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MTB-Ponte, Val Fontana

Ponte stazione, San Rocco, Sant’Antonio, Piano dei Cavalli, Alpe Campiascio - ritorno a Ponte stazione

Casa Negri

L'edificio, situato nel centro storico di Berbenno, adiacente al Municipio, è stato ristrutturato secondo i canoni tipici dei palazzetti del XVI secolo, mantenendo ben poco dell'originale struttura conventuale. Di discrete dimensioni, presenta una forma ad U con orientamento a sud, per una migliore esposizione al sole. Si accede dalla piazza del Municipio: un porticato a volta porta ad una corte interna, sulla quale si affacciano tutti i servizi: le cantine, l'accesso ai piani alti, il giardino, le stalle e le scuderie, il forno. Il palazzetto costituisce quindi una sorta di piccolo nucleo racchiuso, ben distribuito intorno alla corte, dove la pavimentazione in acciottolato era studiata con un sistema di scolo per le acque piovane. Gli appartamenti ai piani alti sono stati completamente restaurati, perdendo l'aspetto e la distribuzione originale, anche se al primo piano sono stati mantenuti i soffitti originali a cassettoni con intarsi di buona fattura. L'edificio si presenta in buono stato di conservazione, grazie agli interventi che hanno in parte mantenuto i caratteri architettonici originari. Presenta ancora tracce di decorazioni a fresco, sulle pareti del loggiato, che necessita di alcuni interventi di consolidamento dell'intonaco nella volta.

Casa Ranzetti

Il palazzo, fatto edificare nel XVI secolo dalla famiglia Ranzetti, è uno dei pochi edifici nobiliari presenti nella frazione di Polaggia, insediamento prevalentemente rurale. Si trova in prossimità della chiesa di S. Abbondio e presenta una tipologia tipica delle dimore signorili rinascimentali, dall'impianto ad U, seppur semplificato nelle linee e nelle finiture. Presenta un bel portale d'ingresso attraverso cui è possibile accedere ad una scalinata rivestita in pietra con soffitti votati a crociera; al primo piano e al secondo si trovano due loggiati con colonnine in pietra, che si aprono sulla corte d'ingresso al palazzo. Due ali laterali delimitano il cortile, dove si trovano le abitazioni, oggi utilizzate stagionalmente. I due corpi laterali non sono tra loro paralleli ma sono svasati, permettendo un maggior soleggiamento dei locali interni. Al piano terreno vi erano cantine e spazi adibiti alla conservazione ed alla lavorazione del vino e dei prodotti tradizionali. Ai due piani superiori erano i locali per la residenza. Al primo piano dell'ala est era ubicato un grande salone. L'impianto strutturale dell'edificio è stato mantenuto, mentre i diversi interventi di manutenzione hanno modificato le strutture orizzontali (pavimenti e soffitti) e gli infissi. La copertura del tetto si presenta in buono stato di conservazione, in corrispondenza del loggiato e della porzione ovest, mentre nella parte corrispondente al corpo est la copertura si trova in stato di degrado e necessita di interventi di manutenzione e isolamento. Le strutture murarie esterne si presentano in buono stato di conservazione, ma si sono verificati alcuni distacchi di intonaco. In corrispondenza del prospetto ovest è possibile il collegamento con giardino pensile attraverso cui anticamente si accedeva alle retrostanti vigne.

Casa Parravicini

L'edificio è posto al limitare della farzione Crotti, nella parte alta del territorio di Berbenno, lungo il torrente Finale. Era il palazzo di abitazione della famiglia Parravicini, antica famiglia nobiliare valtellinese, come dimostra lo stemma affrescato sulla parete che si affaccia sulla corte interna. In corrispondenza del grande camino nel salone principale, al primo piano vi è un altro stemma in pietra lavorata. La tipologia che caratterizza il palazzo è a L e si differenzia per la presenza di una piccola torretta-colombaia posta sul lato sud dell'edificio. La finitura esterna delle murature lungo il prospetto sud ed ovest sono in intonaco civile strollato e alterano l'aspetto originario dell'edificio. L'interno è stato di recente restaurato, con il rifacimento totale del tetto e delle solette e dei pavimenti. Gli attuali proprietari hanno saputo riqualificare e rivalutare l'edificio, mantenendo le volte ad ombrello e a crociera presenti nelle sale interne. Anticamente vi era una cappelletta privata utilizzata dalla famiglia, ora non più mantenuta ed utilizzata come locale tecnico. Le cantine, la tinaia, i locali per la conservazione degli alimenti e i locali di servizio, si trovano al piano terreno con accesso dalla sottostante strada. I locali di abitazione si trovano ai piani superiori. A questi si accede tramite una doppia scala che corre lungo le facciate della corte interna. L'edificio è stato recentemente restaurato e si trova in buono stato di conservazione.

