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Laghetto del Pertus

Un punto panoramico che riflette il cielo. Così appare il Laghetto del Pertus agli occhi degli escursionisti che si avventurano nei sentieri della Valle Imagna.   Il lago, situato in un punto panoramico che domina la vallata, è raggiungibile facilmente partendo da Forcella Alta. Giunti di fronte a questo tondeggiante specchio d’acqua è possibile fermarsi per una breve pausa presso il punto di ristoro o da uno dei camioncini che durante i weekend sostano nell’area per vendere i prodotti locali. Una volta terminata la sosta, è possibile proseguire il cammino a nord, verso il monte Ocone, a quota 1353 metri oppure a sud, verso il monte Tesoro (1432 metri).Data la bassa pendenza del percorso, il laghetto del Pertus è la meta ideale per le famiglie e per chi non è avvezzo a questo genere di attività.   (Ph: turismovalleimagna.it)

Arnosto

The medieval village of Arnosto with its surrounding district catches the eye with its typically alpine buildings made entirely of stone, including the roofs, known as “in piode”.   Until the end of the 18th century, this high-altitude location, situated over 1000 metres a.s.l., represented the border between the Serenissima Republic of Venice and the Duchy of Milan. It was the seat of the Venetian Customs House, a building featuring inside many Venetian paintings, still there in all its grandeur.Wandering around the village's cobbled streets, you can admire the Municipal Library, the Town Hall and the hidden gems in the Ethnographic Museum, which houses a collection of tools used by farmers and craftsmen in times past and a photographic exhibition of local people. From the village, numerous trails branch off to reach the Tre Faggi or Monte Resegone, at an altitude of 1875 metres a.s.l.. (Ph: visitbergamo.net)

10 luoghi #inLombardia da instagrammare

La Lombardia è ricca di luoghi che offrono scenari perfetti da immortalare e condividere su Instagram. Quanti ne conosci?

Tour in A35 Brebemi: Arzago d'Adda

Arzago d'Adda è un pittoresco comune italiano situato nella provincia di Cremona, in Lombardia. Questo borgo, attraversato dal fiume Adda, offre un'esperienza unica tra storia, paesaggi mozzafiato e tradizioni locali.
Tour in A35 Brebemi: Arzago d'Adda

Il Villaggio Operaio di Crespi d'Adda

Ideato a partire dal 1877 dall'imprenditore Cristoforo Benigno Crespi, il villaggio operaio di Crespi d’Adda è una testimonianza di quel “paternalismo industriale” che caratterizzò il XIX secolo. Dal 1995 l’UNESCO lo ha inserito nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Passeggiare tra le sue vie sarà come fare un viaggio nel passato per meglio comprendere la vita quotidiana dei suoi abitanti ed il pensiero che portò il suo fondatore a scegliere questo luogo incontaminato dove realizzare il suo grande sogno.

Sull’Adda, in gita con Leonardo

Un cavo d’acciaio tra le sponde del fiume Adda, la forza della corrente. Il traghetto di Leonardo funziona così dal Rinascimento

Crespi d'Adda: Visita al Villaggio Operaio

Città Ideale Patrimonio dell'Umanità dell' UNESCO

Da Rovetta alla Cappella Alpini Monte Blum

Un percorso immersi nella natura, con stupendi scorci panoramici
Da Rovetta alla Cappella Alpini Monte Blum

La selvaggia Val Vertova

Il paesaggio aspro e altamente affascinante della Val Vertova
La selvaggia Val Vertova

Attorno al monte Toazzo

La partenza avviene da Lizzola (1.258 m), in alta Val Bondione, ramo laterale della Val Seriana (BG). Dal retro della chiesa parrocchiale si stacca in salita una breve stradetta (CAI 306); fatte poche decine di metri si prende il sentiero che sale verso il vecchio skilift e raggiunge il bosco che sovrasta il paese. Qui una segnaletica ci indirizza nella pineta che porta sulle prime pietraie e sulle grandi finestre che si affacciano sul Redorta e sul Coca. Dopo un bel tratto si lascia il bosco per godere di grandi vedute sulla Valmorta, sulla cascata del Serio e sul Pizzo Cappuccello (1.700 m circa, 1 h 30’ dalla partenza); si continua avvicinandosi alla testata della valle.Dopo 2h 15’ si giunge a quota 1.700 metri dove si incrocia il sentiero CAI 304 che collega il rifugio Curò al Passo Manina - rifugio Albani. Si piega a destra e si arriva al Colle delle Miniere (1.920 m, 1 h 30’ dalla partenza). Il panorama merita una sosta. Dal crinale si discendono, con numerosi tornanti, i pascoli di Passevra, con la baita omonima.Stando alti sopra la baita sulla nostra destra, perdiamo quota fino a raggiungere il torrente Bondione (1.580 m, 30’ dal Colle delle Miniere), dopo aver attraversato un torrentello formante una piccola pozza d’acqua limpida (Marmitta dei Giganti). Su un ponticello si attraversa il torrente Bondione, portandosi sul versante opposto della valle. Qui, vi è il sentiero che risale la valle di Bondione fino al Passo di Bondione.Continuando lungo il segnavia 304, si risalgono, invece, verso destra (SO), i pendii del Monte Crostaro e del Monte Sasna sino alla Baita del Crostaro (1.701 m, 30’ dal fondovalle). Superata la baita si risalgono i pendii sovrastando i pascoli e la Baita bassa di Fles. Superando alcuni imbocchi di miniera, poco sotto il sentiero, si raggiunge il crinale del Passo della Manina (1.799 m, 40’ dalla Baita del Crostaro) e la chiesetta posta su un dosso erboso poco oltre. Si torna indietro per un centinaio di metri dove, su un masso, troviamo l’indicazione per la ripida discesa CAI 307. In un’oretta si è finalmente a Lizzola.
Attorno al monte Toazzo

