• Turismo religioso
    • Arte e Cultura

Chiesa di San Giovanni Domnarum

Una delle più antiche chiese di Pavia

where
Dove
Via Mascheroni, 36, Pavia
contacts
Contatti
carmine@parrocchie.diocesi.pavia.it

In via Mascheroni, a pochi passi dalla chiesa del Carmine e proprio di fronte al Liceo Taramelli, una facciata quasi anonima nasconde uno dei luoghi più sorprendenti della Pavia longobarda. È la chiesa di San Giovanni Domnarum, una delle più antiche della città, che custodisce sotto il livello stradale una cripta altomedievale riscoperta solo nel 1914, dopo secoli di oblio. Capitelli romani di reimpiego, affreschi del XII secolo e persino un piccolo tesoro di monete d'argento fanno di questo complesso, tanto discreto quanto prezioso, una delle tappe più affascinanti per chi vuole conoscere Pavia oltre gli itinerari più battuti.

Una chiesa nascosta nel cuore della città

Il complesso di San Giovanni Domnarum si trova in pieno centro storico di Pavia, in via Mascheroni, con l'ingresso storico al civico 9 di vicolo San Giovanni. La facciata è inglobata in un complesso abitativo e non affaccia su una piazza, ma su un cortile interno, attraverso il quale si accede al breve sagrato: una configurazione insolita, che spiega perché tanti pavesi stessi non conoscano questo luogo. Il complesso comprende la chiesa, il campanile romanico e la cripta, tre elementi che raccontano fasi costruttive molto diverse tra loro, dall'alto medioevo al Seicento.

Le origini longobarde: la fondazione della regina Gundeperga

La tradizione fa risalire la fondazione della chiesa a circa il 654, per volontà della regina Gundeperga, moglie di Rotari e, in seconde nozze, di Arioaldo, e figlia della regina Teodolinda e di Agilulfo. Gundeperga avrebbe voluto farne la sede della propria sepoltura, oppure il luogo del fonte battesimale riservato alle donne: da qui deriverebbe la specificazione "Domnarum", cioè "delle donne", che si affianca alla dedicazione a San Giovanni Battista. Si tratterebbe, con ogni probabilità, del primo edificio di culto cattolico fatto erigere dai re longobardi nella città di Pavia, allora capitale del regno. La chiesa ebbe un ruolo di primo piano nella vita cittadina fino a circa l'anno Mille, sostenuta anche dal ricco patrimonio assegnatole dalla fondatrice, e fu amministrata fin dall'origine da un collegio di canonici.

Da Eginardo ai diplomi imperiali

Nella prima metà del IX secolo la chiesa venne data in beneficio a Eginardo, il celebre biografo di Carlo Magno, che ne parla egli stesso nella Translatio et miracula Sanctorum Marcellini et Petri, l'opera in cui racconta il trasferimento delle reliquie dei due santi da Roma fino a Steinbach. Tra IX e X secolo la chiesa fu oggetto di numerosi diplomi imperiali che ne ricordano la fondazione da parte di Gundeperga, mentre un atto del vescovo di Pavia Bernardo I, datato 1129, attesta che nella chiesa si celebravano ancora messe "pro anima" in suffragio della regina. Negli estimi del 1250 l'edificio compare tra le parrocchie della zona di Porta Palazzo.

Sotto la chiesa, le terme di epoca romana

Gli scavi archeologici condotti nel 1957 davanti alla facciata portarono alla luce numerose suspensurae cilindriche, gli elementi tipici dei sistemi di riscaldamento romani, ritrovate anche all'interno della cripta. La chiesa fu dunque costruita sui resti di un edificio termale di età tardoantica. Il dato, tuttavia, non basta a dimostrare l'esistenza di un vero e proprio complesso termale pubblico: potrebbe trattarsi anche degli ambienti riscaldati di una domus privata di alto livello, segno comunque dell'importanza di quest'area della città già in epoca romana.

