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MTB-Albosaggia, San Giacomo

Albosaggia Porto, Albosaggia Centro, Contrio, Cà dei Boscacci, San Giacomo, San Bernardo di Faedo, Cà Romeri, Cà dei Giugni, Giambelli, Gandola, Albosaggia Centro, Monaci, Pedruzzi, Albosaggia Porto

Equitazione

Equitazione Alpina nasce dalla passione, lunga oltre 30 anni, di Simone accompagnatore di turismo equestre certificato SEF-Italia – C.O.N.I. A pochi passi da Sondrio in Valtellina cuore delle Alpi, dove inizia il Parco delle Orobie avvolto da una natura selvaggia e ancora da scoprire puoi trovare Equitazione Alpina. Offriamo pensione per il tuo cavallo in box e paddock, passeggiate di una o più ore per i principianti, trekking di uno o più giorni per i più esperti, scuola di equitazione, addestramento e rieducazione del tuo cavallo.   ITINERARIO ALBOSAGGIA-SAN BERNARDO Si tratta di una semplice passeggiata, adatta a cavalli e cavalieri poco allenati. Si sale per una bella mulattiera immersi nel bosco di latifoglie tipico del Parco delle Orobie Valtellinesi fino a sbucare nei pianeggianti e soleggiati prati di San Bernardo. Una volta giunti qui immancabile uno spuntino con una buonissima crostata o perché no un tipico pranzo valtellinese il tutto all’accogliente Agriturismo Gaggi    www.agriturismogaggi.it   ITINERARIO ALBOSAGGIA-LAGO CASERA Percorso indicato solamente per cavalli e cavalieri con un ottimo allenamento. Si percorre la strada che raggiunge i Campelli di Albosaggia, da qui si intraprende una comoda mulattiera carrozzabile che ci accompagnerà fino alla nostra meta. Si tratta del percorso più completo dove è possibile vedere tutte le tipologie di terreni che il parco delle Orobie Valtellinesi offre. Una volta giunti in cima è possibile ammirare il Monte Disgrazia e il gruppo del Bernina. Presso il lago, consigliamo la prenotazione, è possibile effettuare un pranzo e assaggiare i formaggi prodotti nell’alpeggio circostante presso l’agriturismo Stella Orobica. www.stellaorobica.com   EQUITAZIONE IN VALMALENCO Equitazione Alpina ha sede nel cuore del Parco delle Orobie, in Albosaggia. Novità della prossima estate, dalla fine di giugno ai primi di settembre, Equitazione Alpina si trasferisce in Valmalenco, in località Sabbionaccio a San Giuseppe. Diversi sono gli itinerari proposti. Dalle semplici escursioni di un’ora o poche ore per i principianti alle uscite giornaliere che permettono di raggiungere la magica conca dell’Alpe Palù, accompagnati da un ottimo pranzo valtellinese, presso il Rifugio Lago Palù oppure all’agriturismo Malga Rundai. Ulteriore novità sono le possibili uscite in carrozza trainate dai cavalli, dove ci si lascia trasportare comodamente per apprezzare ancora di più la natura circostante.     CONTATTI Simone Accompagnatore certificato SEF-Italia – C.O.N.I. Sito internet: http://www.equitazionealpina.it/info@equitazionealpina.it348-2821009   Via CarasalliAlbosaggia 23010Sondrio  

Riserva naturale delle Piramidi di Postalesio

Il fenomeno delle "Piramidi di erosione", localmente chiamate "Pilun", si manifesta solo in concomitanza e in combinazione di una serie di fattori geologici, ambientali e climatici particolari.

Casa Parravicini

  La casa cinquecentesca si trova nel centro storico di Castione, in prossimità della chiesa di S. Martino, ed è circondata da un ampio giardino. È caratterizzato da un impianto architettonico ad U, che racchiude una corte in acciottolato policromo, cui si accede attraverso un bel viale alberato. Ha forme sobrie ed eleganti, tipica dei palazzi nobiliari dell'epoca. Un austero portale in pietra si apre nella facciata principale, affiancato da due piccole finestrelle quadrate con davanzali in pietra lavorata. Sopra a queste si trova un doppio allineamento di finestre che si sviluppano su due piani. I serramenti ancora presenti sono quelli originari. Sul fianco settentrionale, in parte interrato, si vedono due aperture circolari (oculi) corrispondenti al vano scale. All'interno i proprietari hanno mantenuto la tipologia e l'uso originari senza stravolgere l'antica distribuzione dei locali: i pavimenti sono in pietra a grandi lastre o in assi di legno, i soffitti sono voltati a crociera, in alcuni casi decorati con stucchi o affreschi decorativi. Al primo piano si trova una bellissima stüa rivestita in legno e finemente decorata, con un'elegante «pigna» in maiolica che viene caricata dal locale attiguo. Di notevole interesse è anche la scala in marmo bianco con colonnine lavorate, che collega i diversi piani. All'interno si trovano gli arredi originari, così come anche le porte interne ed i serramenti, con i chiavistelli originali. Completamente circondata da un vasto giardino all'italiana e da un bosco, la Casa Parravicini è uno dei pochi esempi in Valtellina di palazzo nobiliare, in cui l'adeguamento dei locali per l'uso d'abitazione e la realizzazione di servizi e bagni interni non hanno stravolto la struttura architettonica originaria.

