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Il Treno dei Sapori

Desideri godere di un’esperienza unica per visitare la Franciacorta, il lago d’Iseo e la Valle Camonica? Vuoi provare l’ebbrezza di viaggiare su rotaia contemplando meravigliosi panorami, che dalle colline si trasformano in lago e da lago diventano fiume e montagne, e nel contempo degustare ottimi prodotti enogastronomici e vini tipici, per un mix sensoriale a 360°? Allora il Treno dei Sapori è la soluzione perfetta per te! Il Treno dei Sapori, viaggio alla scoperta delle bellezze del territorioUn treno arancione su modello dei convogli del primo ‘900 ma con interni completamente rinnovati e confortevoli: un ottimo inizio per un viaggio alla scoperta delle bellezze enogastronomiche e culturali del territorio camuno, del Sebino e della Franciacorta. Il servizio, offerto da Trenord lungo la direttrice ferroviaria Brescia – Edolo, è pensato per turisti, coppie, famiglie, gruppi aziendali: chiunque voglia sperimentare la sensazione unica di muoversi in treno immerso in un paesaggio dalle continue sorprese e lasciandosi accompagnare dai migliori prodotti culinari della zona. Il Treno dei Sapori, tra gusti e itinerari a tua sceltaIl Treno dei Sapori viaggia tutte le domeniche, nei giorni festivi e in occasioni particolari, come ad esempio a San Valentino, al raggiungimento del numero minimo di 45 persone a bordo. Una volta accolto a bordo, il tuo viaggio sensoriale ha inizio: tra uno scorcio e l’altro ti saranno serviti prodotti tipici accompagnati da vini della zona scelti da Sommelier certificati, in una perfetta sintonia tra occhio-gusto-olfatto, per un viaggio esaltante e gratificante. Puoi scegliere tra itinerari differenti: per ognuno è disponibile il programma dettagliato, che prevede anche visite a tesori di storia e cultura (come gli affreschi del Romanino a Pisogne o il Museo Archeologico Nazionale e Anfiteatro Romano di Cividate Camuno) alla presenza di guide specializzate. Per la prenotazione collegati all’apposita pagina del sito ufficiale per selezionare la data e il percorso che preferisci, segnalando anche eventuali allergie o intolleranze alimentari.
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Le Pertiche

ll territorio delle Pertiche, le cui origini risalgono al Medioevo, rappresenta la cerniera territoriale tra Vallesabbia e Valtrompia

Palazzo Tosio

Palazzo Tosio è uno dei fiori all’occhiello del ricco patrimonio artistico di Brescia. Situato nella via omonima, in pieno centro storico, dopo un lungo lavoro di restauro l’antico edificio è oggi finalmente pronto ad accogliere i visitatori: scopri cosa ti aspetta al suo interno. Le bellezze nascoste di Palazzo TosioDall’imponente facciata, con le ali laterali a finto bugnato e con la parte inferiore realizzata in marmo di Botticino, Palazzo Tosio si presenta in tutta la sua veste sontuosa ed elegante e ospita numerosi capolavori del neoclassicismo. La visita ha inizio nel cortile, che abbraccia i visitatori con una splendida fontana raffigurante Naiade, opera di Gaetano Monti.Da lì si accede alle sale disposte su più piani, dove pareti, sculture, rifiniture architettoniche trasmettono la passione per l’arte del suo proprietario ottocentesco, il Conte Paolo Tosio.Un amore davvero sconfinato che lo aveva portato anche ad acquistare importanti collezioni artistiche e quadri di Raffaello, Lotto, Moretto, oggi trasferiti alla Pinacoteca Tosio Martinengo. L’edificio, un tempo pinacoteca e biblioteca privata, è oggi considerato a tutti gli effetti una casa-museo. Ha subito nel corso dei secoli diversi rimaneggiamenti: il Conte Tosio, a cui il palazzo deve il nome, insieme al celebre architetto Rodolfo Vantini si impegnò a fondo per rendere il complesso sempre più lussuoso, al punto da farlo divenire una tappa obbligata per gli uomini benestanti di passaggio da Brescia. Sono presenti nel sottosuolo i resti romani di un impianto termale. Palazzo Tosio si trova in via Tosio, angolo via Rosa. L’edificio apre le proprie porte in occasione di eventi straordinari, come le giornate del FAI, e nei weekend di primavera ed estate. Per informazioni e prenotazioni: visite guidate a Palazzo Tosio
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Campagna Amica, i mercati della domenica

In Piazza Stradivari a Cremona

Villa Sottocasa

Un'elegante villa settecentesca nel cuore di Vimercate
Villa Sottocasa

Chiese di Albosaggia

Santa Maria dei Mosconi è stata per lungo tempo punto di riferimento per pastori, viandanti e cavatori delle miniere di ferro. La chiesa di Santa Caterina sorge lontano dalle abitazioni e domina la valle dall'alto di un terrazzamento sostenuto da possenti muraglioni.

