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Fra Roccoli e Faggi d'Imagna

La partenza avviene da Blello, il più piccolo comune della Bergamasca, con soli 107 abitanti.   Aggirato il Municipio giungiamo al parcheggio della Chiesa Parrocchiale (950 m), che sorge sul cocuzzolo del Monte Faggio e poi via verso il vicino cimitero (CAI 592 E). Percorse poche decine di metri, lasciamo la stradetta per imboccare, a sinistra, un sentierino che porta a Curnino Alto (1.020 m). Transitiamo sul retro della lunga cascina, calcando la strada forestale che si alza verso il bosco. Da qui arriviamo alla Bocchetta di Piazzacava e al grande roccolo Berizzi (1.146 m, 1 h dalla partenza). Si continua seguendo il segnavia 571 che diparte in salita dopo i muraglioni del roccolo.Alternando passaggi nella fitta faggeta a tratti sulla cresta che si affaccia su Gerosa e l’alta Val Brembilla, si supera l’appostamento venatorio delle “Demele” (le gemelle) per giungere ai famosi Tre Faggi, annunciati da quell’inconsueta santella di fattura celtica (1.393 m dalla partenza). Da qui si scende la gradinata fra le baite e si continua in diagonale sul tracciolino che volge verso il nucleo di baite sottostanti. Giunti alla cascina di Pralongone, si continua per la stradetta che si abbassa e porta al “silter” (1.308 m), edificio in pietra deputato alla stagionatura e conservazione del formaggio. Ci abbassiamo sempre in direzione di Fuipiano sul segnavia CAI 579 A, sino a incontrare un bivio dove prendiamo la stradetta sbarrata a sinistra e ci si riporta verso levante. Dopo circa 30 minuti si giunge a una cascina e alla stradetta asfaltata, dove si piega a sinistra in salita. Questa termina nei pressi dell’ultimo villino; noi pieghiamo a destra per la forestale di Piazzacava e proseguiamo sino a incontrare uno slargo e a destra un tracciolino che in piano ci riporta al Roccolo Berizzi (1 h 45’ dai Tre Faggi). Ora si è di nuovo sul 571 e si ritorna al bivio sopra Blello. Si piega a sinistra e si arriva al bivio del pascolo di Curnino Alto, dove fa bella vista di sé la catena montuosa formata dai monti Foldone, Sornadello e Castel Regina. Ancora poco ed eccoci alla Chiesa di Blello. Per ulteriori dettagli: CAI Valle Imagna - tel. 035 852931
Fra Roccoli e Faggi d'Imagna

L'anello della Terzera

La partenza avviene poco a valle dei parcheggi del rifugio Madonna delle Nevi (1.336 m), sopra Mezzoldo (BG).Davanti al ponticello sul Brembo, una bacheca CAI ci invita a prendere il Segnavia CAI 111. Varcato il ponte, si riparte, risalendo su carrareccia il prato al bordo del torrente. Per quasi mezz’ora la si segue sino a giungere nei pressi della baita del Prà del Möt.Al bivio si lascia la carrareccia per prendere a destra il sentiero CAI 111 che cambia versante. Oltre il torrente ci aspettano 20 minuti di ripida salita in un bosco di conifere. Si giunge, pertanto, a un bivio dove prendiamo la destra, accompagnati dalle indicazioni CAI 115 e “Giro delle Casere”. Il tracciato si addolcisce e volge deciso verso i pascoli di Costa Piana e dell’Alpe Terzera dove, in estate, viene caricato l’alpeggio (1.715 m, 1 h 15’ dalla partenza).Si passa al limite alto del bosco, dove si trova la Baita “Piana di Terzera” (1.730 m), poi si entra di nuovo nel bosco e subito appare la Baita Dossello (1.760 m). Si prosegue con una decisa curva a sinistra e poi su per la valle tagliando a mezza costa il catino naturale che ospita la vecchia baita detta dello “Scem” (1.830m). Poi si guadagna il pascolo finale che porta al Paaso di San Simone(2.016 m, 2 h 15’).Si ridiscende per la medesima strada, talvolta facendo la breve deviazione verso la Baita della Cuna e la Baita Dossello (1.760 m) dove si piega a sinistra e ci si cala verso il fondovalle. La veduta principale è il Monte Ponteranica e la strada provinciale che sale al Passo di Cà San Marco.Giunti in fondo al vallone, troviamo la Casera di Terza a 1.600 metri, prima tappa del locale “Giro delle Casere” (1 h dal Passo).Qui, è stata ultimata una stradetta silvo-pastorale che porta al Ponte dell’Acqua dove si perde quota. Dopo qualche tornante a destra si incrocia a 1.440 metri il bivio “Rif. Madonna della Neve” (vedi indicazioni); qui si lascia la comoda strada per il ripido vecchio sentiero che, in 15 minuti ci riporta al punto di partenza. Per ulteriori dettagli: CAI Alta Val Brembana - tel. 0345 82244
L'anello della Terzera

