta storia: ospita l’archivio letterario di Vittorio Sereni e le carte di Piero Chiara, entrambi, di questo palazzo, a vario titolo, debitori. Inoltre mostre d'arte, sala conferenze, sala lettura, video-installazioni e l'ufficio turistico all'ingresso.
Lagomaggiore - Luino - Palazzo Verbania

Palazzo Gallio

Sulle rive di Gravedona, una dimora storica che regala un tuffo nel passato su un panorama suggestivo

Monte Berlinghera

Sulla costa occidentale del Lago di Como, uno dei balconi panoramici più belli della regione.   L’itinerario ha inizio a San Bartolomeo, dove si trova l’omonima chiesa e nei pressi della quale è possibile parcheggiare.Si imbocca il sentiero sul retro della Chiesa di San Bartolomeo seguendo le indicazioni per il Sasso Canale e il percorso dell’Alta Via dei Monti Lariani. Addentrandosi in un bosco di abeti, faggi e querce, proseguire fino ad incrociare una strada sterrata fino ad un bivio, dove la si lascia per proseguire sulla sinistra seguendo i segnavia. Usciti dal bosco, si riprende la sterrata e si arriva in prossimità dell’Alpe di Mezzo (1540 m), sulla sinistra, e dell’Alpe Pescedo (1560 m), sulla destra. Da qui si procede dritto verso il traliccio dell’alta tensione posto di fronte e ci si piega a destra, seguendo una debole traccia di sentiero che arriva al secondo pilone elettrico, quello della Bocchetta di Chiaro (1666 m). Qui si svolta a destra e ci si addentra, per un breve tratto abbastanza ostico, in un bosco di larici e abeti che porta all'anticima, dove è posta la croce. Dopo circa 10 minuti si raggiunge la cima del Berlinghera, dove sono visibili i resti di una cappella dedicata agli alpini. Il panorama che concede la vetta è sensazionale: a nord la Valchiavenna e il Lago di Mezzola con il Pian di Spagna, a sinistra il maestoso Monte Legnone e a sud il Lago di Como con tutte le vette che gli fanno da corona.   Si rientra per la medesima via di salita, eventualmente seguire la pista sterrata fino alla Chiesa di San Bartolomeo.
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