L'antico Giovello

Le pietre verdi della Valmalenco, da secoli estratte e lavorate nell'omonima area geografica, erano e sono tuttora parte integrante di una realtà sociale, culturale ed economica che affonda le sue radici nella immemorabile tradizione artigianale raccolta e trasmessa per secoli di padre in figlio. Il muro di pietra naturale che separava la conca di Chiesa dall'alta valle fu denominato "Giovello". In età medioevale qualcuno osservò che gli strati di roccia affiorati si presentavano marcatamente divisi in lamelle molto sottili. Fu così che i Malenchi, già esperti nello scavo delle locali miniere di ferro, sperimentarono le prime tecniche di scavo e lavorazione del Serpentinoscisto. L'enorme volume di deposito detritico che ricopre tutta l'area è lo scarto di lavorazione delle numerose miniere sotterranee. Diverse centinaia di persone umili e caparbie, aggregate in originali forme di corporazione dette "compagnie", per secoli, ogni mattina all'alba si sono incamminate verso le miniere ad affrontare il duro lavoro di cavatore e spaccapietre. Il prodotto realizzato è la "pioda della Valmalenco" che, grazie alle caratteristiche fisico meccaniche uniche, alla secolare durata e al pregievole aspetto estetico, trova un impiego assai diffuso nelle coperture dei tetti. Le fasi della produzione manuale della Pioda, caratterizzate da una gestualità precisa e costante e dal particolare suono sprigionato durante la lavorazione, sono rimaste immutate nel corso dei secoli. L'area dell' antico "giovello" è stata definitivamente abbandonata alla fine degli anni '80 ed è attualmente oggetto di un progetto di valorizzazione che include il ripristino della sentieristica, la collocazione di cartelli informativi ed il ripristino di un laboratorio e di una miniera da adibirsi a museo: un percorso che permetta al visitatore di immergersi nelle radici di un'attività che ha segnato profondamente la vita sociale ed economica della Valmalenco.

10 motivi per visitare Varese

Arte contemporanea o grotte da esplorare. Parchi, laghi e borghi dipinti. 10 buoni motivi per visitare Varese

Valganna e Valcuvia: tra natura e storia

Due valli attraversate da cammini d’altri tempi e immerse in una natura rigogliosa

Montecalvo Versiggia

Montecalvo Versiggia sorge in posizione collinare, di fronte all'antico borgo di Soriasco. La storia del paese si intreccia e coincide sino alla fine del XVII secolo con quella del suo castello, appartenuto per secoli ai Beccaria, che oggi si presenta come elegante e austero palazzo signorile. Nella seconda metà dell’Ottocento, la produzione vitivinicola inizia ad assumere un grande rilievo nell’economia locale e a imporsi nel paesaggio quasi come una monocoltura. Oggi Montecalvo Versiggia si colloca al primo posto fra i comuni oltrepadani produttori di Pinot, insieme a Rocca de’ Giorgi e Canevino. La chiesa della Madonna dell'Uva sorse nel XII secolo, su un poggio isolato, non lontano dal paese, ed era allora dedicata a Sant'Aiessandro. Nel Seicento ospitava le sepolture dei Beccaria. Nella seconda metà dell'Ottocento, quando la produzione vitivinicola iniziò ad assumere un grande rilievo nell'economia locale e a imporsi nel paesaggio quasi come una monocoltura, la La famiglia Pisani Dossi, proprietaria del castello e delle sue pertinenze, vi collocò la tela della Madonna dell'uva, commissionata a Tranquillo Cremona, e successivamente trafugata: l'attuale affresco risale agli anni Ottanta del Novecento. Ogni anno presso quest'antica pieve si celebra solennemente la conclusione della vendemmia con una grande festa. Da ricordare l’originale Museo del Cavatappi. L'esposizione sistemata in un vecchio edificio, annesso alla chiesa parrocchiale di S. Alessandro, un tempo adibito a canonica e in seguito a scuola elementare, raccoglie oltre 200 esemplari che vanno dai primi del Settecento fino ai giorni nostri. Photo:  Centro del Pinot Nero
Montecalvo Versiggia

Turismo accessibile per l'Arte Rupestre della Valle Camonica

Suggerimenti di visita per persone con disabilità ed esigenze specifiche
Incisioni rupestri

Turismo accessibile sul Lago Maggiore

Suggerimenti di visita per persone con disabilità ed esigenze specifiche
Rocca di Angera