Attorno al Monte Badile

Il Monte Badile fa parte della costiera che separa il ramo principale dell’alta Val Brembana dalla valle di Mezzoldo.   La partenza avviene da Piazzatorre (BG), da cui si prosegue su via Monte Secco per la località Piazzo, parcheggiando nei pressi del piazzale della nuova seggiovia (1.100 m). Qui, sulla sinistra, diparte la breve strada di accesso ad alcuni condomini (vedi indicazioni Passo Monte Colle e segnavia CAI n.118).Si sale in direzione delle costruzioni, a monte delle quali la strada si fa sterrata e si piega a destra immettendosi in un sentiero che si inoltra nel bosco. Con corti tornanti si guadagna quota tra faggi, abeti e cespugli d’erica. Dinanzi a noi è già visibile il Monte Secco con le sue aspre pareti calcaree incise da profondi canaloni detritici. Dopo circa un’ora e mezza il bosco si apre verso meridione, si piega a destra e in breve si è al capanno-baita Monte Secco (1.720 m, 1 h 45’ dalla partenza), dove poco sopra, inizia il traverso verso destra che porta alla baita-bivacco Monte Secco (1.837 m, 2 h dalla partenza). Si prosegue per la prateria puntando al Passo di Monte Colle che si raggiunge in meno di mezz’ora (1.941 m, massima quota di questa escursione). Ora si divalla per circa 205 metri per puntare all’incrocio con il sentiero CAI 117 che sale da Valleve per fondersi presso la Casera di Monte Colle (1.732 m). Si piega a destra si superano le prese d’acqua e si toccano le nuove baite dette “i Baitelli” (1.748 m) per proseguire sino al Forcolino di Torcola Vaga (1.856 m, 1 h 15’ dal Passo di Monte Colle).Affacciati sul versante di Piazzatorre, inizia la lunga discesa verso le baite di Torcola Vaga (1.700 m). Poi imbocchiamo il sentiero CAI 121 e deviamo a sinistra verso il Rifugio Gremei a 1.555 metri. Qui non resta che percorrere per intero la stradetta di servizio che, dapprima, si sviluppa con lunghi e ripidi tornanti, per trasformarsi poi in una sorta di “toboga” dal fondo cementato e dalle pendenze da urlo.Dopo tre quarti d’ora eccoci al Palazzetto del ghiaccio e al parcheggio.  
Attorno al Monte Badile

