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Foliage in Oltrepò Pavese: dove vedere i colori dell'autunno

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Oltrepò Pavese

L’autunno in Oltrepò Pavese arriva lentamente e trasforma il paesaggio senza mai renderlo uguale a se stesso.

In montagna sono i castagni e i faggi a cambiare colore, lungo i crinali il paesaggio si apre verso le vallate, mentre più in basso le colline vitate si accendono di giallo, arancio e rosso.

È proprio questa varietà a rendere interessante il foliage in Oltrepò Pavese: in poche decine di chilometri si passa dai castagni secolari di Bralello ai boschi del Monte Lesima, dalle faggete del Penice ai vigneti della Valle Versa, fino ai borghi medievali di Varzi, Pietragavina e Montesegale.

Il periodo, in linea generale, va da metà ottobre a metà novembre, con l'autunno che arriva prima alle quote più alte e successivamente sulle colline. Le condizioni possono però cambiare ogni anno in base a temperature e precipitazioni.

Brallo di Pregola e Bralello: il foliage dei grandi castagni

Per iniziare a scoprire il foliage dell’Alto Oltrepò si può partire da Brallo di Pregola, uno dei punti di riferimento per il trekking nell’Appennino pavese.

Dal paese, posto a circa 950 metri di quota, si raggiunge in pochi minuti la frazione di Bralello, a circa 1.000 metri. Da qui parte il Sentiero dei Briganti, che scende lungo una mulattiera verso il Bosco dei Giganti, uno dei luoghi più caratteristici dell’Oltrepò per osservare i castagni secolari. Il percorso completo fino a Fego misura circa 4,3 chilometri, con 400 metri di dislivello in salita e difficoltà media.

Nel bosco si incontrano decine di castagni monumentali, alcuni con circonferenze superiori ai cinque metri. Uno degli esemplari più imponenti raggiunge circa nove metri di circonferenza. Sono alberi che raccontano anche la storia agricola di queste montagne: per secoli la castagna è stata una risorsa alimentare fondamentale per le comunità dell’Appennino.

In autunno questo tratto del territorio offre uno dei foliage più intensi dell’Oltrepò. Il sentiero entra nel castagneto e il colore cambia progressivamente: dal verde residuo delle chiome ai gialli e ai bruni delle foglie, fino al tappeto che ricopre il sottobosco.

Dalle faggete di Brallo al Monte Lesima

Il territorio di Brallo di Pregola non si esaurisce nei castagneti di Bralello. Da qui si apre infatti uno dei sistemi montani più interessanti dell’Alto Oltrepò, che comprende il Monte Lesima, il Passo della Scaparina e il Monte Penice.

Il Monte Lesima, con i suoi 1.724 metri, è la vetta più alta dell’Appennino ligure-piemontese-pavese. La Riserva Naturale e SIC Le Torraie-Monte Lesima comprende ampie superfici di faggeta alle quote più elevate e boschi di carpino nero più in basso, alternati alle praterie del crinale.

È qui che il foliage cambia ancora aspetto. Dopo i grandi castagni di Bralello, entrando verso le quote superiori il faggio diventa uno dei protagonisti e il paesaggio assume colori più uniformi e profondi.

Il Monte Lesima è raggiungibile attraverso una rete di sentieri con diversi punti di accesso, tra cui i Piani di Lesima, la strada Brallo-Giovà, Rovaiolo Vecchio e i Piani di Cavanna.

Per chi ama alternare boschi e panorami, questa è una delle zone più interessanti dell’autunno appenninico: dalla vetta, nelle giornate limpide, lo sguardo si apre sulle vallate circostanti e può arrivare fino a distinguere un lembo del Mar Ligure.

Passo della Scaparina e Monte Penice: seguire il crinale dell’Alto Oltrepò

Il percorso ideale per continuare a leggere il paesaggio autunnale dell’Alto Oltrepò è quello che segue il sistema dei crinali verso Passo della Scaparina e Monte Penice.

