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<wpt lat="45.817994" lon="9.017498">
    <name>Punto estremo SUD della Svizzera</name>
    <class>Fortificazioni e segni di confine</class>
    <desc_en>Switzerland's southernmost point is found on the hill cradling the village of Pedrinate, marked by a boundary stone indicating its coordinates. It also features an area with a depiction of Switzerland and a photo-point, ideal for snapping a picture to remember your trip.</desc_en>
    <desc>Il punto più a Sud della Svizzera si trova sulla collina di Pedrinate, facilmente riconoscibile grazie al ''cippo'' che indica le coordinate, ma anche perché qui sono state posate due installazioni: una pavimentazione che raffigura la Svizzera ed un Foto-point, dove si suggerisce di prendere una foto ricordo della gita.</desc>
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<wpt lat="45.8303" lon="9.0039">
    <name>Oratorio di Santo Stefano e San Lorenzo</name>
    <class>Fortificazioni e segni di confine</class>
    <desc_en>The oratory dedicated to the martyr saints Stephen and Lawrence has ancient origins, stretching back to well before its first known written mention in 1545. In terms of its archaeological features, there is an apse behind the canvas above the main altar, in the midst of which is a narrow lancet window set into the outside wall, a common feature in early Christian Romanesque churches. This allows us to date this section of the building to around the year 1000. The church was transformed in around 1500, resulting in the current roof with its exposed trusses and overlapping terracotta shingles.</desc_en>
    <desc>L'oratorio dei Santi Martiri Stefano e Lorenzo ha origini antiche, che vanno ben oltre la prima citazione scritta conosciuta risalente al 1545. Da un punto di vista archeologico, si osserva che dietro la tela posta sull'altar maggiore vi è un'abside, al cui centro, murata verso l'esterno si trova una stretta finestrella, una monofora, elemento costruttivo che si ritrova sovente in chiese romaniche di prima epoca, ciò che permette di situare presumibilmente questa parte di fabbricato intorno all'anno mille. Attorno al 1500 si ebbe la trasformazione di cui data l'attuale tetto a capriate visibili, con sovrapposizione di mattonelle in cotto. L'edificio attuale ad una navata è iscritto quale monumento d'importanza cantonale dal 1955. </desc>
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<wpt lat="45.8227" lon="9.0283">
    <name>Dosso Pallanza </name>
    <class>Fortificazioni e segni di confine</class>
    <desc_en>The Municipality of Chiasso has had a wooden platform built where you can take in a fantastic view spanning Monte San Giorgio, Monte Generoso, Monte Bisbino and Monte San Primo.</desc_en>
    <desc>Il Comune di Chiasso ha creato una piattaforma di legno che permette di godere di un fantastico panorama, che va dal Monte San Giorgio al Monte Generoso, al Monte Bisbino, al Monte San Primo.</desc>
</wpt>
<wpt lat="45.832" lon="8.998">
    <name>Sentiero delle guardie</name>
    <class>Fortificazioni e segni di confine</class>
    <desc_en>The Sentiero delle Guardie concludes the routes which connect the Seseglio plain with the Penz mountain trails and, therefore, the hiking trail network of the wider Parco Spina Verde area.</desc_en>
    <desc>Grazie al Sentiero delle Guardie, si completano i percorsi che collegano la pianura di Seseglio con i sentieri alti del Penz e quindi con la rete escursionistica del più ampio Parco Spina Verde. Il sentiero ha una larghezza utile minima di ca. 1 ml e uno sviluppo complessivo di ca. 1300 m. il dislivello è di ca. 90 m e non presenta pendenze impegnative.</desc>
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<wpt lat="45.8625" lon="9.0185">
    <name>Ponte di Castello</name>
    <class>Fortificazioni e segni di confine</class>
    <desc_en>Ponte di Castello, located in the Muggio Valley, provides an important link between Castel S. Pietro and Morbio Superiore. In the Federal Inventory of Historic Swiss Transport Routes, the bridge is considered to be of national importance.</desc_en>
    <desc>In valle di Muggio si trova un importante collegamento tra Castel S. Pietro e Morbio Superiore, il ponte di Castello. Il tracciato è considerato di importanza nazionale nell'Inventario federale delle vie di comunicazione storiche della Svizzera.</desc>
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<wpt lat="45.8587" lon="9.0136">
    <name>Chiesa Rossa - Castel San Pietro	</name>
    <class>Fortificazioni e segni di confine</class>
    <desc_en>The Chiesa Rossa was built in 1343 by Bishop of Como, Bonifacio da Modena. It is home to one of Ticino's most complete cycles of Gothic frescoes.</desc_en>