Giro dei laghi di Foppolo

Raggiunta Foppolo, in Alta Valle Brembana, si parcheggia alla frazione di Rovera, dove una volta partiva l’impianto sciistico del Monte Toro a 1.660 m.   Fra i paravalanghe si stacca in salita la gippabile per il Passo Dordona e Montebello (sentiero CAI 204), e su questa ci si avvia.Dopo alcuni tornanti, in 30 minuti, si è al bivio con l’indicazione Rifugio Terre Rosse e insegna CAI per Montebello.Si lascia la stradetta per questo sentiero e si raggiunge l’omonimo rifugio (2.081 m, 1 h 15’ dalla partenza). Poco sopra il rifugio, un’altra indicazione (CAI 203) ci indica Lago delle Trote raggiungibile in 15 minuti circa. Superatolo, si prosegue sul sentiero 203, dove si incrocia una baitella e qui si devia a destra per seguire il sentiero CAI 204 A che sale verso i Laghetti della Foppa e il Passo di Valcervia. Pochi tornanti e si è sulla balza fiorita che porta a questa serie di invasi.Si prosegue, fra rododendri, genziane e vegetazione palustre di varie specie. Questo paradiso ora lascia il posto al ripido tratto che porta a un intaglio e a un colle dove, all’improvviso, si spalanca la veduta sul Lago Moro. In discesa si raggiunge il Passo di Valcervia (2.319 m, 3 h dalla partenza), dove si individuano le opere di difesa della linea Cadorna.Ammirata la catena dei monti Valtellinesi e il vicino Corno stella, ci si abbassa sul Lago Moro e, nei pressi del suo emissario, ci si cala verso Montebello, calcando la comoda stradetta costruita per captare l’acqua necessaria alla formazione della neve artificiale.Raggiunto e superato il Rifugio Montebello si prosegue la discesa restando sulla traccia carrabile che porta al Passo della Croce (1.953 m, 45’ dal Lago Moro). Ora, sul sentiero CAI 205 si divella verso l’arrivo della seggiovia della IV Baita dove, sul fianco dell’impianto, un cartello indica Sentiero Passo Dordona. Lo si segue fino alla stradetta percorsa all’andata e, ancora in discesa, si raggiunge il parcheggio di Via Rovera, dove ha avuto inizio l'escursione.
Giro dei laghi di Foppolo

In vetta a Monte Isola

 Monte Isola,  una montagna in un’isola, si qualifica come la più alta isola lacustre d’Europa!   Numerosi sono i percorsi panoramici che si possono fare su questa bella montagna che si estende sulla parte centrale del Lago d’Iseo, del Sebino, rivolta ad est verso la sponda bresciana e ad ovest verso quella bergamasca.Qui si propone l’itinerario ad anello da Peschiera Maraglio salendo in vetta a Monte Isola, dove sorge il Santuario della Ceriola, una proposta interessante rivolta anche a quanti partecipano all’evento The Floating Piers di Christo che possono iniziare la loro escursione, partendo da Sulzano e raggiungere Peschiera Maraglio a piedi sulla ‘passerella’ di Christo. Se camminare sulle acque grazie al Floating Piers ti ha fatto venir voglia di continuare a passeggiare, Montisola ha degli itinerari che fanno per te!Normalmente ti diremmo che dovresti usare il traghetto, ma ovviamente per raggiungere Montisola da Sulzano, non perderti l’occasione irripetibile di andarci con le tue gambe passeggiando direttamente sulle acque! Raggiunta l’isola a Peschiera Maraglio, dopo aver visitato il grazioso borgo storico ti consigliamo invece una camminata più tradizionale, percorrendo la mulattiera immersa nel verde che conduce al santuario della Madonna della Ceriola, posta nel punto più alto dell’isola e con una vista a 360° su tutta la corona di monti che la circonda. Per ammirare l’isola di San Paolo e la biblica opera d’arte lacustre però non dovrai aspettare l’arrivo: tutta la salita gode infatti di una stupenda vista sul lago e tutta l’estensione del pontile galleggiante. Arrivato sulla cima invece, oltra a una pausa ristoratrice non farti mancare una visita al santuario e alle sue opere d’arte!Per la discesa ti consigliamo invece di avventurarti sul versante che si affaccia sulla sponda bergamasca, percorrendo la mulattiera che conduce a Masse e Saviano. Qui perditi tra le vie del paese, scoprendo i suoi pittoreschi scorci e i suoi edifici medievali. Infine tramite un comodo sentiero tra gli ulivi potrai ritornare a Sulzano e da lì, grazie a Christo, nuovamente a Sulzano!  
In vetta a Monte Isola