Le trasformazioni tra Medioevo ed età moderna

Nel 1346 venne soppressa la vicina chiesa di San Colombano minore, di fondazione longobarda e affidata in origine ai monaci di Bobbio, che sorgeva dove oggi si trova la chiesa del Carmine: i suoi redditi passarono al prevosto e al capitolo di San Giovanni Domnarum. Le visite pastorali di Amicus de Fossulanis (1460) e di Angelo Peruzzi (1576) documentano la vita della parrocchia: nel 1576 contava 250 anime da comunione ed era officiata da otto canonici e sette cappellani, mentre nel 1769 il servizio era affidato a sette sacerdoti e sette chierici. Un intervento decisivo arrivò nel 1611, quando il prevosto Torriani, per adeguare l'edificio romanico alle esigenze liturgiche stabilite dal concilio di Trento, promosse lavori che ne alterarono pesantemente l'aspetto: le tre navate vennero in parte demolite e la chiesa assunse la forma attuale, ad aula unica con cappelle laterali, mentre cripta e campanile rimasero fortunatamente intatti. Nel 1788, con il piano di riordino delle parrocchie urbane voluto dall'imperatore Giuseppe II, la parrocchia fu soppressa e unita a quella del Duomo, di cui divenne sussidiaria.

La facciata quattrocentesca e il campanile romanico

La facciata, risalente al XV secolo, presenta nella fascia centrale un rosone in terracotta affiancato da due rosoni più piccoli. Ben più antico è il campanile, databile alla metà dell'XI secolo, che si impone come vero elemento identificativo del complesso: la sua costruzione impiega, con intento decorativo, diversi materiali di origine romana, soprattutto nella parte prossima alla cella campanaria. Segue un modello molto diffuso a Pavia e Milano, con una sequenza di archetti pensili che inquadrano semplici monofore e, nella parte terminale, una cella a bifore.

Le opere d'arte nell'interno secentesco

L'interno, frutto del rifacimento del 1611, è a navata unica con cappelle laterali e coro a pianta quadrata. Nella prima cappella a destra si trova una pala del pittore milanese Giovan Battista Sassi, che raffigura Sant'Andrea Avellino colto da malore davanti all'altare. Nella lunetta del presbiterio è dipinto un affresco con il Padre Eterno, opera di Federico Faruffini. Nella seconda cappella a sinistra è conservata una pala di San Nicolò, proveniente dall'antica chiesa di San Nicolò della Moneta, mentre una tela di metà Settecento, dovuta al pittore pavese Giuseppe Gatti, raffigura la regina Gundeperga nell'atto di presentare a San Giovanni il progetto della chiesa. Sotto l'altare maggiore sono custoditi i resti di San Biagio, santo a cui i pavesi erano molto devoti nel medioevo, e lungo le pareti perimetrali si scorgono ancora tracce di un'antica cortina affrescata. Nella parte alta della navata maggiore e in una campata laterale restano infine visibili resti di murature e affreschi risalenti all'edificio romanico.

La cripta: la parte più autentica dell'edificio

La cripta fu costruita probabilmente in due fasi: la prima, a metà del X secolo, riutilizzando resti murari della prima chiesa longobarda; la seconda, nei primi decenni dell'XI secolo, quando lo spazio venne ampliato verso est. La maggior parte dei sostegni ha una forma trapezoidale e non presenta capitelli né mensole, a eccezione delle quattro colonne che incorniciano l'altare: queste reggono capitelli di reimpiego, in parte di origine romana, tra cui un capitello corinzio del IV secolo, e uno di età longobarda, dell'VIII secolo, decorato con motivi vegetali. Dopo i lavori promossi nel 1611, la cripta venne chiusa e utilizzata soltanto come ossario, restando inaccessibile per secoli.

La riscoperta del 1914

La cripta, interrata da secoli e ridotta a sepolcreto, tornò alla luce il 18 aprile 1914 grazie all'iniziativa di monsignor Faustino Gianani, che, seguendo le indicazioni di diverse fonti storiche, fece scavare un cunicolo dal cortile retrostante. Durante i lavori non venne riconosciuto, tra i detriti, il livello del pavimento originale, che fu inavvertitamente rimosso: per questo il livello attuale della cripta risulta più basso di quello di origine e corrisponde a quello dell'antico ambiente termale romano, dove si trovava l'ipocausto di un calidarium, poi utilizzato nel medioevo come cava di mattoni e materiali edilizi.

