Ho trovato 1584 risultati per salò

Tra i due laghi di Olginate e Garlate

Il percorso qui presentato si snoda in un territorio di grande interesse paesaggistico, oltre che che storico ed artistico.   A sud della città di Lecco l'itinerario abbraccia un tratto dell’Adda compreso tra i due laghi di Olginate e Garlate. Percorrendo questo anello si incontrano alcuni resti di torri e castelli, vecchie filande ora ristrutturate e ovviamente la magnifica vista dei laghi.  Il percorso ha inizio, provenendo da nord, subito dopo il ponte Azzone Visconti. Proseguendo arriviamo sino all’inizio di Garlate, dove la ciclo-pedonale continua lungo la sponda del lago e poi lascia la riva per avvicinarsi alla via Statale, a cui rimane affiancata per poche centinaia di metri. Proseguendo si raggiunge l’edificio che accoglie il Museo della Seta Abegg, per poi proseguire sotto il ponte stradale e  giungere alla vecchia Olginate, con la torre medievale e, più avanti, Villa Sirtori. Oltrepassando la riva il percorso diventa sterrato e poi si stringe diventando di nuovo l'Adda. Ridiscesi dal ponte ciclo-pedonale, si affronta il percorso in direzione opposta, da sud verso nord, per raggiungere di nuovo Lecco, ritornando al punto di partenza. ITINERARIODistanza:18.2 kmDifficoltà: facileFondo stradale: asfalto e sterratoDislivello: +275, -275 (Pendenza max: 9.9%, 17.6% Pendio medio: 2.0 %, 1.8%)Adatto a: tuttiTipologia di bicicletta consigliata: MTB e ibridaDurata media: 1,30 h ca. PUNTI DI INTERESSE Ponte Azzone Visconti a LeccoIl ponte fu realizzato per volere del Signore di Milano, Azzone Visconti, negli anni trenta del Trecento. Fungeva da imbuto per l'accesso di uomini e merci nel borgo di Lecco, garantendone la protezione militare. Info utili: http://www.comune.lecco.it/index.php/la-storia-int/1965-ponte-azzone-viscontiGeolocalizzazione su mappa: 45.84742, 9.39268   Palazzo delle Paure a LeccoCostruito nei primi anni del Novecento in stile neo-medievale, il Palazzo è stato sede scolastica e nel 2012, dopo la ristrutturazione, è diventato sede museale per ospitare mostre temporanee e non solo. Info utili: https://goo.gl/fK3ojr Orari e teriffe: http://www.comune.lecco.it/index.php/servizi/orari-uffici/48-musei-civiciGeolocalizzazione su mappa: 45.85542, 9.38939   Torre viscontea a LeccoCostruita nel Trecento, è l'unica parte sopravvissuta delle fortificazioni di origine viscontea. Al piano terreno sono ancora visibili gli alloggi del corpo di guardia e il primo piano ospita mostre temporanee.Info utili: http://www.comune.lecco.it/index.php/scoprire-lecco/musei/1148-torre-visconteaGeolocalizzazione su mappa: 45.85435, 9.38969 Museo civico della seta “Abegg” a GarlateE' stato aperto nel 1953 dalla famiglia svizzera Abegg, che gestiva molti setifici in Italia per produrre filati pregiati. Tutt’oggi si possono osservare i macchinari e le sezioni dedicate alla bachicoltura.Info utili: http://www.museosetagarlate.it/http://www.museosetagarlate.it/?page_id=12Per prenotare una visita: Tel: 331-9960890Geolocalizzazione su mappa: 45.80626, 9.40357  Torre di OlginateLa Torre dei D’Adda risale al XV secolo e con tutta probabilità faceva parte di una casa-forte. Vicino sono i resti del castello verso l’Adda, inglobato nella villa Sirtori, costruita nell'Ottocento.Info utili: Geolocalizzazione su mappa: 45.80123, 9.41446   Santa Maria del Lavello a CalolziocorteSappiamo che già nell'anno 1000 esisteva qui un castello e la chiesa di S. Simpliciano, che prese poi il nome di S. Maria. La chiesa attuale è il risultato delle realizzazioni dei frati Serviti, nel Cinquecento. Info utili: http://www.monasterodellavello.it/it/home.aspxhttp://www.fondazionemia.it/it/basilica/contattiGeolocalizzazione su mappa: 45.79088, 9.43092 Fabbrica sali di Bario a CalolziocorteSi tratta di uno degli esempi di archeologia industriale più importanti del Lecchese. Nacque nel 1902 per trasformare la barite, minerale di cui era ricca la Valsassina, in sali di bario. Venne chiusa nel 1998.Geolocalizzazione su mappa: 45.80128, 9.42469  
Tra i due laghi di Olginate e Garlate

