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Sentiero Belvedere

Luino: dalle alture del lago Maggiore, passando per Colmegna, fino a Maccagno

Sul lungo lago in MTB

Lago, natura e avventura
Sul lungo lago in MTB

Baita Golla

Itinerario fra le valli bergamasche, da Gorno ad Oneta
Baita Golla

Tour Monte Bastia

Prendiamo la ciclabile seguendo le indicazioni per Villa di Serio.Terminata la ciclabile, ci immettiamo sulla strada principale (via Kennedy) e la percorriamo fedelmente per deviare poi a sinistra in via Giovanni Battista Palazzi.Sempre avanti per via Caselle, via Mascarelli e deviamo poi a sinistra in via Pradelli. Pochi metri di asfalto e incomincia lo sterrato e la salita più impegnativa del percorso superando una serie di tornanti fino a un incrocio a tre vie.Andiamo a destra in salita, seguiamo lo sterrato che ci porterà fino alla chiesetta degli Alpini.Ripercorriamo tutto lo sterrato fino all'incrocio a tre vie superato in precedenza.All'incrocio proseguiamo diritti seguendo fedelmente la strada sterrata che offre molti punti panoramici ma facendo attenzione alla deviazione successiva.Qualche metro prima di raggiungere le prime abitazioni, la strada principale prosegue in discesa a destra, noi prendiamo a sinistra la sterrata che rientra nel bosco.Superati dei capanni da caccia, la carrareccia diventa sentiero che devia a sinistra per poi ricongiungerci di nuovo allo sterrato da seguire.Superiamo ancora una serie di capanni da caccia fino a raggiungere la strada asfaltata che seguiremo in discesa verso il paese, fino a incrociare la via Giovanni Battista Palazzi già percorsa all'andata.All'incrocio andiamo a destra e ripercorriamo tutto il tragitto fatto all'andata fino al nostro punto di partenza. Caratteristiche del percorsoLunghezza: km 21.5Difficoltà: FacileCiclabilità: 100%in salita - 100% in discesaQuota minima: 275Quota massima: 482Partenza: parcheggio della stazione di Albino.
Tour Monte Bastia

Da Valbondione al Rifugio Barbellino

Il percorso in alta quota che porta sino al Rifugio Barbellino e all'adiacente omonimo lago è davvero impagabile, consigliato però solamente a chi ha un buon allenamento.   L'itinerario parte da Valbondione posto presso la testata della Val Seriana in provincia di Bergamo, in direzione Lizzola, per poi imboccare il sentiero CAI 305 per il Rifugio Curò. La salita su strada sterrata-rocciosa è subito ripida ma pedalabile e percorre un lungo tratto all’ombra della pineta. Lungo la salita una sosta obbligatoria è quella all'altezza delle Cascate del Serio, per ammirare la bellezza di questi famosi salti d'acqua, che in particolari condizioni atmosferiche regalano un bellissimo effetto arcobaleno. Il sentiero in salita continua con un andatura a zigzag fino al Rifugio Antonio Curò, situato in prossimità di caratteristici laghetti alpini all'interno dei quali i monti si riflettono in tutta la loro maestosità e bellezza. Si prosegue a destra del principale di questi laghetti, lungo un sentiero ampio, a strapiombo sullo specchio d’acqua, che si alternerà a ponticelli in legno per superare il torrente. Si raggiunge infine il Rifugio Barbellino, nei pressi dell'omonimo lago naturale. Un conclusione del percorso che regala un panorama difficile da dimenticare. Per il ritorno si segue la medesima strada dell'andata, godendosi la tanto attesa discesa. Attenzione agli escursionisti a piedi che hanno sempre la precedenza.
Da Valbondione al Rifugio Barbellino

