• Itinerari

Sentiero del Viandante

Partenza/Arrivo
Da: Abbadia Lariana (LC)
A: Piantedo (SO)
Tipologia/Periodo
Cammini
Primavera/Estate/Autunno
Durata/Lunghezza
19h
68.30km - 5 Tappe
Dislivello
Salita: 4057m
Difficoltà
MEDIA

La sponda orientale del Lago di Como è stata interessata fin dall'antichità da una serie di sentieri che collegavano Milano ai passi alpini.

 

Nei primi decenni dell'Ottocento, l'apertura di una nuova strada militare diretta al passo dello Stelvio (realizzata tra 1817 e 1834) provocò il progressivo abbandono del precedente sistema di strade.

Solo in anni recenti è stato riscoperto il Sentiero del Viandante che corre a mezza costa sulla sponda lecchese del Lago di Como, da Abbadia Lariana a Morbegno, con alcune varianti possibili.

Si tratta di un cammino molto panoramico, che prevede tratti in salita per arrivare in quota, tratti relativamente pianeggianti, e tratti in discesa per tornare alle località sul lago. Si cammina tra boschi, alpeggi, piccoli borghi per arrivare alle località della riviera, ricche di storia e cultura.

Se lungo il cammino può essere difficoltoso trovare acqua o luoghi di ristoro, le località sul lago offrono ogni tipo di servizi, e sono in genere ben collegate con la ferrovia.

 

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1. Da Abbadia Lariana a Lierna

Inizia ad Abbadia Lariana la prima tappa del Sentiero  del Viandante, ma in futuro probabilmente il tracciato avrà un cambiamento, perchè si sta lavorando alla costruzione del tratto da Lecco ad Abbadia Lariana, seguendo un vecchio sentiero per ora assolutamente inagibile e pericoloso.

Nel primo tratto il sentiero attraversa le frazioni a monte di Abbadia Lariana. Il capoluogo deve il nome a un’abbazia benedettina già esistente nell’833 e di cui restano alcune tracce nella parrocchiale di S. Lorenzo.

Prima di Mandello del Lario il sentiero tocca la chiesa di S. Giorgio, di origini antiche (IX-X sec.), poi riformata nel XIII e all’inizio del XV sec. Contiene un ciclo di affreschi del Giudizio Universale, che riveste pareti, arco e presbiterio, assegnabile al periodo fra il 1475 e il 1485.

Il sentiero non conduce al centro di Mandello del Lario, ma segue una variante che lo aggira dall’alto toccando le frazioni Maggiana (dove si trova una torre, detta del Barbarossa) e Rongio per poi superare la cupa forra del torrente Meria.

Poi il sentiero risale a Sonvico dirigendosi al cimitero e alla cappella di S. Bernardo sul colmo di una sella a prato. 

Il Sentiero del Viandante continua in salita, sull’asfaltata Via ai Saioli. Le rocce sotto le quali si dipana sono strati di calcare, chiamato "Sasso di Olcio", utilizzati nella costruzione del Duomo di Como. Superato un punto panoramico su Olcio, si scende fra balze boschive. Si transita accanto a oliveti e alla Baita del Pino. A Galdano si ritrovano i prati. Si raggiungono l’oratorio di S. Michele e il villaggio di Sornico, con case dai portali decorati, ultimo villaggio prima di accedere alla stazione ferroviaria di Lierna.

2. Da Lierna a Vezio di Perledo

La seconda tappa del Sentiero del Viandante, da Lierna a Vezio, prevede due varianti. Un tronco ‘alto’ sale a Ortanella, l’altro "basso" prosegue sulla costiera del lago. Si riuniranno al castello di Vezio, sopra Varenna.  

Variante alta

La variante "alta" inizia appena sotto Genico, frazione di Lierna. Il sentiero avvicina l’ombrosa Valle Brentalone. Si lambisce la rupe dello Zucco della Pecora prendendo quota con un’ardita serie di serpentine. Quando il fiato inizia a mancare si è alla Croce di Brentalone. Si prosegue più facilmente nel castagneto fino a raggiungere l’Alpe Mezzedo e quindi il Piano di S. Pietro, splendido punto panoramico e punto più alto del sentiero (alt. 992), con l’omonima chiesina. 

Alla chiesa s’incontra la sterrata che proviene da Esino Lario: l’itinerario la segue costeggiando un pianoro carsico fino a imboccare, a sinistra, un sentiero che raggiunge Ortanella, una manciata di casette fra i prati. 

