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Vista di Grosio

Chiesa di Sant'Antonio Abate

Edificata sul dosso ad oriente dei resti del Castello Grumello, è ampia e molto alta, con linee architettoniche molto sobrie. Esternamente è priva di intonaco, salvo nella parte absidiale. La facciata termina in alto con un timpano triangolare, è tripartita verticalmente da paraste, la ingentilisce un protiro retto esternamente da esili colonne di granito. L'interno,  a una sola navata, ampio e armonioso, comprende tre campate separate da lesene, terminanti con eleganti capitelli in stucco. Sulla volta vi sono tre medaglioni con cornici in stucco ove sono rappresentati episodi della viat del Santo. Sulla parete della prima campata sono appese due grandi tele molto sciupate, di scarso pregio. La cappella di sinistra è la più ricca della chiesa, tutta adorna di stucchi di buona fattura, i quali sulla volta e sulle pareti laterali incorniciano degli affreschi. L'altra cappella, semplicemente imbiancata e adorna di una cornice in stucco lungo l'arco di accesso, come la precedente, ha una bella balaustra in pietra del secolo XVIII e sull'altare una tela raffigurante S. Lucia, S. Agata e S. Apollonia. L'altare maggiore è sormontato da una tela del 1600 raffigurante S. Antonio preso dalle tentazioni.  Fonte: Chiese censite dalla Comunità Montana Valtellina di Sondrio

Chiesa di San Lorenzo

La piccola chiesa della frazione è intitolata ai Santi Lorenzo e Stefano. Risulta, dai documenti d’archivio, che era stata benedetta già nel 1680.   Troviamo una citazione nel ‘700: Oratorium S. Laurentii de Briottis sub Paraetia Satii in montibus […] est in vico dicto de Briotti Porta ipsius occidentem aspicit, est structurae non inelegantis sub fornice dealbato, Habet altare in omnibus ad praescripta et decenter ornatum cum reliquia Sancti Laurentii. (L’oratorio di San Lorenzo a Briotti, sotto la parrocchia di Sazzo, sui monti […] è in un villaggio detto Briotti. La porta del medesimo guarda a occidente, è di struttura elegante – non inelegante – sotto una volta imbiancata. Ha l’altare secondo le prescrizioni in ogni suo aspetto decentemente ornato con la reliquia di San Lorenzo).  Godeva di entrate in denaro, grano, fieno e formaggio. Suppellettili e paramenti non erano ricchissimi, né per quantità, né per qualità: le suppellettili in ottone o in legno,  quattro pianete e la necessaria biancheria. La semplice facciata a capanna mostra le effigi dei due santi titolari che affiancano la Vergine posta al centro. Apprezzabile elemento decorativo è l’architrave spezzato che si completa in due piccole volute. Il portale reca la data 1732. Fonte: Parrocchia di Ponte in Valtellina

Chiesa di Sant'Abbondio

La chiesa parrocchiale di Polaggia ha facciata scandita da colonne, conclusa da un frontone triangolare sporgente; al centro l’affresco circolare al posto dell’originario rosone; nelle nicchie le statue di Sant’ Abbondio e San Gaetano.   Testimonianza del precedente edificio è il portalino laterale datato 1607.La pala d’altare, realizzata da Cesare Ligari nel 1749, descrive la Vergine con Cristo deposto tra i santi Abbondio e Gregorio. Una fontanella in pietra rallegra il sagrato e ci orienta al portico che introduce al vicolo della Marchionna, dove ferveva un tempo un laboratorio di falegname.L’ edificio annerito e abbandonato conserva sulla facciata un mirabile affresco datato 1718. Si ravvisa la Vergine Immacolata in veste bianca e abito azzurro con il piede nudo sopra il serpente e la falce di luna; è affiancata da san Giovanni Battista e da un santo pellegrino.Scendendo lungo un viottolo acciottolato si fiancheggia una nobile dimora che offre un bel portale d’ingresso in pietra con motivi incisi sui capitelli e sui piedritti e un grazioso balconcino ringhierato a riccioli.Una scalinata a pianerottolo si collega in fondo con un’edicola settecentesca che ripropone la figura dell’Immacolata in vaporoso manto blu sul vestito candido, i capelli lunghi sciolti lungo le spalle; si nascondono tra le nuvole piccoli angeli con gigli e rose. Fonte: Itinerari tra storia e arte, Comunità Valtellina di Sondrio