L'anello tra Olmo e Cusio

Un giro poco noto ma remunerativo! Questo percorso permette di sfruttare strade e sentieri poco trafficati, transitando per pittoreschi borghi in cui il tempo sembra essersi fermato, e godendo per quasi la totalità del tempo di una stupenda vista sulle prealpi delle Orobie.    Il dislivello e sviluppo non sono estremi; la salita consente di rimanere in sella pressappoco per tutto il tempo, mentre la discesa, quasi totalmente in fuoristrada, presenta passi tecnici: consigliato agli amanti del genere!Da Olmo una prima salita su asfalto porta fino a Santa Brigida, da dove ci si porta senza eccessiva fatica e con molto panorama a Ornica, principalmente muovendosi lungo un sentiero a mezzacosta. Da qui si sale ulteriormente per guadagnare il colle della Maddalena e altri 500m di dislivello da godersi poi in discesa!Questa, quasi totalmente lontana da strade asfaltate, parte subito lungo la dorsale, riportando velocemente all’Oratorio di San Giovanni. Da qui si riprende parte del tracciato dell’andata, fino a giungere nuovamente a Santa Brigida.Infine l’ultimo pezzo di asfalto verso l’auto è da qui evitabile percorrendo la bella Val di Guèi, caratterizzata da un primo tratto scorrevole, su un versante molto scosceso a picco sul torrente.A causa del tracciato è indispensabile prestare grande attenzione, specialmente se il fondo è bagnato, e moderare la velocità. L’abbondanza d’acqua non crea però solo difficoltà ai ciclisti ma anche fantastiche cascatelle lungo il bosco: non perdertele! Giudizio di Gianpietro Giupponi che ha testato per noi il tracciatoConsigliata una MTB full - nella discesa è indispensabile la traccia GPS  
L'anello tra Olmo e Cusio

Al Capanna 2000 da Oltre il Colle

Il Capanna 2000 è situato a sud del versante del Pizzo Arera, in inverno è uno dei primi Rifugi che viene coperto dalla bianca e soffice neve proprio per la sua posizione.   Il punto di partenza dell'escursione invernale è in località Plassa di Oltre il Colle e il sentiero da prendere è il numero 221, l'unico consigliato in caso di ghiaccio e neve.Lungo i tornanti, che si incontrano poco dopo essere partiti a piedi, si giunge alla “Cattedrale Vegetale”, un'istallazione di landing art dell'artista Giuliano Mauri che rievoca un concetto si spiritualità nei confronti della natura, purtroppo è stata recentemente danneggiata dal vento ma in parte è ancora visibile. Man mano si sale il panorama diventa sempre più affascinate, arrivati al Capanna 2000, se la giornata è limpida, si può godere della vista della valle sottostante che pare un presepe, si scagliano nel cielo invece il Monte Alben, il Monte Grem e il Monte Menna. Dalla vetta del Monte Arera è possibile ammirare tutta la Pianura Padana, i primi Appennini e una buona parte della catena prealpina fino al Monte Rosa ma chiedete sempre le condizioni per la salita a Patrizia o Attilio i padroni di casa del Capanna 2000, sempre disponibili nel dare consigli ed informazioni. Il Rifugio è famoso per la sua buona cucina, pizzoccheri, polenta e stinco quasi sempre presenti nel ricco menù, ma sono sopratutto le deliziose torte di Patrizia a far salire anche i meno sportivi a quasi 2000 metri, già all'ingresso danno il benvenuto ai camminatori con il loro caldo profumo.
Al Capanna 2000 da Oltre il Colle

Al Rif. Campione da Fondi di Schilpario

Questa che presentiamo è una facile e classica proposta, che rappresenta un notevole valore ambientale e paesaggistico che richiama spesso gli ambienti dolomitici. È una gita sicura, da tenere presente quando altrove c’è una situazione di pericolo valanghe. Tutto questo lungo un itinerario alle falde delle più «dolomitiche» delle montagne bergamasche, che in inverno esaltano maggiormente il loro aspetto. Salendo si segue la strada per il passo del Vivione, approfittando magari di tagliare qualche tornante transitando per prati e in circa un’ora e 20 minuti si raggiunge la Baita Cimalbosco, e il Rifugio Cimon della Bagozza, ricavato in un edificio che ospitava i minatori e dove si può ammirare il bel panorama sul gruppo calcareo della Presolana. Qui si abbandona la strada del passo del Vivione per prendere la traccia della carrareccia che sale verso il passo dei Campelli, alla Malga Campelli di Sotto e alla Malga Campelli di Sopra. In una ventina di minuti si raggiunge il Passo dei Campelli, che si affaccia panoramico sulle Alpi della Valle Camonica e sull’Adamello, e proseguendo ulteriormente si arriva al Rifugio Campione, nostra destinazione. Da qui, dove consigliamo una sosta per il pranzo, si può salire sul Monte Campioncino 2050 m o alla vetta del Monte Campione 2150 rispettivamente in 30 minuti e 1 ora sempre con ciaspole o sci d’alpinismo.
Al Rif. Campione da Fondi di Schilpario