Gli affreschi del XII secolo

Gli affreschi della cripta, databili alla seconda metà del XII secolo, ritraggono per lo più santi legati alla tradizione pavese: sul pilastro di destra sono raffigurati San Siro e Gregorio Magno, quest'ultimo con un volume in mano, mentre nel pilastro di fronte compare la figura di Sant'Invenzio, secondo vescovo della città. È presente anche una scena, purtroppo molto compromessa, dedicata alla vita di San Giovanni Battista. Su alcune pareti e volte si conservano inoltre resti di intonaco dipinto di giallo con iscrizioni in rosso, riferibili già al X secolo.

Il tesoro delle monete d'argento

All'interno della cripta furono ritrovati anche 400 denari d'argento, custoditi in un vaso di terracotta dipinto di nero. Parte delle monete fu coniata nella zecca di Pavia sotto gli imperatori Enrico III e Federico II, mentre un'altra moneta fu emessa dal vescovo di Le Puy-en-Velay nel XII secolo: un piccolo tesoro che racconta i legami economici e religiosi di Pavia con l'Europa medievale.

Un enigma ancora aperto: dove riposa re Rotari?

Resta un interrogativo affascinante quello legato al marito di Gundeperga, re Rotari: secondo alcune ipotesi fu sepolto nella basilica di San Giovanni Battista a Monza, mentre studi più recenti propongono come sua sede di sepoltura proprio San Giovanni Domnarum, oppure la chiesa di San Giovanni in Borgo, sempre a Pavia. Alcuni storici, inoltre, ritengono che la stessa San Giovanni Domnarum possa identificarsi con l'antica basilica di San Giovanni Battista ricordata dalle fonti: un tassello ancora dibattuto della Pavia longobarda, capitale di regno.

Come visitare la Chiesa di San Giovanni Domnarum

La chiesa si trova in via Mascheroni, con ingresso storico in vicolo San Giovanni 9, di fronte al Liceo scientifico Taramelli e a pochi passi dalla chiesa del Carmine, nel pieno centro storico di Pavia. È visitabile tutti i giorni dalle 7 alle 19, tranne durante le celebrazioni delle messe (nei giorni feriali alle 9.30, in quelli festivi alle 10.30). La cripta è sempre liberamente visitabile, senza necessità di prenotazione, ed è talvolta inserita in itinerari guidati, come quelli organizzati dal Touring Club Italiano alla scoperta della Pavia longobarda e romanica.

Domande frequenti su San Giovanni Domnarum

Quando fu costruita la Chiesa di San Giovanni Domnarum?

La tradizione colloca la fondazione intorno al 654, per volontà della regina longobarda Gundeperga. L'aspetto attuale della chiesa, però, è in gran parte il risultato della ricostruzione voluta dal prevosto Torriani nel 1611, mentre la cripta e il campanile risalgono rispettivamente al X-XI secolo e alla metà dell'XI secolo.

Perché la chiesa si chiama "Domnarum"?

"Domnarum" è una forma latina che significa "delle donne". Secondo l'ipotesi più accreditata, il nome deriverebbe dalla presenza di un fonte battesimale riservato alle donne; un'altra lettura lo collega invece alla corte di ancelle (le "domnae") che accompagnava la regina Gundeperga.

Cosa si può vedere nella cripta di San Giovanni Domnarum?

Nella cripta si possono ammirare capitelli di reimpiego di età romana e longobarda, affreschi del XII secolo raffiguranti santi pavesi e resti dell'antico pavimento a livello dell'ipocausto romano. La cripta fu riscoperta solo nel 1914 dopo essere stata usata come ossario per secoli.

Si può visitare gratuitamente la cripta?

Sì: la cripta è sempre liberamente visitabile e non richiede prenotazione, mentre la chiesa è aperta tutti i giorni dalle 7 alle 19, salvo durante le funzioni religiose.

Dove si trova la Chiesa di San Giovanni Domnarum e come raggiungerla?

Si trova in via Mascheroni, nel centro storico di Pavia, con ingresso in vicolo San Giovanni 9, di fronte al Liceo Taramelli e a pochi passi dalla chiesa del Carmine.


Orari

La chiesa è visitabile tutti i giorni dalle 7 alle 19

tranne durante la messa (feriali 9.30, festivi 10.30).

La cripta è sempre liberamente visitabile, senza prenotazione.