La stessa rete stradale che collega l’area di Brallo permette di raggiungere il territorio di Romagnese e il Passo della Scaparina, oppure di arrivare al Monte Penice attraverso la Val Trebbia e il valico del Penice.

Il Monte Penice, a 1.460 metri, rappresenta uno dei grandi balconi panoramici dell’Oltrepò. In autunno ai boschi si aggiungono le vedute sui crinali e sulle valli, creando un paesaggio che cambia continuamente durante la giornata.

È proprio questa continuità geografica a rendere interessante l’autunno nell’Alto Oltrepò: non una successione casuale di punti da fotografare, ma un grande paesaggio che dalle colline di Varzi sale progressivamente verso i boschi e i crinali dell’Appennino.

Pietragavina e Varzi: il foliage tra castagneti, borghi e castelli

Scendendo dal passo del Penice verso Varzi, una tappa particolarmente interessante è Pietragavina, frazione del comune di Varzi posta a oltre 700 metri di quota.

Pietragavina è un piccolo borgo dominato dal castello e circondato da boschi. Non è casuale che l’autunno qui abbia un legame particolare con il castagno: il territorio ospita infatti una tradizionale Sagra della Castagna.

A poca distanza, Varzi offre invece un'altra prospettiva sul foliage: quella del borgo storico affacciato sulla valle. Dalla Panchina Gigante di Varzi, nella frazione di Santa Cristina, si possono osservare i boschi circostanti e, nelle giornate più limpide, i castelli di Pietragavina e Oramala.

È una zona ideale per combinare una passeggiata nei colori dell’autunno con la visita al centro storico di Varzi e una sosta dedicata ai prodotti della tradizione locale.

Sant’Alberto di Butrio e Oramala: il foliage della Valle Staffora

Proseguendo lungo la Valle Staffora, il paesaggio diventa più raccolto.

L’Eremo di Sant’Alberto di Butrio è circondato da boschi e rappresenta un punto di partenza particolarmente suggestivo per una passeggiata autunnale. Da qui il percorso verso Oramala permette di entrare in un paesaggio fatto di castagni, querce e altre latifoglie.

Il Castello di Oramala, posto a 758 metri di quota, emerge dalla vegetazione sulla sommità della collina. In autunno il contrasto fra la rocca e i boschi che la circondano diventa uno dei motivi più interessanti da cercare con la macchina fotografica.

Montesegale: il foliage tra boschi e castello

Se invece si cerca un paesaggio più dolce, dove il foliage dei boschi si mescola alla presenza dei borghi storici, vale la pena spostarsi verso la Valle Ardivestra e raggiungere Montesegale.

Il borgo è dominato dal suo castello medievale e si sviluppa in un paesaggio molto diverso dalle zone più alte dell’Oltrepò. Qui le colline sono ricoperte soprattutto da boschi di latifoglie, castagneti e aree agricole.

In autunno Montesegale diventa particolarmente fotogenico proprio per il rapporto tra il borgo e il paesaggio: le mura del castello emergono dal verde e dalle tonalità autunnali, mentre le colline della Valle Ardivestra si sovrappongono sullo sfondo.

Il tardo pomeriggio è un buon momento per fotografarlo, quando la luce laterale mette in risalto il profilo del castello e le forme delle colline. Anche le prime ore del mattino possono regalare foschia e prospettive interessanti sulla valle.

Zavattarello: il castello tra i boschi d’autunno

Proseguendo tra l’Alto Oltrepò e la Val di Nizza, vale la pena raggiungere Zavattarello, uno dei borghi più caratteristici dell’Appennino pavese. Il paese si trova in una posizione panoramica, tra boschi, colline e vigneti, e il suo profilo è dominato dal Castello Dal Verme, che dalla sommità della collina guarda il borgo e il paesaggio circostante.

In autunno il castello acquista un fascino particolare: la pietra della rocca contrasta con i colori del bosco che la circonda e dalla terrazza e dalla torre si apre una vista ampia sulle colline e sui boschi dell’Oltrepò Pavese, fino alla pianura Padana. Il castello è inoltre inserito in un parco naturale di circa 80 ettari.