Il sentiero prosegue verso nord, lungo la strada sterrata e, superate le case di Guillo aggira, fra i faggi, le pendici del monte Fopp con vedute sulla conca di Esino Lario. Il sentiero torna sul versante a lago discendendo il crinale che, fra la valle del torrente Esino e la costiera del lago, arriva al colle di Vezio, frazione di Perledo, che col suo castello sovrasta Varenna.  

Variante bassa

La variante "bassa" non è meno panoramica dell’altro percorso, e prevede comunque un buon dislivello. Dalla stazione di Lierna si segue la segnaletica per uscire dall’abitato e arrivare a prendere il sentiero per l’Alpe di Coria. Si procede in mezzo al bosco, che ogni tanto si apre per offrire magnifici scorsi del lago.

Dopo la lunga salita si arriva al terrazzo di Coria (alt. 780) dove un casolare in mezzo a prati che resistono al sottobosco ricorda l’usanza degli alpeggi. Qui d’estate venivano portati gli animali al pascolo e la loro presenza teneva puliti i prati. La fine di questa attività di allevamento in alpeggio ha lasciato spazio allo sviluppo di bosco e sottobosco.

Il casolare segna il punto più alto del cammino e qui si aprono due opportunità: una bretella in salita collega il percorso della variante bassa alla variante alta, tramite la Bocchetta di Ortanella

Un sentiero in discesa nel bosco porta verso Varenna, passando dal Vallone di Vacchera, da Roslina con i ruderi di due baite, dalla Val Pietfer con il sentiero a gradini di pietra.

Ormai si è in vista della strada statale e seguendo le indicazioni si passa sopra una galleria, per ritornare poi nel bosco e passare sopra il corso del Fiumelatte.

Il sentiero continua nel bosco a mezza costa e si transita sotto il Baluardo, uno spiazzo erboso con alti cipressi per arrivare al cimitero di Varenna. Qui si può entrare in Varenna e raggiungere Vezio passando dalle strade del paese oppure dal piazzale di ingresso del cimitero risalire verso Vezio su un sentiero prima scosceso e poi più pianeggiante.  

Entrambe le varianti del percorso di questa tappa offrono scenari di grande bellezza: tratti scoperti con  viste mozzafiato sul lago e sul promontorio di Bellagio si alternano ai sentieri nei boschi e tra i prati, con vegetazione, colori e profumi che cambiano con il cambiare delle stagioni. Lungo il cammino può essere difficoltoso trovare acqua o luoghi di ristoro, quindi si consiglia di portarsi il necessario. 

3. Da Vezio di Perledo a Dervio

La terza tappa del Sentiero del Viandante è abbastanza breve e molto panoramica perché si affaccia sul bacino centrale del Lario. E’ interessante perchè si attraversano o si lambiscono borghi costieri come Bellano e Dervio,  e nuclei a mezza costa, come Perledo, Cestaglia, Regolo, con piccole chiese, cappelle e santuari, ma anche con tracce delle antiche tradizioni di lavoro.  

La tappa può avere anche inizio a Varenna, paese sulla costa facilmente raggiungibile in treno, in auto o con il battello e traghetto che collega la sponda lecchese di Varenna a Bellagio e alla sponda comasca.  

Da Varenna si sale utilizzando ripidi sentieri e stradine a scalini verso Vezio, ben riconoscibile per il Castello e il piccolo borgo che lo circonda. Su strada asfaltata e su sentiero si rimonta a Perledo passando sotto la cappella porticata del Campallo. Intorno allignano i più prolifici ulivi del Lario.  

Quindi, con un tratto su asfalto, si punta su Regoledo, frazione di Perledo. Tutto il versante, rivestito di annose piante di castagno, reca l’inquietante nome di Bosco delle Streghe. Raggiunto un culmine alla cappella Maglia, si apre una nuova visuale del lago: gran parte del suo bacino superiore, fino a Dervio.

Accanto alla cappella si diparte una mulattiera a gradoni, che conserva la struttura in acciottolato. Scende in pochi minuti alla chiesa di Santa Maria di Gittana, della quale si intravede l’alto campanile.  

In questo tratto del cammino si gode una vista magnifica sul lago, ma anche il panorama di piante e fiori non lascia indifferenti, in ogni stagione.  

Giunti sul ponte del celebre "Orrido di Bellano" si può scendere per visitare il borgo sul lago, borgo reso celebre dai libri del medico scrittore Andrea Vitali. Oppure si cammina a mezza costa tra salite e discese per arrivare al Santuario della Madonna delle Lacrime di Lezzeno, cui fanno seguito vari nuclei di mezza costa fra i quali spicca, per posizione, Oro con la chiesa di S. Gottardo, patrono dei viandanti.  

