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Museo Archeologico Lomellino di Gambolò
Nel cuore della Lomellina, custodito tra le mura nobili del Castello Litta Beccaria di Gambolò, il Museo Archeologico Lomellino è uno dei luoghi più affascinanti per chiunque voglia ripercorrere le radici antiche di questo angolo di Pianura Padana. Con oltre 1.200 reperti distribuiti in quattro sale tematiche, il museo accompagna il visitatore in un lungo viaggio dall'uomo del Mesolitico fino alle comunità romano-imperiali, restituendo la straordinaria ricchezza e continuità delle civiltà che hanno vissuto e trasformato questa terra.
La sede: il Castello Litta Beccaria di Gambolò
Il museo ha sede in Piazza Castello a Gambolò, nella cosiddetta “Manica Lunga” o “Loggia delle Dame”, un elegante porticato a colonne binate che costituisce uno degli ambienti più suggestivi del complesso castellano. La scelta di ospitare la collezione all'interno di questo edificio storico non è casuale: il dialogo tra il contenitore architettonico medievale e i reperti dell'antichità crea un'atmosfera di profondità storica che amplifica il valore dell'esperienza di visita.
Il percorso espositivo è concepito con criteri didattici rigorosi: ogni sala è contraddistinta da una palette cromatica specifica, pannelli illustrati ricchi di fotografie e didascalie, e vetrine tematicamente organizzate per facilitare la comprensione delle diverse fasi cronologiche. Il museo si apre con una grande carta archeologica della Lomellina che, attraverso simboli e colori, visualizza i principali siti di interesse e le tipologie di ritrovamento per ciascun periodo.
Il percorso espositivo: quattro sale, diecimila anni di storia
Sala I – La Preistoria e la Protostoria
La prima sala abbraccia l'arco cronologico più lungo, dal Mesolitico Recente (circa 7500–5500 a.C.) fino alla Seconda Età del Ferro. I reperti in selce recuperati a Vigevano, Gambolò e Gravellona testimoniano le prime tracce di industria litica in Lomellina, quando le rive del Ticino e del Terdoppio iniziavano a essere frequentate dai primi cacciatori-raccoglitori. Le lame di scure in pietra levigata di epoca neolitica raccontano invece l'arrivo della rivoluzione agricola, con i suoi mutamenti profondi nello stile di vita: coltivazione, allevamento, sedentarizzazione.
L'Età del Bronzo segna una svolta: l'incremento dei reperti fittili, bronzei e litici provenienti dagli abitati sui terrazzi del Ticino riflette un miglioramento generalizzato della qualità della vita. La Prima Età del Ferro è rappresentata dai corredi di quattro tombe a cremazione della cultura di Golasecca, rinvenuti a Garlasco-Madonna delle Bozzole. Chiudono la sala sei corredi funebri di epoca celtica, datati tra la metà del III e il I secolo a.C., con armi (punte di lancia, coltelli), fibule, monete galliche e ceramiche, tra cui spiccano il vaso piriforme a decorazioni geometriche e i caratteristici vasi a trottola per la conservazione del vino.
Sala II – La storia del rito funebre in Lomellina
Una sala interamente dedicata alla dimensione rituale del trapasso è forse la scelta museografica più originale del percorso. Dall'inumazione in posizione fetale del Mesolitico, si seguono le trasformazioni del rito fino all'affermazione della cremazione — pratica dominante dall'Età del Bronzo medio fino ai primi secoli dell'impero romano — e al suo graduale abbandono a partire dal II secolo d.C. a favore di un ritorno all'inumazione.
Cinque sepolture ricostruite con cura filologica — due tombe celtiche, una di transizione alla romanizzazione, una romana a cremazione e una romana a inumazione — mostrano al visitatore come si presentavano al momento della scoperta, offrendo una lettura concreta della composizione dei corredi e delle differenziazioni sociali nelle comunità preromane. Un settore è dedicato ai letti funebri in legno decorati da applicazioni in terracotta raffiguranti teste di leoni, cavalli, uccelli e figure bacchiche.
