- Arte e Cultura
Raccontare la grande storia
Quattro incontri per leggere e capire il presente attraverso il passato
La seconda edizione, dal 26 settembre al 28 novembre, propone un viaggio a ritroso dal Novecento al Medioevo con quattro grandi storici italiani: Simona Colarizi, Arianna Arisi Rota, David Salomoni e Beatrice Del Bo.
Quattro storici, quattro epoche e altrettanti appuntamenti per attraversare a ritroso i secoli e ritrovare nel passato le chiavi di lettura del nostro presente.
Dopo il tutto esaurito registrato dagli incontri della prima edizione, disponibili anche sul canale youtube del Museo, il ciclo rinnova l’incontro tra ricerca e divulgazione, affidando a quattro autorevoli storici il racconto delle trasformazioni, delle vicende e delle figure che hanno segnato il Novecento, il Risorgimento, il Rinascimento e il Medioevo. Un percorso attraverso i secoli che prende le mosse dalle collezioni del Museo delle storie e dal patrimonio cittadino, mettendo in relazione la storia nazionale con le testimonianze attraverso le quali il Museo racconta la storia attraverso le sue diverse sedi.
Ad aprire l’edizione 2026 sabato 26 settembre alle ore 17:00, presso la Sala Sestini del Palazzo dei Contratti e delle Manifestazioni (via Francesco Petrarca 10, Bergamo), sarà Simona Colarizi, storica emerita dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” con l’incontro “La società nel suo divenire: dal 1945 a oggi”.
Il punto di partenza sarà una fotografia dell’Archivio fotografico Sestini, esposta nel museo Bergamo 900, che ritrae una famiglia su una Vespa nel traffico cittadino del 1961.
Una scena quotidiana attraverso cui Colarizi ripercorrerà i mutamenti sociali e generazionali che, dagli anni del boom economico alle trasformazioni dei decenni successivi, hanno accompagnato il passaggio dal Novecento al mondo globale contemporaneo.
Il programma proseguirà con gli incontri dedicati al Risorgimento, al Rinascimento e al Medioevo, rispettivamente con Arianna Arisi Rota, il 17 ottobre, David Salomoni, il 31 ottobre, e Beatrice Del Bo, il 28 novembre. Al centro, le vite, gli affetti e i patrimoni messi alla prova dall’esilio risorgimentale; le guerriere della Lombardia tra tardo Medioevo e Rinascimento, a lungo considerate figure eccezionali dalla storiografia; e la vivace notte medievale, scandita a Bergamo dai rintocchi del Campanone e animata dal lavoro, dalla preghiera e dal divertimento.
“Raccontare la Grande Storia” è dedicato alla memoria di Mauro Gelfi, primo direttore del Museo storico di Bergamo (oggi Museo delle storie di Bergamo) e rinnova una delle vocazioni centrali dell’istituzione: mettere in dialogo il rigore della ricerca con un racconto accessibile e capace di coinvolgere pubblici diversi.
Tutti gli appuntamenti si tengono alle ore 17.00, nella Sala Sestini del Palazzo dei Contratti e delle Manifestazioni, in via Francesco Petrarca 10 a Bergamo. L’ingresso è libero e gratuito.
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IL PROGRAMMA
Novecento
La società nel suo divenire: dal 1945 a oggi
26 settembre 2026 – ore 17.00
Simona Colarizi – Storica emerita dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”
La lunga discussione teorica sul Novecento secolo lungo o secolo breve ci ha insegnato che non è possibile dividere il divenire storico per cent’anni. Con la fine della Seconda guerra mondiale nel 1945, la cesura col passato è stata così profonda da cambiare il volto dell’Italia, dell’Europa e dell’intero Occidente per i successivi vent’anni. Poi verso la fine dei Sessanta e nei primi dei Settanta di nuovo si assiste a un cambiamento che gli storici hanno interpretato come il tramonto del Novecento. Come sempre è avvenuto nella storia, a segnalare una netta rottura con il passato sono i giovani che, generazione dopo generazione, vivono e interpretano la nuova società individualistica nata dalla rivoluzione tecnologica e mediatica. Il successivo ventennio di trasformazioni, dagli Ottanta ai Novanta, fa da ponte verso i Duemila e il mondo globale di oggi.
Simona Colarizi è storica emerita dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, dove insegna Storia contemporanea. Tra le sue pubblicazioni più recenti: Il Novecento d’Europa, (Laterza, 2015); Un paese in movimento. L’Italia negli anni Sessanta e Settanta, (Laterza, 2019); Passatopresente. Alle origini dell’oggi 1989-1994 (Laterza, 2022); La resistenza lunga. Storia dell’antifascismo 1919-1945 (Laterza, 2013); Il caso Moro. Dialogo tra politica e storia (in collaborazione con Claudio Signorile), (Baldini Castoldi, Milano 2024).
Risorgimento
Tra confini e fughe.
Vite, affetti e patrimoni alla prova dell’impegno politico nel Risorgimento
17 ottobre 2026 – ore 17.00
Arianna Arisi Rota – Professoressa dell’Università degli Studi di Pavia
Cosa significa diventare un profugo nell’Italia che ancora non c’è? Quali sfide emotive e materiali comporta muoversi dentro la penisola o lasciarla per cercare accoglienza, preparare e riprendere la lotta? Uno sguardo rinnovato sull’esilio del Risorgimento ci rivela storie di uomini e di donne le cui esistenze incontrano la politica, e non la lasciano più. Rischiando vita, affetti e sostanze, la loro è una vicenda corale che mescola dimensione pubblica e dimensione privata, scelte e non scelte, per contribuire alla costruzione dello spazio nazionale.