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Chiesa di San Lorenzo

La chiesa titolare di San Lorenzo presenta una faciata con la parte centrale arcuata e sopraelevata dalla copertura, struttura muraria intonacata e ingresso con decori a rilievo.   Sulla facciata risalta una finestra trilobata. Il campanile con copertura a cipollone si erge sulla parete orientata a nord. L'interno della chiesa ha copertura a botte, e la pianta è a croce latina con due cappelle laterali. La cappella di destra, decorata con stucchi seicenteschi, è dedicata alla Madonna del Rosario e mostra affreschi sulla vita della Madonna e una pala dedicata alla stessa del pittore Caresana. All'ingresso, in una rientranza del muro, è collocata la Vasca Battesimale con copertura lignea proveniente dalla chiesa di San Matteo in Valmadre.Sempre all'ingresso, sui due lati, si trovano due confessionali lignei. Prima del presbiterio vi sono due medaglioni affrescati che raffigurano San Lorenzo e Sant'Andrea, balaustre in marmo policromo dividono l'aula del presbiterio. Lungo l'abside corrono gli stalli del coro riccamente intagliati e lavorati, e sulla parete è collocata una tela raffigurante la gloria del Santo Patrono.La cappella feriale, con volta a botte, ospita una tela del Rosario proveniente dalal chiesa di San Matteo in Valmadre, una tela detta "della Pentecoste" e un crocifisso ligneo seicentesco di notevoli dimensioni.  Fonte: Chiese censite dalla Comunità Montana Valtellina di Sondrio

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Chiesa della Madonna della Pace

La chiesa della Madonna della Pace sorge all’Alpe Prabello, in posizione isolata e dominante, sulla sommità di un rilievo roccioso, situato al centro dell’area prativa pianeggiante.   Ha il fronte orientato a nord – est, rivolto al nucleo edificato. Il sagrato, delimitato dai fianchi rocciosi del promontorio, non è morfologicamente definito.La facciata è a capanna, delimitata dall’aggetto della struttura di copertura del timpano con gronde piane, ed è coronata in colmo da un baldacchino ligneo. Il portale è ad arco a sesto acuto strombato, con cancellata in ferro a due battenti, aggiunta a due battenti in larice, sormontati da un soprapporta su cui è scritto: Maria Regina della Pace – 1919.Gli sguinci esterni sono in pietra con giunti stilati, come tutte le murature, e l’arco è evidenziato per la disposizione più regolare delle pietre, sistemate in senso strutturale, e la stilatura in rilievo. Allo stesso modo è incorniciata la falsa finestra circolare posta in prossimità del timpano. I fronti laterali sono caratterizzati dai volumi dei corpi della sagrestia e di un vano accessorio, con i tetti a due falde disposti trasversalmente a quello della navata.L’ interno è a pianta rettangolare con abside poligonale. Il presbiterio e la navata sono delimitati da un arco a sesto acuto che interrompe il soffitto, in listoni di abete pitturato, inclinato come le falde del tetto a capanna. Sulla parete destra della navata sono riportate due rappresentazioni pittoriche policrome rappresentanti rispettivamente Il Pastore e S. Antonio Abate. Con la stessa tecnica è rappresentato sulla parete sinistra Il miracolo della sorgente. Nel presbiterio si trova un’ancona in legno di cembro comprendente una nicchia con la statua della Madonna col Bambino, ed un tabernacolo intagliato da Erminio Dioli, come l’altare. Sulla parete destra si trova un quadro rappresentante una Madonna, opera del 1919 di Achille Jemoli.La chiesa fu costruita nel 1919. Nel 1929 – 31 furono aggiunti i corpi laterali e l’abside. Fu rinnovata nel 1992 – ’95 con il rifacimento del tetto e dell’intonaco esterno, e la formazione del pavimento in lastre di dorato e del portale in serizzo della Valmasino. Fonte: Censimento dei beni culturali della Comunità Montana Valtellina di Sondrio

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