Altri link

Portami qui: Chiesa di San Giovanni Domnarum

Luoghi

Chiesa di Santa Maria del Carmine

S. M. Del Carmine – Pavia
  • Turismo religioso
83 mt

Regisole

Mistero e splendore avvolge la maestosa statua equestre in Piazza del Duomo
Statua di Regisole, Monumenti Pavia
  • Arte e Cultura
170 mt

Museo Diocesano di Pavia

  • Arte e Cultura
202 mt

Infopoint Pavia

Scopri Pavia: città di Saperi, di Fiume e di Cammini
Vista sulla città di Pavia
  • Infopoint
203 mt

Palazzo del Broletto

L’antico palazzo comunale di Pavia, sede dell’Ente fino al 1875
Palazzo Broletto Pavia
  • Arte e Cultura
216 mt

Duomo di Pavia

La più imponente chiesa di Pavia alla cui progettazione contribuì Leonardo Da Vinci
Duomo di Pavia, Chiese Pavia@umberto barcella
  • Turismo religioso
217 mt

Museo di storia naturale Kosmos

Un museo antico con collezioni scientifiche di altissimo valore, costituito a scopo didattico da Lazzaro Spallanzani nel 1771
  • Arte e Cultura
237 mt

Museo Camillo Golgi

Il Museo conserva il patrimonio storico-scientifico dell'ex Istituto di Patologia Generale di Pavia
  • Arte e Cultura
241 mt

Cupola Arnaboldi

La Galleria Arnaboldi è una galleria commerciale che, in forma di strada pedonale coperta, collega Strada Nuova a piazza del Lino.
  • Arte e Cultura
279 mt

Biblioteca Universitaria di Pavia

Salone Teresiano
  • Arte e Cultura
282 mt

Museo per la storia dell'Università

  • Arte e Cultura
303 mt

Aula Magna dell'Univeristà di Pavia

  • Arte e Cultura
304 mt

Teatro Fraschini

Tre ordini di palchi. Due ordini di gallerie. Il palco del Teatro Fraschini di Pavia ha ospitato star del calibro di Vittorio Gassman
Teatro Fraschini Pavia
  • Arte e Cultura
339 mt

Basilica di San Teodoro

La chiesa legata alla figura quasi leggendaria del vescovo Teodoro
Basilica di San Teodoro
  • Arte e Cultura
405 mt

Chiesa di San Teodoro

Storia, affreschi e segreti di un gioiello medievale a Pavia
Chiesa di San Teodoro
  • Arte e Cultura
409 mt

Basilica di San Pietro in Ciel d'Oro

Basilica di San Pietro in Ciel d'Oro
  • Arte e Cultura
505 mt

Palazzo Bottigella Gandini

Nascosto tra gli edifici storici di Pavia, il Palazzo Bottigella-Gandini è stato restaurato per accogliere mostre d’arte contemporanea
Pavia
  • Arte e Cultura
514 mt