Arianna Arisi Rota insegna Storia contemporanea e History of Diplomacy all’Università degli Studi di Pavia. Tra i suoi ambiti di ricerca, la storia della politica estera italiana e della diplomazia europea, la mobilitazione politica nella penisola italiana e in Europa nel lungo Ottocento e la costruzione della memoria napoleonica e risorgimentale, con particolare riferimento alla cultura materiale e alla circolazione degli oggetti politici. È socia corrispondente residente dell’Istituto Lombardo-Accademia di Scienze e Lettere.
Tra le sue pubblicazioni: I piccoli cospiratori. Politica ed emozioni nei primi mazziniani (Il Mulino, 2010); 1869: il Risorgimento alla deriva. Affari e politica nel caso Lobbia (Il Mulino, 2015); Risorgimento. Un viaggio politico e sentimentale (Il Mulino, 2019); Il cappello dell’imperatore. Storia, memoria e mito di Napoleone Bonaparte attraverso due secoli di culto dei suoi oggetti (Donzelli, 2021); Profughi (Il Mulino, 2023); Pace (Il Mulino, 2024).
Rinascimento
Guerriere di Lombardia
Un’esperienza militare al femminile nell’Italia del Rinascimento
31 ottobre 2026 – ore 17.00
David Salomoni – Professore dell’Università per Stranieri di Siena
Nella Lombardia del tardo Medioevo non mancano esempi illustri di donne distintesi negli scontri militari: Orsina Visconti, Antonia Torelli, Donella Rossi, Bona Lombardi, Caterina Sforza, Bianca Maria Visconti e altre ancora. La loro memoria è stata spesso relegata dalla storiografia al rango dell’eccezionalità, quando non dell’anomalia. Nelle loro esperienze è però possibile rintracciare elementi comuni che permettono di riconoscere una vera e coerente esperienza storica di guerra al femminile.
David Salomoni insegna Storia della pedagogia e Storia della scuola e delle istituzioni educative presso l’Università per Stranieri di Siena. La sua ricerca si concentra sull’intersezione tra storia dell’educazione, geografia e cultura nel periodo tra il tardo medioevo e l’età moderna, con particolare interesse per i processi di alfabetizzazione geografica e per l’impatto delle pratiche pedagogiche dei gesuiti in contesti coloniali. Tra le sue pubblicazioni: Scuola, maestri e scolari nelle comunità degli stati gonzagheschi e estensi (Anicia, 2017) e Educating the Catholic People: Religious Orders and Their Schools in Early Modern Italy (1500-1800) (Brill, 2021); Magellano. Il primo viaggio intorno al mondo (Laterza, 2022); Francis Drake. Il corsaro che sfidò un impero (Laterza, 2023); Leonesse. Le guerriere del Rinascimento (Laterza, 2024); La donna dei tre mondi (Laterza, 2026).
Medioevo
Rintoccar di campane, segnale sonoro di uno spazio libertà: la vivace notte medievale
28 novembre 2026 – ore 17.00
Beatrice Del Bo – Professoressa dell’Università degli Studi di Milano
Nel Medioevo, il rintocco di una specifica campana segna l’inizio della notte: a Bergamo il “Campanone” della Torre civica. Quando cala il buio, si accendono lumi, lampadari, torce e fiaccole per andare in taverna, a ballare, mettersi in viaggio, reprimere la sodomia o annotare un pagamento. Alcuni speziali sono aperti 24 ore su 24 e taluni ufficiali pubblici sono costretti a sbrigare pratiche urgenti, mentre i frati pregano. Il buio medievale è uno spazio di libertà, lavoro, divertimento e, certo, anche di sogni e notti insonni.
Beatrice Del Bo insegna Storia economica e sociale del Medioevo e Didattica della storia presso l’Università degli Studi di Milano. Il suo ambito di ricerca riguarda la vita urbana nel Medioevo in diversi ambiti: i sistemi creditizio, mercantile e artigianale, i processi di immigrazione, integrazione e cittadinanza, con particolare attenzione per i temi di genere, la cultura materiale in rapporto alla formazione delle mentalità. Dirige la Festa del Libro medievale e antico di Saluzzo per conto del Salone Internazionale del libro di Torino. Dirige la collana “I cetrangoli. Nuovi studi di storia medievale” per l’Editore FrancoAngeli. Ha ideato, con Valeria Palumbo e Laura Pepe, il podcast “Donne nella storia” per Io donna, il settimanale del Corriere della Sera, disponibile su Spotify. Tra le sue pubblicazioni più recenti: L’età del lume. Una storia della luce nel Medioevo (Il Mulino, 2023: vincitore del Premio Italia Medievale 2024); Arsenico e altri veleni. Una storia letale nel Medioevo (Il Mulino, 2024); Tutto in una notte. Una storia insonne del Medioevo (Il Mulino, 2026); Maledetti e discriminati. Lavoratori “pericolosi” nel Basso Medioevo italiano (FrancoAngeli, 2026).