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Legnone, Pizzo Tre Signori e Valvarrone

where
Dove
Introzzo (LC)

La Valvarrone, attraversata dal torrente Varrone, è la parte più aspra e suggestiva della sponda orientale del Lario.

 

Abbracciata dai monti Legnone e Legnoncino, questa stretta valle offre un ambiente naturale ricco dal punto di vista della vegetazione e della fauna; sulle vette si aprono paesaggi e panorami unici sul Lago di Como e sulle Alpi. I paesi della valle sono un ottimo punto di partenza per facili escursioni lungo le antiche strade militari e attraverso pascoli e boschi di larici con angoli naturali di particolare bellezza da cui si godono splendide vedute.

Sui sentieri della Grande Guerra
Un interessante trekking tra natura e storia è l’itinerario che si snoda lungo il tratto della Linea Cadorna che percorre questa valle. Un cammino che racchiude al suo interno un patrimonio storico rilevante che porterà gli escursionisti a scoprire, lungo le pendici del Legnoncino, postazioni fisse per mitragliatrici, osservatori militari, camminamenti, gallerie e trincee che si estendono in piano coprendo tutto il versante settentrionale del monte. Un’altra escursione di circa 2 ore e mezza, adatta a tutti, è il sentiero che sale al rifugio Griera partendo da Pagnona, comune dell’alta Valvarrone.

Trekking sul “tetto” della valle
Da Premana, seguendo per un tratto il fiume Varrone, si può iniziare un cammino di circa 4 ore per arrivare prima al rifugio Casera Vecchia e poi proseguire fino al rifugio Santa Rita a 2000 metri di quota. Da qui parte un tracciato impegnativo adatto a chi ha buone gambe e una discreta preparazione fisica, con tratti attrezzati, fino alla Bocchetta di Piazzocco e al Pizzo Tre Signori. Sempre da Premana parte il sentiero per i laghetti di Deleguaggio. Occorrono 2 ore per arrivare all’Alpe e da qui un’altra ora di cammino per giungere al Lago Inferiore. La bella conca del Lago Superiore richiede ancora 30 minuti di cammino. Da qui si può proseguire fino alla cima del Pizzo Alto dal quale si può vedere la Valvarrone e la Valsassina, la dorsale orobica - in particolare il Pizzo Rotondo e il Pizzo dei Tre Signori -, la Valtellina e le granitiche cime della Val Masino, oltre al Monte Legnone, la Mesolcina meridionale e sullo sfondo il Gruppo del Rosa.

In sella tra borghi e boschi
Un itinerario sicuramente degno di nota è l’anello che da Dervio porta ad attraversare i borghi della Valvarrone, continuare nei boschi fino a Pagnona e giungere a Premana, dove, dopo l’ultima impegnativa salita verso il Colle di Piazzo, inizia la discesa verso la Valsassina in direzione Taceno, Bellano e con arrivo di nuovo a Dervio. Il giro è lungo 45 chilometri. Altro itinerario interessante è quello che parte da Vestreno, costeggia il bacino d’acqua della centrale elettrica di Dervio e raggiunge il santuario della Madonna di Bondo. Da qui si pedala sino alle località dei monti di Dorio, in mezzo a verdi boschi ricchi di castagne e funghi, toccando Vezzee Sparesee con belle vedute sul lago per poi scendere sino a Posallo di Colico. I più esperti e spericolati amanti del freeride possono invece percorrere la spettacolare discesa da Giumello a Dervio, oppure quella che si addentra nella selvaggia Val Marcia per arrivare fino al Lago di Losa. Sono sentieri che presentano discese difficili e pendenze molto accentuate. Nei casi citati sono necessarie biciclette adatte al downhill e protezioni. Si suggerisce di intraprendere l’escursione con una guida di mountain bike. Coloro che, invece, sono a corto di preparazione, possono noleggiare biciclette con pedalata assistita a Premana e percorrere i sentieri verso l’Alpe Campo e Alpe Premaniga.

 

5 motivi per...

1. Sport. La terrazza naturale del Monte Giumello, punto di decollo per fantastici voli in parapendio, è raggiungibile dopo aver oltrepassato le frazioni di Indovero e Narro.

2. Storia. In località Mai, sopra Dervio, sorgono alcuni ruderi ancora conservati del Castelvedro, fortificazione medioevale del V-VI secolo. Abbarbicato su una rupe si trova invece il Castello di Orezia, di cui attualmente rimane un torrione ancora in buono stato.

3. Tempo libero. Nelle acque pulite del Varrone è possibile pescare trote. I pescatori si possono anche cimentare in gare di pesca, organizzate dalle locali associazioni, che provvedono al ripopolamento del fiume.

4. Enogastronomia. Sulle tavole dei rifugi si possono gustare piatti genuini e tipici: dalla selvaggina locale agli squisiti funghi porcini conditi con l’olio d’oliva del Lario. In alternativa si può scegliere un bel piatto di polenta taragna con i gustosi formaggi degli alpeggi.

5. Shopping. La storia di Premana è da sempre legatam al ferro, un materiale che ha fatto la fortuna dei suoi abitanti tanto da portare Premana ad eccellere, a livello mondiale, nel mercato produttivo degli articoli da taglio. Entrare in una coltelleria del borgo significa riscoprire il fascino dell’artigianato.

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