A scavalco del Monte Sasna

La partenza avviene da Nona, frazione di Vilminore (BG), ultimo borgo della Valbona. Dopo aver parcheggiato, si transita sul retro della chiesa di Nona (1.341 m), imboccando subito dopo, a sinistra, la Manina, una stradetta che sale in direzione del Passo della Manina. Questa strada risale la valle con pendenza costante, per una camminata di circa 1 h. Poco prima di giungere al grande edificio che ospitava i minatori (ora Baita Case Rosse), si piega a sinistra e si attraversa il torrente dove si trova la stradetta che continua fino al passo.Per i più allenati, invece, dopo il guado, si sale il pascolo seguendo i bolli gialli che compaiono tra i massi.Per tutti, un ulteriore sforzo e si raggiunge il culmine (1.796 m), accolti dalla chiesetta edificata nel 1949 in onore del “passaggio” a spalla della Madonna Pellegrina (1.796 m, 1h 15’ da Nona). Quassù un po’ di meritata pausa, poi dal Passo della Manina si prosegue verso destra (nord), seguendo la traccia immersa nell’erba. Si guadagna quota senza grosse difficoltà. Si giunge alla croce dell’anticima e poco oltre alla cima vera e propria, caratterizzata da una croce più piccola (2.229 m, 1h 15’ dal passo). Assaporato il panorama a 360°, si scende sulla costa nord-est opposta, seguendo scarse tracce di sentiero e sbiaditi bolli biancorossi (segnavia CAI n° 409) fino al colletto (2.139 m), da cui, tenendo leggermente la destra, si punta al laghetto sottostante (2.063 m) e poi, per tratturi, a una baita. Si seguono sempre i tratturi, che scendono direttamente su una dorsale. Ci si ricongiunge con la sterrata in piano e la si segue verso destra. Si raggiunge così il panoramico alpeggio di Baite Saline (1.768 m, 1 h dalla vetta) dal quale si scende lungo la stradetta sterrata nella valle del Gleno (vedi indicazioni sul muro della baita). Muovendosi nel fresco bosco di conifere, si transita dalle baite Esenne (1.555 m) e, con una serie di tornanti, si esce dai confini del Parco Regionale delle Orobie bergamasche, scendendo alla base del Sasna, lungo la stradetta cementata che si spiana in prossimità di Nona. Per ulteriori dettagli: CAI Valle di Scalve - tel. 348 9195290
A scavalco del Monte Sasna

Val Sedornia a Gromo

Si parte dal caratteristico e famoso paese di Gromo, premiato con la bandiera arancione dal Touring club Italiano.Saliamo lungo la strada asfaltata che porta agli Spiazzi di Gromo fino al termine dell’asfalto dove si trova il bike park di Gromo.Percorriamo a ritroso il tragitto appena fatto per circa 500 metri, prima sull’erba poi di nuovo su asfalto, quando la strada svolta a sinistra andiamo a DX a ridosso di un condominio e dei box dove dietro parte una ampia sterrata (segnavia CAI 313) immersa in un bosco di conifere (questo luogo viene chiamato il piccolo Canada).Dopo circa due km raggiungiamo la località spiazzi dell’acqua, un pianoro d’erba con in mezzo il torrente che attraversiamo, svoltiamo a dx e passiamo a fianco dell’area pic-nic e dopo una breve salita scendiamo lungo la ripida e sassosa mulattiera (segnavia CAI 309) che ci porta a Tezzi Alti.Oltrepassiamo le prime case poi a SX scendiamo lungo una mulattiera, attraversiamo la strada, passiamo dietro la chiesa e attraversata nuovamente la strada, sempre a SX, procediamo lungo la vecchia mulattiera che dopo l’ultimo attraversamento prosegue in costa nel bosco.Poi nei prati fino a Gromo San Marino.Da qua, prima del ponte sul fiume Serio, svoltiamo a SX e pedaliamo sulla pista ciclabile alta valle Seriana che ci porta dopo 5 km al punto di partenza di Gromo. Giudizio di Roberto Lorenzi che ha testato e collaudato per noi il tracciato. 
Val Sedornia a Gromo