Il Rifugio Solidale, Pirlo allo Spino

Questo percorso è consigliato a chi ama pedalare ed ammirare paesaggi immersi nella natura e nella storia. Da Toscolano Maderno saliamo verso la Piana di Gaino, antico borgo di interesse storico, e nella salita possiamo godere di bellissimi panorami sul lago, con scorci sulla Valvestino e Val Campelli, sino a giungere alla località Archesane e all’omonimo Palazzo. Da qui la salita guadagna quota velocemente e ci porta sino al Passo Spino, importante crocevia di diversi sentieri. In prossimità del passo troviamo all’interno di un’antica malga ristrutturata il punto espositivo Passo Spino e poco sopra l’Osservatorio Ornitologico Regionale “Antonio Duse”. Continuando il nostro tour e percorrendo tutto il crinale raggiungiamo la meta, il Rifugio Pirlo, posizionato sopra lo sperone frequentato da chi pratica l’arrampicata. Da qua ritorniamo al Passo Spino e decidiamo di proseguire con l’itinerario ad anello scendendo a destra, per percorrere poi la sterrata/cemenetata fino alla località Pirello e a Sant’Urbano. Cominciamo la discesa verso il lago tramite sterrata, con una breve sosta alla Croce di Ortello, da dove possiamo godere del fantastico panorama sul Basso Lago di Garda. Completiamo il tour seguendo la traccia che tramite sentiero ci porta nel cuore della Valle delle Cartiere, sito adibito nei primi del ‘900 alla produzione della carta, ora divenuta area archeologica industriale dove troviamo il museo della carta.
Il Rifugio Solidale, Pirlo allo Spino

Da Varzi al Monte Penice

Avventurati lungo un itinerario con più di 1000 m di dislivello, che sale costantemente senza strappi e offre sorprendenti viste panoramiche lungo tutto il percorso. Particolarmente suggestivo il tratto che costeggia Strada Costa Alpe, dove sono presenti alcune aree di sosta. Da Varzi (400 m) si percorre in salita il sentiero fino a Cascina Momarone (2.1 km, 569 m) dove si prosegue sulla carrozzabile attraversando Rosara fino a raggiungere Pietragavina (5.8 km, 735 m). Seguendo la SP 68 si giunge in breve tempo a Santa Cristina (7.5 km, 738 m) dove ha inizio la bellissima strada panoramica di Costa d’Alpe che va seguita per un lunghissimo tratto fino a raggiungere Monte Alpe (13.7 km, 1240 m). Una breve discesa porta al Passo delle Tre Strade (15.7 km, 1101 m), prima di iniziare l’ultimo tratto in salita fino alla vetta del Monte Penice (18.4 km, 1440 m). Partenza: Varzi, Piazza della Fiera Arrivo: Monte Penice Lunghezza: 18,3 km Difficoltà a piedi: Impegnativa Segnaletica: CAI 1 Tempi di percorrenza: 06:09 (hh:min) Periodo consigliato: Tutto l’anno in assenza di neve

Museo d'Arte Sacra di Mandello del Lario

A pochi passi dalle rive del lago di Como, il Museo d'Arte Sacra di Mandello custodisce alcune delle testimonianze artistiche più significative del territorio mandellese

E-bike tour vista lago, borghi e vigne

Panorami, villaggi & enogastronomia