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Il Parco Val Sanagra
Ampio polmone verde alle porte di Menaggio
Appena sopra l’abitato di Menaggio si trova lo splendido Parco Val Sanagra.
Un ambiente fatto di mosaici di boschi, praterie e alpeggi, scavato dal fiume Sanagra e modellato dai ghiacci dell’ultima glaciazione; un’urbanizzazione non eccessiva e comunque rispettosa del territorio. Ecco come si presenta oggi la Val Sanagra, splendida vallata del Lario occidentale incastonata nel cuore delle Alpi Lepontine, saggiamente conservata dai suoi abitanti.
L’ urbanizzazione contenuta, l’ambiente selvaggio, la presenza di specie vegetali rare o endemiche, unite a un microclima particolare, fanno di questa zona uno dei territori più interessanti in ambito lariano.
Il successo della conservazione di questa valle è anche il frutto di “un’eredità” tramandata da generazione in generazione e dovuta soprattutto alle necessità primarie dell’uomo.
L’ uomo si stabilì qui inizialmente per la pastorizia ed infatti i primi stanziamenti stagionali erano legati all’allevamento ed allo sfruttamento dei boschi.
Solo più tardi gli insediamenti divennero permanenti e si crearono le prime attività di tipo artigianale e pre-industriale, legate principalmente allo sfruttamento energetico dell’elemento centrale e modellatore della Valle: il torrente Sanagra.
Il percorso ad anello lungo il fiume Sanagra
Nel Parco sono tracciati numerosi percorsi. Tra i più scenografici, un itinerario ad anello parte da Menaggio, attraversa Loveno e raggiunge Piamuro, uno degli accessi alla valle. Da qui scende verso il Sanagra in località Mulino della Valle e ne segue a lungo il corso, passando dalla Fornace Galli, dalla Vecchia Chioderia e dal Mulino Carliseppi. Il cammino alterna boschi, antichi ponti in pietra e luoghi che raccontano l'importanza dell'acqua per le attività produttive della zona nei secoli scorsi, seguendo il torrente mentre si restringe tra le rocce e attraversa gli ambienti più raccolti del fondovalle.
Nei punti più aperti e facilmente accessibili, piccoli slarghi di sassi levigati lungo il Sanagra si trasformano in comode terrazze naturali dove fermarsi all'ombra, riposare e trascorrere qualche momento vicino all'acqua. Quando la portata è contenuta, nei tratti più tranquilli queste piccole rive diventano il posto ideale per una sosta rinfrescante: ci si può sedere sui sassi, immergere i piedi nell'acqua fresca e lasciarsi cullare dal suono del torrente, prestando sempre attenzione alle rocce bagnate.
Superato il caratteristico ponte a schiena d’asino nei pressi del Mulino Carliseppi, il sentiero prosegue verso il Sass Corbée, grande monolito che segna uno dei passaggi più suggestivi dell’itinerario. Oltre questo punto, il tracciato diventa più stretto ed esposto e richiede maggiore cautela, prima di risalire verso Barna e rientrare a Piamuro e Menaggio.
L’anello completo misura circa 10 chilometri, richiede tre ore e mezza ed è classificato di difficoltà intermedia. In estate, si propone come una “spiaggia itinerante” caratterizzata da angoli acquatici da riscoprire lungo il percorso.
Un altro percorso caratteristico è quello che attraversa la località di Codogna, sede di dimore signorili, e conduce al Rogolone, grande quercia secolare.
Presso la Villa Camozzi, sempre a Codogna, si trova invece il Museo Etnografico Naturalistico della Val Sanagra con sale dedicate alla flora, alla fauna e ai fossili del Parco; la vecchia ferrovia Menaggio-Porlezza.