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Festa di Santa Rita 2026 a Pavia
Ogni anno, in occasione della celebrazione delle Sante Spine, Pavia si ferma. Il profumo delle rose sale lungo le navate della Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, i fedeli si stringono nel chiostro, le bancarelle colorano i dintorni della chiesa e la città si ritrova attorno a una delle figure più amate della cristianità: Santa Rita da Cascia, la santa degli impossibili. Venerdì 22 maggio 2026 la tradizione si rinnova, con un programma ricco di celebrazioni liturgiche, momenti di raccoglimento e appuntamenti aperti a tutti, credenti e semplici visitatori che desiderano vivere da vicino una delle feste più sentite del calendario pavese.
Santa Rita da Cascia: la santa degli impossibili
Margherita Lotti, nota come Rita, nacque nel 1381 a Roccaporena, un borgo dell’Umbria nel comune di Cascia. La sua vita fu segnata da una successione di prove che la tradizione cristiana ha sempre letto come cammino verso la santità: fu sposa, madre, vedova e, infine, monaca agostiniana. Morì la notte tra il 21 e il 22 maggio 1457, e la tradizione vuole che al momento del trapasso le campane del monastero suonassero da sole, richiamate da mani invisibili. Fu beatificata nel 1626 da Papa Urbano VIII e canonizzata il 24 maggio 1900 da Papa Leone XIII.
La chiesa la venera come patrona delle cause impossibili, degli ammalati, delle spose e delle madri, di chi soffre e di chi cerca pace e perdono. La sua intercessione è percepita come concreta e vicina: per questo ogni anno il 22 maggio milioni di fedeli si rivolgono a lei in tutto il mondo cattolico.
Il prodigio delle rose: perché si portano i fiori
La benedizione delle rose che ogni anno si celebra nella festa di Santa Rita trova la propria origine in un episodio degli ultimi mesi di vita della santa. Mentre giaceva gravemente malata nel monastero di Cascia, Rita chiese a una cugina venuta a trovarla di recarsi fino a Roccaporena e raccogliere nell’orticello di casa una rosa e due fichi. Era gennaio, in pieno inverno, con la neve e il gelo che coprivano i campi umbri. La cugina esitò, pensando che la malata delirasse, ma Rita insistette. Tornata all’orto, la donna trovò tra la neve una rosa rossa sbocciata e i due fichi richiesti. Il prodigio fu documentato già nel processo per la beatificazione del 1626.
Da quel racconto nacque il rito della benedizione delle rose, celebrato ogni anno il 22 maggio. I fedeli portano i fiori in chiesa, li ricevono benedetti e li conservano in casa come segno del patrocinio della santa. Le rose diventano così simbolo di grazia ricevuta contro ogni aspettativa, di vita che fiorisce là dove sembrava impossibile.
San Pietro in Ciel d’Oro: una basilica, tre grandi storie
La Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro è uno dei monumenti romanici più belli della Lombardia, citata persino da Dante Alighieri nella Divina Commedia. Custodisce le reliquie di tre figure di rilievo straordinario: Severino Boezio, il filosofo e ministro romano martirizzato nel 524; Sant’Agostino d’Ippona, Padre e Dottore della Chiesa, le cui spoglie riposano nell’arca gotica del XIV secolo che domina il presbiterio; e il re longobardo Liutprando, che volle radunare a Pavia queste reliquie proprio nell’VIII secolo.
Sant’Agostino, recentemente proclamato copatrono della città di Pavia, è una presenza viva nella tradizione religiosa locale: la comunità agostiniana che anima la basilica mantiene vivo il legame con il pensiero del vescovo di Ippona attraverso la preghiera, lo studio e l’accoglienza dei pellegrini. È davanti alla sua arca che, dopo l’elezione al soglio pontificio, molti fedeli hanno lasciato pensieri e preghiere rivolte al nuovo papa.
L’anno di Papa Leone XIV: i pellegrinaggi a San Pietro in Ciel d’Oro si moltiplicano
Il 2026 porta con sé un significato ulteriore per questa basilica. L’elezione di Papa Leone XIV — al secolo Robert Francis Prevost, eletto l’otto maggio 2025 — ha trasformato San Pietro in Ciel d’Oro in una meta di pellegrinaggio ancora più frequentata. Prevost è stato eletto priore generale dell’Ordine di Sant’Agostino nel 2001 e ha guidato l’Ordine per due mandati consecutivi di sei anni, fino al 2013. In questa veste aveva accompagnato Benedetto XVI a Pavia nell’aprile del 2007 e vi era tornato nel 2011 per celebrare l’eucarestia durante il cammino agostiniano. Ancora nel febbraio 2024, allora cardinale prefetto del Dicastero per i vescovi, era stato a Pavia per la chiusura dell’Anno agostiniano, presentandosi come “pellegrino”.