Superate le balze prative dei Ronchi, il sentiero procede sulla viva roccia, in qualche punto segnato dal secolare passaggio delle slitte. Una lunga discesa riporta al livello del lago, presso il Crotto del Céch (alt. 213), simpatico luogo di convivio, ormai alle porte di Dervio, fine tappa.  

Anche in questa tratto del cammino si consiglia di portarsi acqua e a qualche genere di prima necessità, perché i luoghi di ristoro sono solo nei paesi lungo il lago.

4. Da Dervio a Piantedo

La quarta tappa è molto varia dal punto di vista panoramico, perché si sviluppa lungo l’alto lago, poi verso il Pian di Spagna e le imboccature della Valchiavenna e della Valtellina. 

A Dervio, lasciato il lago alle spalle, si sale oltre la stazione e tra brevi salite e discese, su strade asfaltate e sentieri, si arriva al castello di Dervio, per poi scendere e costeggiare il lago per arrivare a Corenno Plinio.  

Il breve percorso offre contrasti uditivi “interessanti” perché in pochi metri si passa dal silenzio del bosco al rumore della statale che pervade l’ambiente dove si cammina: l’improvviso rumore delle automobili fa meglio apprezzare il silenzio dei sentieri.  

Le case di Corenno Plinio scendono a lago tenendosi strette temendo quasi di precipitarvi, separate da tre ‘callogge’ parallele: ripide gradinate pedonali.  La Parrocchiale dedicata a San Tommaso di Canterbury e il castello attirano l’attenzione. Quest’ultimo è un castello-recinto, cioè di ricovero della popolazione in caso di pericolo. Fu eretto fra il 1363 e il 1370.

Anche se siamo solo all’inizio del cammino Corenno Plinio merita un a sosta, soprattutto se è una giornata fuori stagione, con pochi turisti nelle stradine del borgo e sulla spiaggetta. Il percorso porta verso Dorio, paese con tutti i servizi e la stazione ferroviaria. Se non si vuole entrare in Dorio, il cammino continua verso l’antico nucleo rurale di Mandonico, sopra il paese. Il sentiero aggira a media altezza il poderoso contrafforte occidentale del Monte Legnone e dopo Mandonico inizia la salita nel castagneto, verso la piccola chiesa di S. Rocco. È un tratto di grande bellezza; stupisce la mulattiera in gradoni, selciati ‘ad arte’. 

Superata la soglia della penisola di Piona, il percorso si affaccia al vasto declivio di Colico, raggiunge alcuni ‘monti’, nuclei colonici usati dai contadini nella buona stagione, e scende al ristoro del Posallo, punto di sosta. 

Quindi ci attendono sul cammino un'altra chiesa dedicatta a S. Rocco e la breve variante, un anello (45 minuti) che sale alla Torre di Fontanedo

Questa tappa si chiude presso l’isolato santuario della Madonna di Valpozzo di Piantedo, alle porte della Valtellina.

5. Da Piantedo a Morbegno

L’ultima tappa del sentiero si sviluppa lungo il basso versante orobico della Valtellina. È il versante "in ombra", rivestito da fitti castagneti, punteggiato di abitati con vecchi rustici in pietra e legno con piccoli nuclei che governano esigui campicelli e prati da fieno. Si calcano stradelle e sentieri usati un tempo per i lavori del bosco. 

Il sentiero, con continui saliscendi, è cadenzato dai luoghi che attraversa: Piantedo, luogo di inizio tappa,Tavani, Nogheredo, Delebio, Andalo Valtellino, Rogolo, Piagno, quest’ultimo frazione di Cosio Valtellino. 

Dopo quest’ultimo villaggio il sentiero guadagna le rovine della suggestiva Abbazia di S. Pietro in Vallate, composta dalle pareti della navata, dalla bella abside e dal campanile.

Strada facendo, un secondo luogo di interesse s’incontra a Sacco, dove in un ex-fienile si trova una delle rare raffigurazioni ad affresco dell’Homo Selvadego, singolare figura che ha sempre simbolizzato il mito dell’uomo primitivo, asociale e introverso, fuggitivo e sfuggente ma non privo di una sua umanità e di una carica benefica.  

Infine il sentiero scende ripido da Sacco a Morbegno entrando nel centro storico all’altezza del Ponte vecchio sul Bitto, vigilato da una statua di S. Giovanni Nepomuceno.

Da notare che sul versante opposto della valle si sviluppa il percorso ciclabile, lungo l’Adda, da Colico a Morbegno.