Casa Piccioli

L'edificio dalle belle proporzioni è situato all'inizio del paese, nel centro storico di Berbenno. È caratterizzato dalla presenza di una corte aperta cintata da alte mura in pietra a vista merlate, con portale d'ingresso ad arco in pietra. Anticamente era un convento di frati ed è caratterizzato da saloni a volta affrescati e da un locale rivestito in legno. Di impianto ancora medievale, ha subito modifiche nel corso dei secoli, soprattutto nella parte alta (XVI secolo). L'edificio si distingue prevalentemente per la presenza di decorazioni sulla facciata, realizzate con al tecnica dell'affresco e del graffito, che definiscono le cornici delle finestre, con motivi geometrici e floreali, di stampo cinquecentesco. Vi sono inoltre degli oculi in corrispondenza del sottotetto, anch'essi caratterizzati da decorazioni a graffito. Con la stessa tecnica sono stati realizzati i conci ad angolo e le fasce marcapiano. Anticamente le decorazioni rivestivano completamente la facciata, ma ora sono solo parzialmente leggibili per il dilavamento dovuto agli agenti atmosferici. Le strutture orizzontali interne e le scale sono state interamente rifatte, alterando la tipologia originaria e il sistema distributivo dei locali interni. Fortunatamente le strutture verticali esterne sono rimaste inalterate, rendendo possibile la lettura della struttura. In corrispondenza del prospetto est sono state realizzate nuove aperture, mentre sul lato sud è tuttora in corso un ampliamento che ha alterato la proporzione e la visione di insieme dell'edificio. L'edificio necessita di un intervento di recupero e restauro conservativo delle pareti esterne dipinte. Gli interni sono ormai compromessi.

Torre di Mancapane

Posta a mezza costa, in posizione dominante sulla Valle e su Sondrio, è probabile che avesse compiti di guardia e di segnalazione.

Ti racconto Sondrio

La città si racconta attraverso l'unicità dei suoi luoghi storici
Ti racconto Sondrio - Scarpatetti

Il selvaggio Pizzo di Rodes

Il pizzo di Rodes, con i suoi 2.829 metri e la posizione decentrata si propone come una delle vette più avvincenti e suggestive da raggiungere, grazie allo splendido panorama valtellinese che rimane ai suoi piedi. È infatti poco a nord del confine tra le province di Bergamo e Sondrio, in mezzo alle più alte vette delle Orobie. Dopo aver messo gli sci ai piedi seguiamo la strada che ci condurrà al Pizzo di Rodes. Il sentiero alterna tratti immersi in suggestivi boschi di abeti rossi a tratti con pascoli e viste spettacolari, come Punta Santo Stefano o Pizzo del Diavolo e Diavolino. In alcuni punti il tracciato diventa particolarmente ripido e tecnico, soprattutto in prossimità della cima del Pizzo, ed obbliga quindi a procedere a zigzag tra le rocce e gli arbusti. Una volta a destinazione il panorama si apre a 360° intorno a noi e regala emozioni indimenticabili. Dopo una foto di rito è giunto il momento di gustarsi la lunghissima discesa, che preannuncia una grandiosa sciata sulla fresca neve nord orobica.
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Orobie per tutte le stagioni

Visita il Parco delle Orobie: la più grande area ad elevata naturalità tra i parchi regionali lombardi.
Orobie: le montagne da vivere tutto l’anno

Passo San Marco

Un valico dalla lunga storia, legata alla via Priula e ai traffici commerciali con i territori controllati dai Grigioni
Passo San Marco - Valtellina turismo - Lombardia - ph: Juri Baruffaldi

Valmorta, un paesaggio grandioso e solitario

Itinerario in Valmorta, nella provincia di Bergamo
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La Via dei Terrazzamenti

70 chilometri, da Morbegno a Tirano, da percorrere a piedi o in bicicletta. In mezzo alla natura, ai vigneti, alla storia e all’arte