Ciclabile della Valle Brembana

La ciclabile della Val Brembana, da Zogno arriva a Piazza Brembana per un totale di 23 km, ripercorrendo quasi completamente l’ex sedime della ferrovia della valle Brembana.     Caratterizzata da bellissime gallerie illuminate e scavate direttamente nella roccia, è quasi completamente asfaltata e quindi percorribile anche con bici da strada. Ben segnalata è molto bella da percorrere visto la frescura della parte alta della valle, una ciclabile rilassante e alla portata di tutti. La partenza avviene a Zogno e da subito corre parallela al fiume Brembo, dove si incontra la prima delle stazioni del treno che cento anni fa collegava la valle alla città.Sulla sponda opposta si trova la nota fabbrica di bibite San Pellegrino e dopo qualche minuto si raggiunge l’antica stazione del paese, dove è possibile ammirare il Grand Hotel e lo storico Casinò, realizzati in perfetto stile liberty. Superata una centrale idroelettrica e diverse gallerie si raggiunge la località di San Giovanni Bianco, dove troviamo le indicazioni per la casa natale di Arlecchino. La pista sale lievemente, e a valle si può notare la centrale idroelettrica che in passato alimentava la linea ferroviaria, quindi dopo diverse suggestive gallerie illuminate si raggiunge velocemente le abitazioni di Camerata tra gli orridi e l'instancabile fiume Brembo.Poco più avanti si riprende la pista ciclabile che sale a sinistra, e si cambia sponda del fiume attraverso un ponte in acciaio. Si ritorna così sulla sponda orografica destra del Brembo grazie ad un antico ponte in pietra con la tipica forma a schiena d’asino.La pista prosegue infine in mezzo ai campi con un’ampia curva a sinistra e l’ultima galleria raggiunge Piazza Brembana e quindi l’arrivo di questa meravigliosa ciclabile. Per ulteriori dettagli visita il sito: ValleSerianaBike
Ciclabile della Valle Brembana

Ciclabile della Val Seriana

La pista ciclabile della val Seriana è una via ciclo pedonale lunga 32 chilometri, un “serpentone” che percorre la bassa valle Seriana da Ranica (5 chilometri da Bergamo) a Clusone. E’ quasi completamente su sede propria e perlopiù con fondo in terra battuta o sterrata, la maggior parte del tragitto si trova sulle sponde del fiume Serio che lo attraversa di tanto in tanto con ponti pedonali caratteristici. Il percorso è ben segnalato con cartelli indicativi ed informativi lungo tutto il percorso, bisogna fare un poco di attenzione a non perdere la via nei brevissimi tratti su marciapiede e su strada. La partenza avviene a Ranica, raggiungibile anche caricando le bici sulla TEB. Percorso un breve tratto di asfalto parallelo alla ferrovia, si raggiunge velocemente la parte totalmente su sede propria e sterrata.Dopo Albino si attraversa un parco e si affianca la centrale elettrica e la bocca di presa del canale. Raggiunto il ponte di ferro di Gavarno si può scegliere di proseguire su entrambe le sponde del fiume dove le due diramazioni si ricongiungono in località Saletti.Si prosegue lungo la sponda orografica sinistra del Serio, si attraversa l’area picnic di Pradalunga e più avanti si cambia nuovamente sponda percorrendo l’antico ponte di pietra recuperato appositamente per la ciclabile. Si prosegue pedalando lontano dal traffico automobilistico raggiungendo la località dell’Isola dello Zio Bruno.Un bel tratto sotto le piante ci porta al parco della Busgarina, poi a numerose aree picnic e infine si raggiunge Colzate.Oltrepassata la provinciale con il sottopasso si pedala lungo un tratto tra la strada ed il fiume e si arriva nell’area commerciale di Ponte Nossa, dove trovate l’ufficio turistico Promoserio val Seriana Val di Scalve. Arriva ora il tratto più impegnativo dell’intero percorso: la salita verso l’altopiano di Clusone! Un breve strappo e si è però alla rotonda, da dove si prosegue lungo i campi e poi a ridosso della collinetta fino a raggiungere il termina della ciclabile.Raggiunto il termine della ciclabile potete approfittarne per una visita al centro di Clusone oppure proseguire su strade secondarie fino al passo della Presolana o salire al rifugio san Lucio.  
Ciclabile della Val Seriana

