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Corni di Canzo
Nel Triangolo Lariano, i Corni di Canzo sono uno dei profili montuosi più riconoscibili del territorio. Le tre cime rocciose si alzano tra il ramo orientale del Lago di Como, la Val Ravella e il versante di Valmadrera, disegnando una sagoma netta che si individua facilmente anche da lontano.
Il loro fascino sta proprio nella forma: tre “corni” calcarei che emergono sopra boschi, prati e pendii erbosi, alternando pareti rocciose e tratti più dolci. I Corni fanno parte di un complesso montuoso che, per la sua conformazione isolata rispetto ai rilievi circostanti, viene chiamato anche “Isola senza Nome”. Il paesaggio è tipicamente prealpino, con un mosaico di boschi, pareti calcaree, pascoli e praterie che rende la zona molto varia dal punto di vista naturalistico e scenografico.
I Corni possono essere raggiunti da vari itinerari. Sul versante comasco del Lago di Como, una delle vie più frequentate parte da Gajum, nel comune di Canzo, e segue il Sentiero Geologico della Val Ravella fino alla località Terz’Alpe. Sul versante lecchese, invece, si può salire da Valmadrera verso l’Alpe di Pianezzo e il Rifugio SEV, punto panoramico ai piedi dei Corni.
Lungo il cammino, lo scenario cambia spesso: si attraversano boschi, tratti aperti, rocce affioranti e punti panoramici che guardano verso il Lago di Como, le Grigne, Lecco e la Brianza. Il Rifugio SEV, a quota 1.276 metri, è uno dei punti di appoggio più noti della zona e offre una vista ampia sul panorama circostante.
Oltre all’aspetto escursionistico, i Corni di Canzo sono interessanti anche per la loro storia geologica:le rocce dell'area conservano tracce di un paesaggio che un tempo era occupato dal mare, poi modellato nei millenni da sollevamenti, erosione e fenomeni glaciali. Il Sentiero Geologico “Giorgio Achermann”, nella Foresta Regionale Corni di Canzo, permette di osservare rocce, massi erratici, marmitte dei giganti e sorgenti petrificanti: ambienti in cui l’acqua, ricca di calcare, deposita minerali su rocce, muschi e vegetazione, creando incrostazioni che sembrano “pietrificare” ciò che incontrano. Lungo il percorso, i pannelli informativi aiutano a riconoscere e comprendere questi fenomeni.
In estate, i Corni di Canzo sono una tappa consigliata per chi cerca un’escursione dal forte impatto paesaggistico, con sentieri di diversa difficoltà e scorci sempre diversi. Le tre vette rocciose rappresentano uno di quei tesori naturali che sorprendono per la particolarità della loro forma, che rende immediatamente riconoscibile il profilo del Triangolo Lariano.