Zavattarello è interessante anche per chi vuole associare il foliage a una passeggiata. Il territorio dell’alta Val di Nizza è attraversato da sentieri tra boschi di querce e faggi, sorgenti e piccoli borghi. Il Sentiero delle Fontane, nel vicino territorio di Poggio Ferrato, è un percorso di circa 7 chilometri che attraversa proprio questo paesaggio e collega natura, acqua e architettura rurale. La stessa rete di percorsi permette di costruire itinerari che comprendono Zavattarello e Varzi.

In questa zona il foliage si combina quindi con un altro elemento tipico dell’Oltrepò: i borghi storici. Dopo una passeggiata nei boschi, si può scendere verso il centro di Zavattarello e attraversare le vie dell’antico borgo medievale fino alla rocca.

L’autunno è inoltre una stagione particolarmente legata alla gastronomia locale. Funghi, miele, castagne e piatti della tradizione accompagnano gli appuntamenti autunnali del territorio, come la festa dedicata a miele e funghi che si svolge a Zavattarello.

Il foliage cambia colore tra la Valle Staffora e la Valle Versa

Scendendo ancora verso la fascia collinare, il bosco lascia progressivamente spazio ai vigneti dell’Oltrepò Pavese.

Qui il foliage assume una forma completamente diversa: sono i filari a colorare il paesaggio e a creare grandi disegni sulle colline.

La Valle Versa, tra Santa Maria della Versa, Golferenzo, Volpara e Canevino, è una delle zone da osservare quando le foglie delle viti iniziano a cambiare colore. Dall’alto, i vigneti diventano una successione di gialli, aranci e rossi.

Golferenzo, arroccato sulla collina, offre uno dei punti di osservazione più interessanti sulla valle e sui suoi vigneti.

Costa del Vento e Montalto Pavese: il foliage visto dall’alto

Un altro punto da segnare sulla mappa è la Costa del Vento di Montalto Pavese, sul crinale tra la Valle Scuropasso e la Valle Ghiaie.

Qui il foliage si osserva soprattutto come paesaggio. Dai punti panoramici si possono leggere contemporaneamente i vigneti, le colline, i boschi e i borghi dell’Oltrepò.

È il luogo giusto per chi cerca una fotografia ampia, soprattutto nel tardo pomeriggio, quando la luce radente valorizza la successione dei crinali.

Come fotografare il foliage in Oltrepò Pavese

Per fotografare il foliage non serve necessariamente un'attrezzatura professionale.

Nei boschi funzionano bene le prime ore del mattino, quando la luce è più morbida e può filtrare fra le chiome. Sulle colline vitate sono invece particolarmente interessanti le ore del tardo pomeriggio.

Una giornata leggermente nuvolosa può essere ideale nel bosco perché riduce i contrasti troppo forti. Un teleobiettivo aiuta a comprimere visivamente i crinali e i filari, mentre un grandangolo permette di raccontare l'ambiente circostante.

E soprattutto vale la pena lasciare spazio alla sorpresa: nell’Oltrepò il foliage non è concentrato in un unico punto, ma accompagna il viaggio.

Consigli per vivere il foliage

Prima di partire è bene considerare che in autunno i sentieri possono diventare scivolosi, soprattutto dopo la pioggia. Per le escursioni sono quindi consigliate scarpe con buona aderenza, abbigliamento a strati e una giacca impermeabile.

Per i percorsi in quota è sempre opportuno verificare le condizioni meteorologiche e l’eventuale presenza di neve o ghiaccio.

Nei vigneti e nei terreni agricoli è importante rimanere lungo strade e sentieri accessibili al pubblico, senza entrare nelle proprietà private.

L’autunno, infine, è anche una buona occasione per associare una passeggiata a una sosta gastronomica: tra Varzi, la Valle Staffora e la Valle Versa il paesaggio può diventare il filo conduttore di una giornata tra natura, borghi e sapori dell’Oltrepò.

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