La Valle San Martino dai colli di Palazzago

Proponiamo un itinerario facile, alla portata di tutti, che ci porta alla scoperta della Valle San Martino, sul confine con la Valle Imagna.   I recenti lavori di pulizia e di manutenzione del sentiero, uniti alle chiare identificazioni lungo tutto il tratto, rendono questo tracciato facilmente accessibile e percorribile a chiunque. È adatto ad adulti e bambini, ma anche agli appassionati della mountain bike. Il dislivello da affrontare è di circa 280 metri. Siamo nella frazione collinare di Gromlongo, a Palazzago (Bergamo), e dopo circa 200 metri dalla chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Rocco e Sebastiano si incontra un ampio pianoro verde dove si distingue una casa di color rosso mattone, adibita ad agriturismo. Qui si trova «Il Belvedere», che domina le colline della Valle San Martino ed è anche il punto di partenza per l’escursione. Ci addentriamo nel prato verde tenendo sempre la destra, costeggiano il ruscello Rienza. Dopo pochi metri incontriamo una piccola edicola con incisa una preghiera dedicata al viandante, un buon auspicio per chi va a esplorare il territorio. Subito dopo curviamo a destra, dove il sentiero sale leggermente per poi uscire sulla strada asfaltata. La attraversiamo tendendo la nostra sinistra e poi subito a destra dove la strada, dopo circa 300 metri, diventa sterrata e ci addentriamo nel bosco. Lì si incontra un bel sentiero in ciottolato, ora la pendenza diventa più sostenuta, ma soltanto per un breve tratto, per giungere al primo vigneto, dove si affaccia sul monte Linzone. C’è anche una casetta con una panchina di pietra.Proseguiamo sino a incontrare le indicazioni del sentiero Cai 861 in direzione Valmora. Sempre in salita, ma sul comodo sterrato, arriviamo in località Picco Alto dove converge anche la strada asfaltata che avevamo attraversato all’inizio. La vista cade sulla Valle Imagna e si distinguono la chiesetta di Brocchione, piccola frazione di Palazzago, e Roncola San Bernardo. Incontriamo la segnaletica del sentiero 861, ma curviamo a destra seguendo il bosco. Arrivati a un bivio e in prossimità di una piccola casetta teniamo la sinistra dove c’è un roccolo che domina dall’alto. Sempre diritti, arriviamo a una casa (civico 13) e curviamo a sinistra. Il sentiero scende e osserviamo le colline dalle quali siamo partiti, con in primo piano i vigneti della società agricola «Le Driadi» che ha recuperato la bellezza di questo territorio rimuovendo rovi e cespugli. Scendiamo verso il fondo della collina fino a incontrare una vecchia abitazione con un affresco della Madonna. Si vedono le colline di Pontida, facilmente raggiungibili da qui. Ancora per pochi minuti proseguiamo fino alla frazione Belvedere per concludere questo giro ad anello in poco più di un’ora.
La Valle San Martino dai colli di Palazzago

Con le pelli fin sul Pizzo Brunone

Si parte dal caratteristico borgo di Agneda (Sondrio) a 1.228 metri di quota. Nella stagione invernale è disabitato e se la strada non è pulita dalla neve conviene lasciare l’auto poco prima di arrivarci, dove è possibile trovare un piccolo parcheggio. Si inforcano subito gli sci e in poco tempo si raggiunge Agneda, con una bella chiesetta del ‘400 intitolata a Sant’Agostino. Si prosegue verso un largo pianoro lungo una strada forestale che, con alcuni tornanti, porta alla diga di Scais. Superata la diga si costeggia il lago omonimo (1.499 m), che rimane, salendo, alla nostra destra. Si segue l’itinerario in direzione del rifugio Mambretti, ma non lo si raggiunge, immettendosi invece sul sentiero estivo fino alle case di Scais (1.547 m) e di seguito alle baite Caronno a 1.612 metri.Si attraversa a destra un ponticello di legno e in direzione sud-est si incontrano alcune rocce caratteristiche che sembrano conficcate nel terreno formando quella che pare una grossa grotta. Si affronta ora la parte più impegnativa. Si tratta di un ripido vallone sulla destra (attenzione al rischio valanghe) che si segue fino a una strozzatura dalla quale si esce, sulla sinistra raggiungendo la dorsale (passo della Scaletta 2.523 m?). Si continua con una diagonale, sempre verso sinistra e si risale il vallone con alcuni tratti impegnativi. In particolare nell’ultima parte, prima di raggiungere un’ampia bocchetta, vanno valutate con attenzione le condizioni di stabilità della neve.Da qui, in poco tempo si guadagna la meta scialpinistica oppure a sinistra, risalendo a piedi un crestone su facili roccette, la vera vetta del pizzo Brunone (2.720 m). Per la discesa con gli sci si segue lo stesso tracciato della salita. A fare da cornice il pizzo Redorta (3.038 m) e il pizzo di Scais (3.038 m) con la vedretta omonima.  
Con le pelli fin sul Pizzo Brunone

