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Orto Botanico di Pavia
Il più antico in Lombardia
Nel cuore di Pavia, a pochi passi dal centro storico, si trova uno dei luoghi più sorprendenti e meno conosciuti della città: l'Orto Botanico dell'Università di Pavia. Considerato il più antico orto botanico universitario della Lombardia e uno dei più antichi d'Italia, questo straordinario giardino storico celebra quest'anno un traguardo speciale: i 250 anni del suo albero simbolo, il celebre platano di Scopoli. Un'occasione ideale per scoprire uno scrigno di biodiversità, storia e ricerca scientifica, immerso nel cuore della città.
Una storia lunga due secoli e mezzo, nel segno della riforma teresiana
L'Orto Botanico nasce nell'ambito della grande riforma dell'Università di Pavia voluta dall'imperatrice Maria Teresa d'Austria, che nel XVIII secolo trasformò l'ateneo in uno dei principali centri scientifici europei. Le sue origini affondano però ancora più indietro, nell'antico "orto dei semplici", destinato alla coltivazione delle piante medicinali e all'insegnamento della medicina.
Nel 1763 la prima cattedra di Botanica fu affidata al monaco vallombrosano Fulgenzio Vitman. Successivamente il conte Carlo Giuseppe di Firmian, ministro plenipotenziario della Lombardia austriaca, individuò l'area definitiva accanto alla chiesa di Sant'Epifanio. I lavori di realizzazione dell'Orto Botanico e del laboratorio di chimica annesso si conclusero nel 1775, mentre le grandi serre storiche, progettate da Giuseppe Piermarini e successivamente modificate da Leopoldo Pollack, iniziarono a essere costruite nel 1776 sotto la direzione di Valentino Brusati.
Dal 1777 Giovanni Antonio Scopoli assunse la cattedra di Botanica, contribuendo in maniera decisiva allo sviluppo scientifico e all'organizzazione del giardino. A lui si devono importanti interventi nella sistemazione degli spazi, con la realizzazione degli arboreti e la suddivisione dell'area in aiuole geometriche percorse da eleganti viali, un impianto che caratterizza ancora oggi l'Orto Botanico.
Il platano di Scopoli, il gigante verde che compie 250 anni
Il simbolo dell'Orto Botanico è senza dubbio il celebre platano di Scopoli (Platanus × hispanica), piantato nel 1778. Dopo due secoli e mezzo continua a dominare il giardino con il suo tronco di circa sette metri di circonferenza e un'altezza superiore ai 40 metri.
Inserito nell'Elenco degli Alberi Monumentali d'Italia, rappresenta uno degli esemplari più significativi del patrimonio arboreo nazionale ed è tra gli elementi più ammirati dai visitatori.
Riconoscibile per le grandi foglie palmate e per la caratteristica corteccia che si sfalda in placche irregolari, produce in autunno le tipiche infruttescenze sferiche che rimangono appese ai rami anche durante l'inverno.
Il platano è inoltre uno degli alberi ornamentali più diffusi nei centri urbani italiani grazie alla sua notevole capacità di adattamento, alla resistenza agli agenti inquinanti e al contributo che offre all'assorbimento della CO₂ e allo stoccaggio del carbonio, oltre che alla mitigazione delle polveri sottili e dell'isola di calore urbana.
Un museo vivente della biodiversità
L'Orto Botanico fa parte del Sistema Museale dell'Università di Pavia ed è inserito nel network Grandi Giardini Italiani. Oggi rappresenta un autentico museo vivente della biodiversità, dove ricerca scientifica, conservazione e divulgazione convivono armoniosamente.
La gestione segue criteri di sostenibilità ambientale: non vengono impiegati pesticidi né erbicidi chimici, lo sfalcio dei prati è differenziato per favorire la fauna spontanea e il legno morto viene lasciato in alcune aree come habitat naturale per insetti, funghi e piccoli vertebrati.
Collezioni botaniche, serre storiche e percorsi tematici
Oltre al celebre platano, il giardino custodisce numerose collezioni botaniche di grande interesse.
Il roseto raccoglie varietà ornamentali insieme alle specie spontanee da cui derivano molte rose moderne; l'arboreto ospita alberi secolari provenienti da diverse parti del mondo; le collezioni di piante officinali raccontano la storia della medicina e della farmacia, mentre quelle dedicate alle piante acquatiche, alle angiosperme e alle gimnosperme illustrano l'evoluzione del regno vegetale.
Tra le curiosità spiccano il cosiddetto "vigneto proibito", utilizzato per attività di ricerca, e la collezione dedicata alle piante del tè.
Di particolare valore sono anche le serre storiche, considerate tra le più antiche d'Europa ancora conservate, insieme alla serra tropicale realizzata durante la direzione di Ruggero Tomaselli e alla serra mediterranea legata all'attività di Giovanni Briosi. Attualmente alcune serre sono chiuse al pubblico per consentire il completamento degli interventi di restauro e valorizzazione finanziati dal Ministero della Cultura nell'ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che hanno interessato numerosi spazi storici del complesso.
Un giardino accessibile a tutti
Nell'ambito del progetto PNRR, l'Orto Botanico ha sviluppato, insieme ad ADMaiora, ANFFAS Pavia e al Centro Socio Educativo Samarkanda, una serie di strumenti pensati per rendere la visita sempre più inclusiva.
Tra questi figurano una guida in linguaggio Easy to Read, un percorso "KID" con pannelli illustrati dedicati ai bambini e l'esperienza multisensoriale "Orto a 5 sensi, un Orto per tutti", progettata per offrire un'esperienza coinvolgente e accessibile a persone con esigenze diverse.
Informazioni utili per la visita
L'Orto Botanico si trova in via Sant'Epifanio 14, a pochi minuti a piedi dal centro storico di Pavia.
Orari di apertura, modalità di visita e tariffe possono variare durante l'anno. Si consiglia pertanto di consultare il sito ufficiale dell'Orto Botanico dell'Università di Pavia prima della visita, dove sono pubblicati eventuali aggiornamenti su aperture straordinarie, chiusure temporanee e prezzi dei biglietti. L’Orto è chiuso il 15 agosto e 16 agosto 2026
Sono inoltre disponibili abbonamenti che consentono di visitare anche gli altri musei del Sistema Museale di Ateneo, tra cui il Museo per la Storia dell'Università, il Museo Camillo Golgi e il Museo di Archeologia.
Un luogo dove natura, storia e scienza si incontrano
Con oltre due secoli e mezzo di storia, collezioni botaniche di valore internazionale, alberi monumentali, serre storiche e un costante impegno nella ricerca, nella conservazione e nell'accessibilità, l'Orto Botanico dell'Università di Pavia rappresenta una tappa imperdibile per chi desidera scoprire uno dei luoghi più affascinanti della città.
Passeggiare tra i suoi viali significa compiere un viaggio attraverso la storia della botanica europea, ammirando specie provenienti da ogni parte del mondo e lasciandosi sorprendere dal maestoso platano di Scopoli, che a 250 anni dalla sua messa a dimora continua a raccontare la lunga tradizione scientifica dell'Università di Pavia.