• Itinerari

Verso Pian d’Erba lungo il Sentiero Botanico

Partenza/Arrivo
Da: Brienno (CO)
A: Brienno (CO)
Tipologia/Periodo
Trekking
Primavera/Estate/Autunno/Inverno
Durata/Lunghezza
3 ore
4km
Dislivello
Salita: 896m
Difficoltà
MEDIA

Snodandosi ai piedi delle Prealpi del Triangolo Lariano, questo percorso vi porterà alla scoperta del paesaggio boschivo di questa zona.

 

Anche questo itinerario fa parte del progetto InTERRACED-net che ha permesso di recuperare e valorizzare aree di interesse ambientale e paesaggistico altrimenti trascurate.

Il tracciato parte dall’abitato di Brienno, a quota 209 m s.l.m., per raggiungere la loc. Pian d’Erba, al confine con il comune di Schignano, a quota 1105 m s.l.m. Risale le pendici del versante attraversando ripide valli e collegando numerosi nuclei rurali montani, ormai da tempo abbandonati. Probabilmente in funzione della sua grande importanza e dell’impervietà del territorio in cui si sviluppa, il percorso è quasi interamente selciato e contraddistinto da importanti opere di muri a secco, fondamentali per gli attraversamenti più accidentati e i tratti più pericolosi. Il contesto ambientale è rappresentato da un versante boscoso che risale verso la colma d Binate dove dominano i boschi di carpino che, a quote superiori, vengono sostituiti dai boschi di faggio.
Il percorso proposto, comunemente chiamato Sentiero Botanico, originariamente era la mulattiera che dall’abitato di Brienno permetteva di raggiungere l’Alpe comunale in località Prà del la Curt e che oggi prosegue fino alla località Pian d’Erba attraversando la proprietà Boyle di Putifigari.

L’itinerario prende il via dalla via Regina, di fronte alla sede del comune, sull’angolo del Circolo A.C.I.S. Da qui si salgono i gradini seguendo le indicazioni della tabella direzionale CAI verso Samaina. La scalinata si snoda tra le case risalendo il versante: la giusta direzione è segnalata da segnavia rossi e bianchi con indicato il numero 1. Uscendo dalla zona abitata si incontra un primo incrocio adeguatamente segnalato e con le indicazioni per il sentiero botanico. Imboccando la direzione opposta, verso Palaina, a pochi metri si incontra l’oliveto comunale, recuperato nell’ambito di interventi promossi dall’amministrazione comunale di Brienno e dal Consorzio Forestale Lario Intelvese all’interno del PROGRAMMA DI COOPERAZIONE INTERREG V – A ITALIA SVIZZERA 2014-2020 “InTERRACED – NET - Strategie integrate e reti per la conservazione e la valorizzazione del paesaggio terrazzato transfrontaliero” (Id. 472084). Il sentiero, un selciato ben conservato, risale rapidamente il versante incontrando numerose deviazioni che conducono ai numerosi fabbricati non ancora crollati di “Giumanell” e “Salmaju”. Facendo attenzione per seguire il segnavia si arriva in prossimità della cappellina votiva di Sant’Antonio Abate. Qui si incontra un altro importante incrocio, opportunamente segnalato con tabelle direzionali CAI, dove bisogna continuare a risalire il versante imboccando la decisa salita e abbandonando la direzione dei vicini “Monti Carpina”. Il sentiero si addentra in un bosco di carpino e castagno, un ambiente decisamente forestale rispetto al precedente, anche se molto degradato per la presenza di numerosi schianti. Anche la mulattiera, ancora contraddistinta da fondo in selciato e gradini in pietra si presenta molto danneggiata, ma non per questo meno interessante. Continua la salita intervallata dall’attraversamento di numerosi valletti molto ripidi, fino ad un tratto in cui la pendenza aumenta decisamente e la mulattiera si trasforma in una massiccia scalinata in pietra sospesa nel bosco. E’ la cosi detta “Scala Santa” che conduce alla località “Costa Tuasa”, contrassegnata dalla presenza di un fabbricato completamente diroccato, che termina dopo poche decine di metri quando il sentiero spiana ed inizia un tratto quasi pianeggiante che conduce alla località “Turbola”. La località è contraddistinta dalla presenza di un complesso di fabbricati purtroppo completamente diroccati tra cui l’omonima “Sorgente Turbola”.

L’itinerario prosegue riprendendo a salire dapprima gradualmente e quindi decisamente, contemporaneamente cambia il contesto forestale, che si trasforma per la presenza sempre più dominante della faggeta. Con il cambio della tipologia di bosco aumenta decisamente la presenza di schianti e sradicamenti di intere ceppaie di piante che in alcuni casi interessano direttamente il sentiero. Con attenzione e grazie agli interventi di ripristino però non si perde la direzione fino a raggiungere la località “Pra de la Curt” dove è segnalato l’Alpe comunale ormai ridotto ad un rudere difficilmente riconoscibile. In questo ultimo tratto sono cambiate anche le caratteristiche del sentiero, non più caratterizzato dall presenza di selciato e gradini in pietra, ma da un fondo prevalentemente in terra battuta, la cui traccia in alcuni casi rischia di perdersi sotto il deposito dell’abbondante lettiera indecomposta della faggeta. Siamo all’ultimo strappo che conduce al culmine della salita fino alla loc. Pian d’Erba. Siamo giunti al termine del nostro itinerario e ci troviamo sulla dorsale che collega il Monte Comana con il Monte Binate, lungo il cui asse si sviluppa il “Sentiero delle Espressioni”. Siamo anche sulla soglia della Forestale Demaniale Valle Intelvi gestita dall’Ersaf e a circa 20 minuti di cammino dall’Agriturismo Alpe Comana dove, durante la stagione primaverile/estiva è possibile trovare ristoro.

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