Itinerario Natura del Sebino

A Riva di Solto, a pochi metri di distanza dal campeggio Trentapassi, lungo la Strada Provinciale 77 si imbocca la vecchia mulattiera che conduce alla località Xino di Fonteno.    Qui le indicazioni CM1 conducono su un'altra mulattiera in acciottolato che incrocia Ia strada principale verso Fonteno. Arrivati nella piazza del paese, si prende la prima via a destra e si sale verso il municipio. Si lascia quindi la strada asfaltata per immettersi, mantenendo sempre la destra, su una strada di sabbia bianca che prosegue pianeggiante per un lungo tratto per poi scendere verso l'abitato di Solto Collina. Si continua a camminare fino a raggiungere di nuovo la strada asfaltata e il fontanino di Sales, dov'è possibile effettuare una piacevole sosta e godere della frescura tipica del posto. Riprendendo il cammino, si imbocca Ia strada sterrata nei pressi di una santella e si prosegue passando da via Dosso. Lungo il sentiero si incontra via Campaer che attraversa l'intero centro storico di Solto Collina e conduce in piazza Canzanico. Percorsa la strettoia a sinistra, si imbocca via dell'Orsolino e si prosegue per la Val Doia percorrendo il sentiero sterrato dalla località "Canta l'Oc". Attraversata una piccola valletta ci si trova nuovamente sulla strada provinciale e, in poco tempo, nelle vicinanze di Esmate, frazione di Solto Collina. Giunti nel piccolo borgo, ci si dirige verso il cimitero camminando lungo la via Monte Clemo in direzione della località Cerrete. Una volta raggiunto l'oratorio di S. Rocco, si svolta a destra sul sentiero che sale e si arriva a S. Defendente, sosta d'obbligo per godere Ia bellezza dell'incantevole paesaggio circostante, con suggestive vedute su tutto il lago d'Iseo e su Monte Isola. Si scende quindi verso Solto Collina mantenendo la sinistra e si procede per una strada sterrata fino a raggiungere la via comunale asfaltata.Tenendo la sinistra per una ventina di metri e deviando poi a destra, si raggiunge il piccolo abitato della località Furmignano. Scendendo, in prossimità di una serra, si prende il sentiero a sinistra verso la località Apostoli. Al bivio, si devia a sinistra e si segue la strada asfaltata; dopo cinquecento metri, in prossimità dell'acquedotto, si svolta a sinistra, addentrandosi in un piccolo bosco che conduce alla frazione Zorzino di Riva di Solto fino a via Cimitero. Da quì si raggiunge l'anello che riconduce al punto di partenza del percorso.
Itinerario Natura del Sebino