L’Alto Oltrepò: Appennino di Lombardia

Quando si parla di montagna lombarda, probabilmente il pensiero corre immediatamente alle imponenti vette alpine comprese tra i gruppi delle Alpi Lepontine, Alpi Retiche e Prealpi Orobiche. Ma nell’estremo lembo meridionale della regione, nell’Alto Oltrepò Pavese, è presente un altro sistema montuoso, definito dal prestigioso Touring Club Italiano, come Appennino di Lombardia. Qui, ci si può lasciare trasportare nella scoperta di strade panoramiche, borghi autentici, con i loro mercati, sapori della tradizione e prodotti tipici. Attraverso la Valle Staffora, passava una delle antiche “Vie del Sale” che metteva in comunicazione i commerci tra la pianura lombarda con Genova.  A Varzi ancora oggi ne ritroviamo un prezioso lascito nei laboratori di lavorazione del tipico salame, che trae origine dalle qualità di conservazione alimentare del prezioso ingrediente e continua oggi l’importante produzione seguendo precisi disciplinari. Appena sopra Varzi, il Castello di Oramala, edificato sopra uno sperone roccioso che domina a cavallo tra la Valle Staffora e la Val di Nizza e la cui storia è legata in origine (fin dal X sec.) a quella della famiglia Malaspina. Oggi ne resta accessibile solo una piccola parte. Ma storie di strani accadimenti e diverse leggende sono collegate al passaggio di Federico il Barbarossa che qui fece sosta. Scendendo invece più a valle, costeggiando la provincia di Alessandria, sul crinale che segna quindi il confine con il Piemonte, si può avere testimonianza diretta del remoto passato della pianura che in epoche remote era sommersa dal mare. Nell’area delle Grotte di San Ponzo, infatti, antichi fossili di conchiglie sono facilmente individuabili tra le pietre che emergono dalla vegetazione del fitto bosco. Nei pressi, vi si trova anche l’osservatorio astronomico di Ca del Monte, ideale luogo per rimirare le stelle in calde notti d’estate. Sull’altra costa, risalendo parte della Val di Nizza, si può giungere alla antica Abbazia di Sant’Alberto di Butrio, oggi meta di pellegrini che cercano un’oasi di pace, immersa nella natura, lontana dai frenetici ritmi e suoni della quotidianità, ove raccogliersi in silenzio per lasciare correre i propri pensieri e rivolgere preghiere ai propri cari. Qui si dice abbia trovato la prima sepoltura anche Edoardo II d’Inghilterra, almeno secondo quanto si evince dal romanzo “Auramala” di Ivan Fowler, che si basa su una accurata ricerca storica e tratteggia uno spaccato della vita della valle nel tardo medioevo. L’Appennino di Lombardia, oltre che gusto, tradizione e storia è anche natura da osservare ed apprezzare: si possono segnalare infatti i numerosi “sentieri delle farfalle”, da fruire anche in chiave didattica nella migliore stagione, così come la Riserva Naturale di Monte Alpe: non lontane dalle pendici su si erge il Castello di Zavattarello.
L’Alto Oltrepò: Appennino di Lombardia