Chiesa di San Francesco d’Assisi

interno
  • Arte e Cultura
517 mt

Basilica di San Michele Maggiore

Basilica di San Michele Maggiore
  • Arte e Cultura
530 mt

Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro

  • Turismo religioso
547 mt

Eventi

-

Festival del Carmine 2026

  • Food & Wine
94 mt
-

Thalassa Beach

Licenza: CC0 | Crediti: CC0
  • Arte e Cultura
220 mt
-

Fatti di musica e parole

Licenza: CC0 | Crediti: CC0
  • Musica e spettacolo
220 mt
-

Dialoghi Visivi

Licenza: CC0 | Crediti: CC0
  • Arte e Cultura
392 mt
-

Dialoghi Visivi

  • Arte e Cultura
405 mt
-

Pavia sotto le stelle

@inLombardia
  • Musica e spettacolo
436 mt
-

Famiglie in cammino sulla Via Francigena

.
  • Arte e Cultura
436 mt
-

Cinema sotto le stelle

Licenza: CC0 | Crediti: CC0
  • Arte e Cultura
463 mt
-

Pavia Citta' dei Cammini 2026

  • Arte e Cultura
513 mt
-

Accompagnare i genitori nei primi mille giorni

Licenza: CC0 | Crediti: CC0
  • Arte e Cultura
554 mt
-

Pavia città dei cammini

Licenza: CC0 | Crediti: CC0
  • Arte e Cultura
554 mt
-

Cinema sotto le stelle 2026 a Pavia

Cinema sotto le stelle Pavia 2026
  • Arte e Cultura
588 mt
-

Sospensione temporanea dell’apertura della Cripta di Sant’Eusebio

Licenza: CC0 | Crediti: CC0
  • Arte e Cultura
635 mt
-

Horti Aperti

Horti aperti
  • Arte e Cultura
1.02 km

TicinoMarathon 2026

  • Active & Green
1.26 km
-

Rock'n Beer San Genesio 2026

  • Food & Wine
5.41 km
-

Le colline del vino e dei sapori

Le colline del vino e dei sapori
  • Food & Wine
5.77 km
-

REstate a Cura Carpignano 2026

  • Food & Wine
8.68 km
-

Be.Art 2026

  • Arte e Cultura
12.67 km
-

Belgioioso Comics and Games

  • Lifestyle
12.88 km

Attività

Pavia e Certosa all'epoca di Leonardo

  • Leonardo
194 mt

Pavia, Leonardo e il riso

  • Leonardo
194 mt

Leonardo a Pavia

  • Leonardo
194 mt

Pavia e Vigevano con Leonardo

  • Leonardo
435 mt

Visita guidata alla Pavia Viscontea

  • Arte e Cultura
496 mt

Visita guidata centro storico Pavia

  • Arte e Cultura
496 mt

Visita Pavia città d’arte

  • Arte e Cultura
506 mt

Visita guidata nel cuore di Pavia

  • Arte e Cultura
554 mt

Sulle orme di S.Riccardo Pampuri

  • Turismo religioso
11.68 km

Volo vincolato in mongolfiera per il tuo evento

Milano Mongolfiere: noleggi per voli vincolati
  • Wedding
16.85 km

Volo in Mongolfiera vicino Milano

In volo sulle colline milanesi
  • Active & Green
19.44 km

Alla scoperta del Buttafuoco Storico

  • Food & Wine
19.52 km

Vendemmia Didattica con Pranzo in Vigna in Oltrepo Pavese

  • Food & Wine
20.77 km

Interpretazione dei profumi e sapori del vino

  • Food & Wine
22.61 km

Picnic tra colline, vigneti e natura incontaminata

  • Food & Wine
22.61 km

Degustazione Oltrepò rosa da Manuelina

Degustazione Oltrepò Rosa
  • Food & Wine
22.86 km

Degustazione a tutta bolla da Manuelina

Degustazione a tutta bolla
  • Food & Wine
22.86 km

Degustazione: l'Oltrepò nel bicchiere da Manuelina

Degustazione Oltrepò nel bicchiere
  • Food & Wine
22.86 km

Il lato femminile dell'Oltrepò Pavese

Passeggiata nei vigneti
  • Food & Wine
23.16 km

"In trenino ... tra acqua, storia e natura"

  • Parchi
23.66 km

MODERNO

Pavia
580 mt

HOTEL EXCELSIOR

Pavia
660 mt

CASCINA SCOVA RESORT

Pavia
2.67 km

LANCASTER HOTEL

Milano
32.2 km

RESIDENCE DOMUS

Milano
33.26 km

KLIMA HOTEL MILANO FIERE

Milano
36.59 km

IL FEUDO DI AGNADELLO

Agnadello
42.17 km

NU HOTEL

milano
42.28 km

HOTEL DEL RIALE

Parabiago
44.3 km

PARK HOTEL OLIMPIA

Brallo di Pregola
Panoramica dell'hotel
49.54 km

HOTEL VECCHIO CASELLO

CASTELLEONE
Hotel Vecchio Casello a Castelleone, in provincia di Cremona, moderno hotel con ingresso accogliente e servizi per viaggiatori
50.09 km

SETTECENTO HOTEL

Presezzo
65.13 km

IL CORAZZIERE S.R.L.

Merone
65.36 km

LA CASA DEL MULINO DIP. IL CORAZZIERE

Merone
65.39 km
S

LIFE HOTEL

Bergamo
67.53 km

HOTEL IMPERO

Cremona
68.5 km

HOTEL ASTORIA

Cremona
68.54 km

HOTEL DUOMO

Cremona
68.58 km
S

DELLE ARTI DESIGN HOTEL

Cremona
68.8 km

CONTINENTAL

Cremona
69.15 km