Sala III – La vita e il costume nella Seconda Età del Ferro (epoca celtica)
La terza sala è il cuore pulsante del museo per chi desidera conoscere la civiltà celtica della Lomellina. Il percorso si articola in due grandi aree tematiche: il mondo femminile — con abbigliamento, ornamenti e attività quotidiane ricostruiti attraverso i corredi — e il mondo maschile, con la ricostruzione dell'abbigliamento del guerriero e i corredi legati al consumo del vino (vasi a trottola, bicchieri, filtri), pratica che richiamava il simposio di tradizione greca, etrusca e poi romana.
Fibule, fibbie, anelli e altri elementi di ornamento personale documentano i gusti estetici e le connessioni commerciali della Lomellina celtica. La disposizione cronologica dei corredi permette inoltre di seguire il progressivo processo di romanizzazione delle tribù indigene, leggibile nei mutamenti della cultura materiale.
Sala IV – L'Età Romana
L'ultima sala illustra la Lomellina sotto il dominio romano attraverso corredi funebri in ordine cronologico, che trovano confronti precisi nelle necropoli delle rive lombarde e piemontesi del Ticino e del Lago Maggiore, e nel Canton Ticino. Non a caso si parla di 201cciviltà del Ticino201d: il fiume ha funzionato per millenni da asse di connessione e scambio tra le sue sponde, generando aree di cultura materiale omogenea.
I corredi con oggetti in vetro sono particolarmente significativi e abbondanti nelle necropoli lomelline del I secolo d.C.. Grande attenzione è riservata alla coroplastica: le figurine in terracotta ricavate da matrici — divinità, coppie di sposi abbracciati, figure animali — restituiscono un universo di credenze e affetti privati di straordinaria umanità. Vetrine specifiche approfondiscono la ceramica, la numismatica e le lucerne, mentre un settore conclusivo è dedicato all'abbigliamento e alla cura della persona femminile.
Attività culturali e programma didattico
Il Museo Archeologico Lomellino non è solo una collezione permanente, ma un centro culturale vivo e attivo. L'Associazione Archeologica Lomellina, che gestisce il museo, organizza conferenze di archeologia, presentazioni di libri e la rassegna letteraria “Narrare l'Antico” — giunta nel 2026 alla sua decima edizione — che porta a Gambolò autori e ricercatori di fama nazionale. Il museo propone inoltre attività didattiche per le scuole (anno scolastico 2025-2026), feste di compleanno a tema storico e viaggi culturali.
Informazioni pratiche per la visita
Il Museo Archeologico Lomellino si trova a Gambolò, in Piazza Castello, all'interno del Castello Litta Beccaria. Per orari di apertura aggiornati, informazioni sui biglietti e sull'accessibilità si consiglia di consultare il sito ufficiale: www.museoarcheologicogambolo.altervista.org
Gambolò si raggiunge facilmente in automobile da Pavia (circa 35 km), da Vigevano (circa 10 km) e da Milano (circa 45 km). La posizione nel cuore della Lomellina lo rende una tappa naturale in un itinerario che può includere le risaie, i borghi storici e gli altri siti culturali del territorio.
Orari
PASQUETTA AL MUSEO! Lunedì 6 aprile 2026 dalle 15.30 il Museo Archeologico Lomellino di Gambolò effettua una apertura straordinaria.
Aperture:
martedì e giovedì dalle 9.00 alle 12.30
domenica dalle 15.00 alle 18.00
tutti gli altri giorni si garantisce l’apertura al pubblico su prenotazione con almeno 15 giorni di preavviso per scolaresche, 15 giorni di preavviso per comitive di almeno 10/15 persone nelle seguenti modalità:
LUNEDI’ 9.00-12.00 E 13.30-16.30
MARTEDI’ ORE 13.30-16.30
MERCOLEDI’ 9.00-12.00 E 13.30-16.30
GIOVEDI’ ORE 13.30-16.30
VENERDI’ 9.00-12.00 E 13.30-16.30
Sono previste altre aperture straordinarie in concomitanza con attività culturali e promozionali.
Chiusura nei giorni festivi e nei mesi di luglio e agosto.
BIGLIETTO: 5,00 euro intero; 4,00 euro ridotto (minori di 14 anni, scolaresche e comitive oltre le 15 persone)
telefono: +39 3498929645
mail: museoarcheologicolomellino@gmail.com