Borghi e palazzi: l’architettura del Rinascimento

Al termine di decenni di contese, con operazioni militari che avevano coinvolto anche l’area sebina, la pace di Lodi nel 1454 stabilisce il confine fra gli stati milanese e veneziano lungo l’Adda e dà vita per la Lombardia orientale alla dominazione della Repubblica. Un trentennio di calma relativa darà un forte impulso alle attività economiche, grazie anche all’apertura di nuovi e più ampi mercati offerti all’interno del nuovo quadro degli stati regionali. La nuova situazione politica e, soprattutto, le nuove tecniche militari con l’introduzione dell’artiglieria provocano il progressivo abbandono delle mura di difesa dei principali centri, che fino al secolo precedente erano mantenute in funzione e, anzi, in alcuni casi costruite ex-novo. Questi fattori, uniti naturalmente all’evoluzione del gusto e delle mode, creano le condizioni per nuovi tipi di insediamento, che sostituiscono o, in certi casi, modificano l’edilizia medioevale. Il caso più significativo è senza dubbio quello di Lovere, che costituisce per l’epoca rinascimentale un unicum. L’abitato medioevale era compreso nella cerchia di mura ampliata nel Trecento; nel corso del Quattrocento, grazie alle condizioni economiche particolarmente favorevoli derivanti da una fiorente attività di lavorazione della lana, l’abitato viene ampliato con la costruzione dei nuovi quartieri del Borgo. Le più importanti famiglie del paese portano le proprie residenze fuori dalle mura trecentesche, con nuovi edifici più comodi, in posizione più salubre, dotati di broli e giardini. L’addizione occupa lo spazio fra il centro antico e la Valvendra, dove già erano insediate alcune attività artigianali, incentrandosi lungo l’asse viario corrispondente all’attuale via S. Maria. Da questo viene tracciata ortogonalmente una serie di vie secondarie verso il lago che costituisce la maglia per l’insediamento dei nuovi edifici. In genere i palazzi sono pensati per ospitare anche parte delle attività artigianali e commerciali praticate dai proprietari. L’uso di corpi di fabbrica di dimensioni adeguate consente ad esempio di ospitare ai piani alti i telai in legno (le cosiddette ciodere) su cui venivano posti i panni di lana per l’asciugatura: per questo motivo troviamo diverse logge aperte, che consentivano una buona ventilazione per accelerare questa fase del lavoro, che in precedenza si svolgeva in terreni aperti. I caratteri del nuovo modo di abitare e di produrre si possono cogliere poco oltre il Borgo nel palazzo che fu sede della Fabbrica Ferlendis, che lavorava panni di lana: l’orientamento del lato maggiore dell’edificio, dotato di portico e logge, privilegia l’affaccio verso sud invece che quello sul lago.  Palazzo Marinoni, dove risiedé lady Wortley-Montague durante i suoi soggiorni a Lovere (1749-1755), si estende fra il lungolago e l’asse del Borgo con una successione di cortili; il corpo di fabbrica principale, dalla caratteristica impostazione planimetrica a C e dotato di portico e loggia, si affaccia verso il lago. Più a monte, anche se con caratteri già seicenteschi, si trova Palazzo Bazzini, residenza di un’altra importante famiglia testimoniata a Lovere almeno dal XV secolo, che doveva possedere buona parte dei terreni in quest’area, se grazie alla donazione di una sua componente si poté edificare il vicino monastero di Santa Chiara. La costruzione del Borgo troverà completamento, a cavallo fra il XV e il XVI secolo, con l’erezione della basilica di Santa Maria, dovuta alle famiglie che stavano edificando il nuovo abitato. In scala più limitata, fasi di modifica su edifici preesistenti per adattarli alle nuove esigenze o insediamenti di nuove costruzioni si possono riconoscere in altri luoghi. Nel primo caso rientrano a pieno titolo le sistemazioni delle aree commerciali dei principali centri affacciati sul lago: gli spazi per i mercati della stessa Lovere, di Pisogne e di Iseo vengono dotati di portici lungo il perimetro, costruiti lungo i fronti degli edifici medioevali in sostituzione di botteghe o altre strutture che in genere venivano addossate alle case prospicienti le piazze. Per i nuovi porticati si mantenne un uso pubblico, fornendo ai mercati una superficie coperta a servizio dei fondaci retrostanti. Lungo la sponda bresciana meritano una visita le case rinascimentali di Marone e Sale Marasino. In riva al lago a nord del centro di Marone, si trova la Casa Ghitti di Bagnadore (il ramo familiare prende il nome dal torrente Bagnadore, che separava la casa dall’abitato di Marone). Costruita nel XVI secolo da esponenti della famiglia bresciana degli Irma (o Hirma), che qui erano proprietari di forni fusori e fucine da ferro, passa progressivamente ai Ghitti nel Seicento. Il fronte principale sul brolo presenta il sistema portico–loggia esteso alla parte centrale, con il consueto raddoppio delle campate al piano superiore. A imprenditori della lana è da attribuire un secondo edificio posto più a sud sempre lungo la riva del lago; nel Seicento risulta di proprietà Fenaroli e più tardi di altri Ghitti. In questo caso la successione del prospetto principale è portico ad archi, galleria chiusa e loggia con architrave all’ultimo piano, forse usata per la stenditura dei panni di lana. Il Palazzo Giugni è forse il più importante esempio di architettura pienamente rinascimentale di Sale Marasino: edificato verso il primo quarto del ‘500 probabilmente da Giovanni Francesco Averoldi, mercante nel settore della lana, passò successivamente ai Dossi, che praticavano la stessa attività. Il palazzo si affaccia sul brolo interno con un portico a 8 campate, raddoppiate dalla loggia superiore. Il salone al piano superiore presenta il tipico soffitto ligneo a travetti e tavolette dipinte e affreschi della scuola di Romanino. Gli stessi Dossi possedevano un’altra casa poco distante, oggi Mazzucchelli, di caratteristiche simili, con portico a 8 campate, databile probabilmente al tardo Cinquecento. Notevole anche la casa Turla, con portico e due ordini di logge: la superiore presenta le caratteristiche di una ciodera. Sempre nell’abitato di Sale si trovano altre case coeve: Casa Zirotti, Casa Belotti e un’altra casa in via Zirotti, notevole per il portico ad archi ribassati e doppia loggia. Un po’ discosto dall’abitato si trova poi, poco più a sud, uno degli edifici più interessanti dell’intero Sebino: il Palazzo Martinengo Villagana, iniziato nel tardo Cinquecento dai conti Secco d’Aragona, passò nel secolo successivo al ramo cittadino bresciano dei Martinengo della Pallata. È evidente la diversa natura del complesso rispetto alle residenze della borghesia rinascimentale. Si tratta qui di un palazzo da villeggiatura, costruito in riva al lago da esponenti della nobiltà lombarda (i Secco d’Aragona detenevano il feudo della Calciana Superiore, a quel tempo in territorio milanese) e quindi dotato, oltre che di parti residenziali padronali, di locali per la servitù, di attracco, di giardini. Il cortile interno, con porticato ad archi, è visibile dalla strada costiera. Il fronte principale è verso il lago ed è caratterizzato da un disegno simmetrico con portico e loggia centrale, a tre campate ed impostati su un architrave invece che sull’uso dell’arco a tutto sesto. All’interno il ricco apparato decorativo con pitture e stucchi è prevalentemente seicentesco. Ulteriori interessanti esempi di edilizia quattro-cinquecentesca si trovano su Monte Isola: a Peschiera le case Erba e Archetti, forse ritiro di alcuni esponenti degli Oldofredi di Iseo, dopo che l’instaurarsi del regime veneziano aveva provocato la decadenza della famiglia; a Carzano il Palazzetto Ducco (oggi Ziliani), residenza nel Cinquecento di un ramo della famiglia nobiliare proveniente da Trenzano; a Siviano alcune case in via Roma dotate di portici e logge. L’itinerario si può concludere a Iseo, con la visita alla piazza Garibaldi, tradizionale sede dell’importante mercato fin dall’età medioevale. Come a Pisogne, gli edifici perimetrali testimoniano la fase di riforma avviata nel XV e proseguita fino al XVIII secolo, con la realizzazione dei portici e il rinnovamento dei prospetti. Un ultimo capitolo interessante, sempre nel territorio di Iseo, è il Castello del Carmagnola a Clusane, che mostra gli interventi quattrocenteschi operati su un fortilizio basso-medioevale.   Alberto Bianchi