Il priore della comunità, Padre Gianfranco Casagrande, aveva sottolineato come, dopo l’elezione, si fossero moltiplicate le presenze in basilica: pellegrini provenienti da tutto il mondo, attratti dal legame che il nuovo pontefice ha con questo luogo. E lo stesso Prevost, appena eletto, aveva dichiarato di essere “un figlio di Sant’Agostino”: è infatti il primo papa nella storia ad appartenere all’Ordine agostiniano. Non a caso, nel suo stemma papale campeggia il cuore ardente trafitto da una freccia, simbolo dell’Ordine, ispirato a un passo delle Confessioni: “Sagittaveras tu cor meum charitate tua” (“Hai ferito il mio cuore con il tuo amore”).
Il legame con Pavia è così forte che il Vaticano ha già annunciato una visita pastorale di Papa Leone XIV per il 20 giugno 2026. Il pontefice si raccoglierà davanti alle reliquie di Sant’Agostino nella Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, incontrerà la comunità agostiniana e presiederà una Celebrazione della Parola con i vescovi lombardi e il clero della regione. Una visita attesa e carica di significato, che arriva poche settimane dopo la festa di Santa Rita.
Come aveva spiegato l’ex priore Padre Antonio Baldoni, Rita è “una santa del popolo, capace di attrarre ogni anno moltissimi fedeli”. “È un esempio di fede molto forte – aveva aggiunto – da Dio ha ricevuto il compito di mediare le grazie. Il Signore si serve dei tanti taumaturghi che hanno l’incombenza di portargli le nostre richieste. Però le grazie arrivano sempre da Dio”. E così, in questi giorni, in chi viene a San Pietro in Ciel d’Oro si intrecciano la devozione alla santa della pace e del perdono e l’intercessione del Padre della Chiesa che riposa sotto la volta dorata.
Il programma completo della Festa di Santa Rita 2026
Il Triduo di preparazione: 19, 20 e 21 maggio
Le celebrazioni iniziano martedì 19 maggio con il Triduo di Santa Rita. Nei tre giorni precedenti la festa, la basilica ospita messe alle 9:00 e alle 18:30 con la venerazione della reliquia. Martedì 19 maggio alle 21:00, nell’Aula Magna del Collegio Ghislieri, è in programma una conferenza del giornalista RAI Ignazio Ingrao dedicata alla figura di Papa Leone XIV. La vigilia della festa, giovedì 21 maggio, prevede alle 17:00 la benedizione dei bambini e alle 18:30 una concelebrazione eucaristica seguita dalla rievocazione del Transito di Santa Rita.
Venerdì 22 maggio2026: la giornata della festa
La basilica sarà aperta con orario continuato dalle 6:30 alle 22:30. Nel chiostro del convento è collocata la statua di Santa Rita: qui i fedeli trovano le tradizionali rose di Santa Rita e i ceri da accendere, con un sacerdote sempre presente per le benedizioni individuali. In basilica è possibile ricevere il Sacramento della Riconciliazione.
Il programma della giornata:
- Ore 7:00 – 11:00 – Sante Messe mattutine (ogni ora)
- Ore 11:30 – Recita del Rosario
- Ore 12:00 – Supplica a Santa Rita nel chiostro e benedizione delle rose
- Ore 16:00 – Santa Messa per gli ammalati con il Sacramento dell’Unzione degli Infermi
- Ore 18:00 – Messa Solenne Pontificale presieduta da S.E. Mons. Corrado Sanguineti, Vescovo di Pavia, con i canti della Corale del Duomo
- Ore 21:00 – Processione di Santa Rita per le vie del centro storico
Il percorso della processione
La statua di Santa Rita, accompagnata dal Vescovo e dal Vicariato zonale di Città, sfilerà lungo il percorso: via Griziotti, via Matteotti, piazza Dante, via Lanfranco, via Boezio, via Petrarca, via Griziotti, con rientro in basilica.
Le bancarelle e i mercatini
Per tutta la giornata del 22 maggio i dintorni della basilica si animeranno con i tradizionali mercatini. Le bancarelle esporranno rose di ogni varietà e colore, fiore simbolo della festa, richiamo diretto al miracolo dell’orto di Roccaporena. È uno dei momenti in cui Pavia si ritrova, credenti e non, attorno a un'usanza che resiste da secoli.
Come raggiungere San Pietro in Ciel d’Oro
La Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro si trova in piazza San Pietro in Ciel d’Oro, nel centro storico di Pavia. Da Milano è raggiungibile in treno in circa trenta minuti: la stazione di Pavia dista una quindicina di minuti a piedi dalla basilica. Nel giorno della festa l’area è a traffico limitato: si consiglia di raggiungere la chiesa a piedi o in bicicletta.
Un appuntamento per tutti
La Festa di Santa Rita è uno di quegli eventi che Pavia vive come propri, ma che sa accogliere con calore chiunque arrivi da fuori. Non è necessario essere credenti per fermarsi nel chiostro, osservare la devozione popolare, portare a casa una rosa benedetta o semplicemente camminare nel centro storico durante la processione serale. È un’occasione per scoprire la città in uno dei suoi momenti più autentici, quando il passato e il presente si incontrano sotto la volta dorata di una delle basiliche romaniche più belle d’Italia.