Le due valli di Cima Piazzi

Questo anello, abbastanza impegnativo, vi farà percorrere e conoscere la Val Cardonè e la Val Lia: le due suggestive valli in cui è incastonata la Cima Piazzi, gruppo montuoso delle Alpi Retiche occidentali, situata nel comune di Valdidentro.   Con la macchina superate Bormio (Sondrio) e, dopo una decina di chilometri, arrivati alle porte di Isolaccia (comune di Valdidentro). Prima di attraversare il ponte sul torrente Viola però, svoltate a sinistra raggiungendo il campo sportivo, dove è possibile parcheggiare. Acquistando un ticket si può invece proseguire con l’auto fino in località Pian di Astele (1.661 m). Da questo punto inizia il percorso. Incamminandovi per una strada carrozzabile, oltrepassate la Madonna di Presedont (1.760 m), dove si può notare una graziosa cappelletta dedicata alla Madonna ed opera degli alpini.A un primo bivio continuate a destra, verso la meravigliosa val Cardonè, salendo fino alle baite omonime a 1.986 metri. Le indicazioni da seguire sono quelle per i bivacchi Ferrario e Cantoni.Lasciato alle vostre spalle il fitto bosco del Conte, attorno ai 2.200 metri, il sentiero piega a sinistra e giungerete in breve al bivacco Ferrario (2.350 m). Ci ritroviamo in una magnifica zona con una vista mozzafiato e ricca di laghetti e torrenti alimentati dallo scioglimento dei ghiacciai della Cima Piazzi. La segnaletica indica il bivacco Cantoni, che raggiungerete dopo aver salito una ripida pietraia ai piedi della parete nord della Cima Piazzi. Dopo una sosta per riprendere le energie, riprendete il tracciato e percorrendo un facile sentiero in cresta, ben indicato, ci si dirige verso la val Lia e l’alpe Boron. Una traversata panoramica vi regalerà emozioni forti in questo tratto, completamente immersi nella natura, per poi perdere decisamente quota fino all’alpeggio. Qualche difficoltà potrebbe essere incontrata nell’attraversare il torrente che immette alla piana attorno ai 2.115 metri. Meglio seguire le indicazioni di un sentiero che si innalza sulla sinistra portando a un ponticello. Superato il corso d’acqua si giunge all’alpe Boron (2.057 m) e all'omonimo alpeggio, una piccola perla nel mezzo di un ampio pianoro pascolivo con praterie cespugliate, dove pare che il tempo si sia fermato e in cui potrete concedervi dei momenti di relax. In circa 1 ora 40 minuti si torna al parcheggio dove è stata lasciata l’auto, finendo così questo bellissimo itinerario ad anello.
Le due valli di Cima Piazzi

Da Valbondione al tetto delle Orobie

Siamo in Alta Valle Seriana e lasciamo l’auto in uno dei parcheggi di Valbondione in provincia di Bergamo.   Oltrepassate le ultime case della frazione Sambughera (937 metri), sulla sinistra comincia il sentiero (segnavia 301). Anche qui vi è possibilità di qualche parcheggio a lato della strada. Scendiamo al fiume Serio e, superato un ponticello, il tracciato si sviluppa a tornanti lungo il ripido versante boscoso. È un continuo entrare e uscire dal bosco, prendendo quota con decisione. Salendo incontriamo i segnavia che indicano diritto il rifugio Coca, la nostra meta, e a destra Maslana e il Rifugio Göi del Cà. Usciti definitivamente dal bosco, e attraversato il torrente, si procede inizialmente con un’altra sostenuta salita affiancata da alcune protezioni. Il rifugio è proprio sopra di noi. Superiamo un piccolo invaso dell’Enel e poco dopo i segnavia indicano a sinistra il rifugio Coca, che raggiungiamo in circa 2,30 ore di cammino, con un ultimo zig zag, breve, ma ancora ripido. Per chi invece punta alla vetta del pizzo Coca occorre risalire la valle fino al lago omonimo (2.108 m – segnavia 302). Comincia qui la parte più impegnativa. Proprio di fronte al bellissimo specchio d’acqua alpino ci si alza verso destra (segnavia 323), superando la ripida pietraia e un canalino con facile arrampicata. Poi un terreno più agevole, ma sempre dalla pendenza impegnativa, caratterizza l’itinerario fino alla bocchetta del Polledrino (2.670 m). Attraversiamo ora la conca che conduce alla soprastante bocchetta del Camoscio (2.719 m) dove inizia la via alpinistica per l’ascensione al pizzo. Soltanto per escursionisti esperti, con passaggi di difficoltà I e II. Si affronta subito un camino di circa una trentina di metri. Dopodiché si susseguono tratti di sentiero e roccette e gradoni di roccia. Infine, ancora su sentiero e roccette si guadagna la croce di vetta (3.050 m). (Ph: Matteo Zanga)
Da Valbondione al tetto delle Orobie