Leonardo nel Vimercatese

Un viaggio alla scoperta dei luoghi di soggiorno e di studio del genio Leonardo da Vinci
Sala 5, Must Museo del territorio

Dove mangiare nel lecchese

Uno scenario gastronomico unico: risotto, polenta, carni e salumi, formaggi e la preziosa realtà del pesce e dell'olio d'oliva
Un invito a tavola nei 6 migliori ristoranti del lecchese

Eventi in Lombardia a Maggio 2025

Maggio incanta la Lombardia tra esplorazioni all’aria aperta, sagre ed eventi artistici e floreali
Eventi in Lombardia a Maggio 2025

I 10 più spettacolari alberi monumentali in Provincia di Brescia.

Nella più estesa provincia lombarda crescono, in ambienti molto diversi tra loro, monumenti arborei davvero speciali.

Rocca Borromeo di Angera

Sulla sponda meridionale del Lago Maggiore, su uno sperone roccioso, si erge la maestosa Rocca Borromeo, situata ad Angera.
Rocca Borromeo di Angera, Castelli Varese

Bergamo Città Alta

Atmosfera medievale sulla sommità di una collina
Bergamo Città Alta - in Lombardia

Castello Bolognini

Uno splendido esempio della classica architettura militare lombarda.
@inlombardia - Castello Bolognini

Tirano: Crocevia delle Alpi

Posta nel cuore delle Alpi, al confine tra Italia e Svizzera, da sempre Tirano è un naturale crocevia di popoli e culture, mercanti e viaggiatori.

Complesso Monastico Polironiano

Complesso monastico che ha fatto la storia, legato ai Canossa e punto di riferimento assoluto e non solo religioso dal Medioevo ad oggi
Complesso Monastico Polironiano, Chiese Mantova