    <desc>La Chiesa Rossa è stata costruita dal vescovo di Como Bonifacio da Modena nel 1343, e conserva uno dei più ricchi cicli di affreschi gotici del Ticino.</desc>
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<wpt lat="45.8601" lon="8.7936">
    <name>Borgo di Santa Maria del Monte - Punto panoramico</name>
    <class>Fortificazioni e segni di confine</class>
    <desc_en>This large project resulted in Jugendstil-style architecture, the industrial version of Art Nouveau featuring grotesque masks, medallions with tassels and drops, gigantic half pilasters and shells. Stylistic features from the Art Nouveau period are still clearly visible in what is now the brewhouse. It retains the same aesthetic features from when it was built in 1908 and is still the beating heart of the company.</desc_en>
    <desc>Al termine del percorso acciottolato, si entra nel piccolo borgo di Santa Maria del Monte che si raccoglie compatto intorno al Santuario. In età medievale, gli edifici civili del paese si svilupparono in simbiosi con esso: in senso fisico, perché il nucleo più antico è quasi inscindibile, alla vista, dal corpo della chiesa e dei suoi locali accessori; in senso lato perché le prime abitazioni sorsero per ospitare coloro che lavoravano nel santuario e coloro che, in vario modo, erano coinvolti nell'accoglienza dei pellegrini. </desc>
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<wpt lat="45.873" lon="8.7371">
    <name>Forte di Orino</name>
    <class>Fortificazioni e segni di confine</class>
    <desc_en>Forte di Orino forms part of the Cadorna Line, which was designed and built during WWI to protect the Italian-Swiss border. The posts on Forte d'Orino and Monte Martica were supposed to protect the city of Varese but were never actually used. The fort is home to the remains of a rectangular barbette artillery, delineated by a small stone and cement wall with a number of niches.</desc_en>
    <desc>Il Forte d'Orino fa parte della Linea Cadorna, ideata e realizzata durante la prima guerra mondiale per proteggere il confine italo-svizzero. Le postazioni al Forte d'Orino e sul monte Martica dovevano assicurare protezione alla città di Varese, ma di fatto non vennero mai adoperate . Il Forte ospita i resti di una batteria in barbetta dalla pianta rettangolare sottolineata da un piccolo muro in pietra e cemento dotato di alcune nicchie.</desc>
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<wpt lat="45.8663" lon="8.7742">
    <name>Piazzale del Belvedere sotto Osservatorio</name>
    <class>Fortificazioni e segni di confine</class>
    <desc_en>At 1118 metres above sea level, Piazzale del Belvedere offers an incredible view over Varese and the lakes. Beyond Lake Monate, lying furthest on the horizon, you can glimpse the southern part of Lake Maggiore with Ispra on its coast. It is natural balcony overlooking the entirety of the Alpine foothills. On clear sunny days, you can see as far as the sea.</desc_en>
    <desc>Il Piazzale Belvedere, 1118 metri s.l.m., offre un'incredibile vista panoramica su Varese e sui laghi. Dietro al lago di Monate, in ultima fila, si scorge la parte sud del Lago Maggiore con Ispra. Un balcone naturale su tutte le Prealpi. Nelle giornate di sole e con il cielo limpido si arriva a vedere fino al mare.</desc>
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<wpt lat="45.88761" lon="8.728378">
    <name>Rocca di Orino</name>
    <class>Fortificazioni e segni di confine</class>
    <desc_en>Rocca di Orino stands 540 metres above sea level on a rocky spur, commanding the land of Valcuvia. Its first recorded mention dates to the 12th century in documents pertaining to the Chiesa di San Lorenzo in Cuvio. As is the case with many such structures in the Insubria region, it is thought that the original fortified body either dates back to the imperial Roman era, when it was used as a defence tower, or to Medieval times, when it served as a fort. The fortress is private property and only open to the public on special occasions.</desc_en>
    <desc>La Rocca di Orino si trova su uno sperone roccioso a 540 m s.l.m., in posizione di controllo del territorio della Valcuvia. Le prime notizie documentate risalgono al XII secolo e provengono da documenti della chiesa di San Lorenzo a Cuvio. Come per molte strutture analoghe dell'area insubrica, si suppone che il primitivo nucleo fortificato risalga all'epoca imperiale come torre di difesa o in epoca medievale come forte. La Rocca è proprietà privata, aperta al pubblico solo in occasione di eventi.</desc>
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<wpt lat="45.84028" lon="8.79251">
    <name>Torre di Velate</name>
    <class>Fortificazioni e segni di confine</class>
