- Arte e Cultura
Il valore delle cose fra medioevo ed età moderna
Nel suo ultimo libro — "Seconda mano. Il valore delle cose fra medioevo ed età moderna" (Salerno Editrice, 2025) — lo storico Giacomo Todeschini ci mostra come fra Tre e Cinquecento il commercio di seconda mano diventi un aspetto fondamentale dell'ordine socioeconomico europeo: la gamma dei beni commerciabili si dilata fino a comprendere tutto ciò che ha anche solo una minima utilità immaginabile, con prezzi e valori quanto mai relativi e negoziabili.
I protagonisti di questa gestione dell'usato — rigattieri, artigiani, dettaglianti — sono figure socialmente ed economicamente ambigue, la cui presenza nel gioco degli scambi, benché sempre più importante, appare inquietante e controversa.
Un libro che dimostra, ancora una volta, quanto il Medioevo non sia un passato archiviato ma la radice viva e spesso irriconosciuta del presente economico.
"Seconda mano. Il valore delle cose fra medioevo ed età moderna" verrà presentato al Collegio Ghislieri lunedì 20 aprile (Aula Bernardi, ore 18) nell'ambito del ciclo di conferenze "I Lunedì della Storia" (a cura di Matteo Di Tullio e Francesco Torchiani).
Dialogheranno con l'autore Paolo Evangelisti e Michele Spadaccini.