Il Sentiero del Viandante a Varenna

Trekking da Varenna lungo il Sentiero del Viandante, alla scoperta dell'antica via di comunicazione fra il lago e la Valtellina.

Ski Area Livigno

No alla noia nella ski area più grande della Lombardia, con 115 km di piste e Snowpark frequentati da atleti internazionali.

Gravedona

Benvenuti a Gravedona uno dei centri storico-religiosi più importanti dell'Alto Lario.
Lungolago e Centro di Gravedona

Alta via della Valmalenco

Valmalenco

Museo dell'Homo Salvadego

A due passi dalla Chiesa Parrocchiale di Sacco in Valgerola, un antico edificio, sino a non molti anni fa adibito a stalla e fienile, ospita il Museo dell’Homo Salvadego. Al primo piano, da una porta sormontata da un cartiglio con scritta beneaugurante e la SS. Trinità, si accede alla deliziosa “Camera Picta”. Le pareti interne sono dipinte con decorazioni a stampino, motivi floreali e cartigli con scritte in caratteri gotici, parte in volgare e parte in latino, che riportano proverbi e motti moraleggianti. Non mancano parti figurative: su una parete un riquadro con la Pietà e S. Antonio Abate. Ai lati della porta d’ingresso, da una parte un arciere pronto a scoccare il proprio dardo, dall’altra un personaggio dal corpo peloso e dalla barba fluente. Ostentando un nodoso bastone svela la propria identità tramite un cartiglio posto a mo’ di fumetto: “Ego sonto un homo salvadego per natura, chi me ofende ge fo pagura”. È questa una delle più belle immagini, finora documentate, dell’Homo Salvadego. Un personaggio che non è solo un fenomeno locale, ma è un vero e proprio simbolo della cultura contadina alpina. Gli affreschi, datati 18 maggio 1464, sono opera dei maestri “Batestinus e Simon”, forse dei Baschenis di Averara, famiglia di pittori itineranti. Del committente si conosce solo il nome: Agostinus De Zugnonibus. L’ipotesi più plausibile è che fosse notaio; certamente era persona dotata di disponibilità economica e buona cultura. Al piano superiore trovano posto alcuni pannelli espositivi che evidenziano la diffusione, nel contesto alpino, di esempi architettonici, pittorici e di altre forme espressive, analoghi a quello di Sacco. Inoltre, dal 1988 l’immobile è di proprietà della Comunità Montana Valtellina di Morbegno che ne ha curato il restauro e la trasformazione in museo specialistico.
museo homo salvadego

Chiesa della Madonna Addolorata

La chiesa fu eretta tra il 1750 e il 1754 su progetto del capomastro Giacomo Cometti e dal figlio Giovan Battista, originari del Canton Ticino, due architetti particolarmente apprezzati e molto attivi nella Valtellina di quell’epoca: Giacomo Cometti diresse anche i cantieri della chiesa collegiata di Sondrio.   Il piccolo edificio ha alle spalle la piazza di Santa Maria Maddalena e l'antico nucleo abitato conservatosi quasi integro. L' interno della chiesa è di piccole dimensioni con un solo altare coperto da un pregevole paliotto in seta ricamata con l'effige dell'Addolorata (sec. XVIII). Sulla parete di fondo si innalza una ricca cornice in legno intagliato, dipinto e dorato con sette rilievi raffiguranti Episodi della vita di Cristo e della Vergine (sec. XVIII). Opera particolarmente significativa è la pala dell'altare, la Madonna Addolorata con il cuore trafitto da sette spade e, inginocchiati ai suoi piedi San Francesco di Paola, Maria Maddalena e San Vincenzo Ferreri, opera di Vittoria Ligari, pittrice figlia del più noto Pietro Ligari, firmata e datata 1756. La storia della realizzazione di questa pala è alquanto tortuosa. La commissione era stata inizialmente fatta dal parroco di Lanzada Pier Angelo Mottalini al pittore Cesare Ligari, figlio di Pietro che era nipote dello stesso don Mottalini. In realtà l’assegnazione dell’incarico, dopo una lunga e faticosa trattativa che non trovò esito per motivi economici, fu infine dato alla sorella di Cesare, Vittoria, anch’essa pittrice, che realizzò l’opera per un prezzo più basso. Anche se il pagamento venne poi saldato al fratello Cesare, come era uso a quell’epoca in cui le donne non disponevano di alcuna autonomia personale, né tanto meno economica. L'opera è stata oggetto di un recente restauro (2008). La chiesa conserva inoltre altri pregevoli dipinti su tela, arredi lignei e arredi sacri quasi tutti databili XVIII secolo.   Fonte: Ecomuseo della Valmalenco

Viaggio all'interno della miniera Bagnada

Comune di Lanzada (SO)

Nucleo rurale di Tresivio

Frazione S. Antonio