    <desc_en>The Torre di Velate overlooks the village of the same name on the outskirts of Varese. Built in the 11th century as a military garrison, the tower formed part of a long chain of defensive settlements built to control the thoroughfares between the Po Valley and the North.  In the 12th century, when Milan and Como were at war, the tower was damaged and therefore fell out of use. Two sides of the enormous, original 33-metre-high quadrilateral remain, although only one is completely intact. Recent archaeological digs have brought to light a settlement that surrounded the fortified site.</desc_en>
    <desc>La Torre di Velate sovrasta il borgo omonimo  alle porte di Varese. Edificata nell'XI secolo come presidio militare, la Torre era parte di una lunga catena di insediamenti difensivi sorti allo scopo di controllare le vie di comunicazione tra la Pianura Padana e il Nord.  Nel XII secolo, all'epoca delle lotte tra Milano e Como, la Torre venne mutilata, perdendo così la sua funzione. Del massiccio quadrilatero originario, alto 33 metri, sopravvivono oggi due lati, dei quali uno soltanto integralmente conservato. Recenti scavi archeologici hanno fatto emergere un abitato che cingeva il sito fortificato.</desc>
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<wpt lat="45.79412" lon="9.08625">
    <name>Castello Baradello</name>
    <class>Fortificazioni e segni di confine</class>
    <desc_en>Castello Baradello is the symbol and emblem of Parco Spina Verde. The fortification stands on a hill that has repeatedly been used as a strategic location for controlling the surrounding country. The name Baradello comes from the Celtic word barrus, meaning ''elevated site'', implying that it has been in use since the Celts inhabited the area. The discovery of Roman coins suggests that the site was home to a military watchtower and defensive outpost in the Roman era.</desc_en>
    <desc>Simbolo ed emblema del Parco Spina Verde è il Castello Baradello. La fortificazione sorge su un colle che è stato più volte utilizzato come postazione strategica per il controllo del territorio circostante: lo stesso appellativo Baradello proviene dal celtico ''barrus'' -  luogo elevato - facendo presumere un suo utilizzo già ai tempi della dominazione celtica. Ritrovamenti di monete romane hanno fornito l'indicazione di un avamposto difensivo e di avvistamento di epoca romana.</desc>
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<wpt lat="45.8224492" lon="9.0378284">
    <name>Fortino del Monte Sasso</name>
    <class>Fortificazioni e segni di confine</class>
    <desc_en>Out of all the fortifications found on Monte Sasso, Fortino del Monte Sasso's network of trenches and tunnels is the most significant. The central U-shaped tunnel, with two entrances opening out onto the Pian Mericc plateau, has been dug out of the rock and turned into storage for provisions and weaponry as well as a resting place for the soldiers. It is surrounded on all sides by a network of trenches and walkways with numerous lookout points as well as mortar and machine gun emplacements.</desc_en>
    <desc>Nel complesso delle opere di fortificazione del Sasso di Cavallasca, la più importante è il sisclass delle trincee e di cunicoli del ''fortino'' del monte Sasso.  La galleria centrale a ''U'', con due ingressi che si aprono sul pianoro della località Pian Mericc, è scavata nella roccia e realizzata come deposito di armi, viveri e luogo di riposo per i militari; è circondata per 360° da un sisclass di trincee e camminamenti con numerosi punti di osservazione, piazzole per mortaio e mitragliatrici.</desc>
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<wpt lat="45.8245474" lon="9.0418238">
    <name>Linea Cadorna Cavallasca</name>
    <class>Fortificazioni e segni di confine</class>
    <desc_en>The line of defence on the northern border, built during the First World War, extends all the way from the Ossola valleys to the Bergamasque passes, crossing through the mountainous landscape north-west of the city of Como, an area which forms part of what is now known as Parco della Spina Verde. This line is commonly known as the Linea Cadorna</desc_en>
    <desc>La linea di difesa alla frontiera nord, costruita nel corso della Prima Guerra Mondiale, si estende, nel suo lungo percorso, dalle valli Ossolane ai passi Orobici, attraversando anche il territorio montuoso posto a nord-ovest della città di Como, territorio oggi compreso nell'area denominata Parco della Spina Verde. Tale linea è comunemente chiamata ''Linea Cadorna''.</desc>
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<wpt lat="45.8155" lon="8.9949">
    <name>Museo della storia militare e della civiltà contadina di Drezzo</name>
    <class>Fortificazioni e segni di confine</class>
    <desc_en>The aim of this museum is to treasure the collective memory of the community and the valley as a whole. The museum not only relays the history and ethnography of life on the Italian-Swiss border at the beginning of the 20th century (including the types of jobs connected to the land, the mills, smuggling, and so on), but also houses a small environmental education workshop. There is an entire section on the First World War, with a model depicting the locations of the trenches in the Spina Verde area and information about how these were used, how they worked and why they were built, not only in relation to war and land defence. </desc_en>
    <desc>Obiettivo del Museo è quello di valorizzare la memoria collettiva della comunità e del territorio dell'intera valle. Non vi trova spazio solo la memoria storica ed etnografica della vita sul confine italo-svizzero di inizio XX^ secolo (tra i vari temi i mestieri legati alla terra, i mulini, il contrabbando, etc.), ma anche un piccolo laboratorio di educazione ambientale, e tutta una porzione museale relativa alla Prima Guerra mondiale, che ospita la descrizione mediante un plastico dei posizionamenti delle trincee nell'area della Spina Verde e di tutto quello che c'è da sapere sul loro utilizzo, funzione e motivazione alla costruzione, che non riporta solo agli aspetti bellici e di esigenza di difesa del territorio. </desc>
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<wpt lat="45.8192" lon="9.0431">
    <name>Pin Umbrela (Sasso Cavallasca)</name>
    <class>Fortificazioni e segni di confine</class>
    <desc_en>The highest point of the Spina Verde park, at 610 metres above sea level, Pin Umbrela is a natural balcony from which to enjoy a breathtaking view of the first basin of Lake Como. Looking to the left we find villages such as Monte Olimpino and the hamlet of Como, then Switzerland with Mount Generoso and, to the right, Maslianico, Cernobbio, Mount Bisbino and San Primo, and finally the first basin of the lake.</desc_en>
    <desc>Punto più alto del parco Spina Verde, a 610 metri sul livello del mare, il Pin Umbrela è un balcone naturale da cui godere di un panorama mozzafiato sul primo bacino del Lago di Como. Guardando a sinistra troviamo paesi come Monte Olimpino e la frazione di Como, poi la Svizzera con il Monte Generoso e, a destra, Maslianico, Cernobbio, il monte Bisbino e il San Primo, infine il primo bacino del lago.</desc>
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<wpt lat="45.7875" lon="9.0988">
    <name>Punto panoramico inferiore e superiore del Monte Goj</name>
    <class>Fortificazioni e segni di confine</class>
    <desc_en>Walking along the paths of the Spina Verde Park, heading towards the Monte Goji hut, it is possible to take advantage of panoramic stops. At the top of the mountain, thanks to the Belvedere, you can admire a unique landscape, 470 metres above sea level: in the foreground the Baradello Castle, the Basilica of San Carpoforo, the centre of Como and the Spina Verde hill ridge, with the Colle del Baradello, Monte Caprino and the site of the Croce di Sant'Eutichio. In the background you can see the Bisbino and the mountains that frame the first basin of the Lario.</desc_en>
    <desc>Camminando sui sentieri del Parco Spina Verde, dirigendosi verso la baita del Monte Goji, è possibile approfittare di soste panoramiche. In cima al monte, grazie al Belvedere, si può ammirare un paesaggio unico, a 470 metri sul livello del mare: in primo piano il Castello Baradello, la Basilica di San Carpoforo, il centro di Como e la dorsale collinare della Spina Verde, con il Colle del Baradello, il Monte Caprino e il sito della Croce di Sant'Eutichio. Sullo sfondo si scorge il Bisbino e i monti che fanno da cornice al primo bacino del Lario.</desc>
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<wpt lat="45.8271229" lon="9.0330686">
    <name>Scala del paradiso</name>
    <class>Fortificazioni e segni di confine</class>
    <desc_en>Scala del Paradiso, with its 900 steps, connects Ponte Chiasso and Sasso di Cavallasca (also known as Monte Sasso). Built to aid the Guardia di Finanza border control in the late 19th century, it ironically ended up in the hands of individuals who smuggled a variety of contraband between Switzerland and Italy from the 1950s to the 1970s.</desc_en>
    <desc>La Scala del Paradiso, con i suoi 900 scalini, costituisce il collegamento tra Ponte Chiasso e Sasso di Cavallasca. Costruita alla fine dell'ottocento per favorire il controllo del confine da parte della Guardia di Finanza, ha paradossalmente finito per essere a servizio di chi, illecitamente, ha contrabbandato beni di diverso genere tra Svizzera e Italia negli anni 50-70 del secolo scorso.</desc>
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