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La Via di San Colombano

Un viaggio tra natura, memoria e religione, sulle orme del Santo irlandese

La Via di San Colombano è un itinerario che si snoda da Bangor (Irlanda del Nord) fino a Bobbio (Piacenza - Italia). Il tratto interessato da questo progetto si sviluppa dal Passo Settimo fino a Bobbio passando da Pavia e dalle colline dell'Oltrepò Pavese  lungo un percorso che interessa due Regioni, tre Province e numerosi Comuni.

Su questa distanza, la Via di San Colombano è parte della variante appenninica della Via Francigena e ricalca lo storico percorso che, passando per l’Oltrepo pavese orientale, conduceva nel modo più diretto da Pavia a Bobbio, sede della celebre abbazia fondata nel cuore dell’Appennino, all’inizio del VII secolo, dall’abate irlandese San Colombano.

Sorto in età longobarda, l’itinerario era largamente seguito da monaci, dignitari e pellegrini nelle frequenti comunicazioni tra la capitale del regno, Pavia, e l’importante centro culturale e monastico bobbiese, conosciuto anche come la Montecassino del Nord. In pari tempo la via rappresentava anche la prima parte dell’itinerario medievale che da Pavia, attraverso Bobbio e l’Appennino, raggiungeva Pontremoli assicurando il collegamento tra la Langobardia ed i domini longobardi della Tuscia ed anticipando l’avvento della Via Francigena.

Nelle antiche storie di queste terre si legge che Colombano e i suoi monaci, nel loro paesaggio di evangelizzazione, promossero l’alfabetismo e l’istruzione, anticipando il concetto di una singola entità Europea, unita dalle comuni radici Cristiane che superasse le individuali barriere etniche e culturali. La "regola colombaniana" infatti, a differenza di quella benedettina, non era dedita solo alla preghiera e al lavoro dei campi, per la coltivazione dei quali destò l'ammirazione per lo zelo e le misure agricole adottate dai monaci, ma anche all'istruzione e all'assimilazione della conoscenza, che hanno lasciato un segno nella nostra storia individuale e collettiva.

In età longobarda, l’itinerario era largamente seguito da monaci, dignitari e pellegrini nelle frequenti comunicazioni tra la capitale del regno, Pavia, e l’importante centro culturale e monastico bobbiese, conosciuto anche come la Montecassino del Nord. In pari tempo la via rappresentava anche la prima parte dell’itinerario medievale che da Pavia, attraverso Bobbio e l’Appennino, raggiungeva Pontremoli assicurando il collegamento tra la Langobardia ed i domini longobardi della Tuscia ed anticipando l’avvento della Via Francigena.

Nato intorno al 540 D.C., Colombano è stata una delle figure spirituali e culturali più influenti del Medioevo. Nel 591 D.C., salpò da Bangor nel Nord dell'Irlanda con 12 discepoli, di cui il più conosciuto è San Gallo. Per oltre 30 anni essi viaggiarono attraverso l'Europa, fondando comunità e monasteri in quei territori che sarebbero divenuti sette moderni stati europei: Irlanda, Gran Bretagna, Francia, Germania, Svizzera, Austria ed Italia.

Colombano e il suo discepolo Gallo furono figure fondamentali del monachesimo Irlandese. I viaggi di San Colombano furono ampiamente documentati dal monaco Jona, che scrisse subito dopo la sua morte avvenuta nel 615. Nei suoi scritti viene presentato come un individuo dal  carattere volitivo, ma profondamente umano, con un grande senso di giustizia e  toccante compassione per i suoi simili. Colombano fu considerato come esempio di determinazione e riconciliazione da politici di ogni convinzione e credo religioso. E' stato definito "Il Santo Patrono d'Europa".

La data e il luogo esatto della nascita di Colombano non sono noti, ma probabilmente era originario della regione del Leinster e lasciò la sua casa da giovane per unirsi al grande  movimento monastico irlandese che all'epoca era agli esordi.

Nel suo viaggio verso nord, passò nei pressi di Navan, dove oggi ha sede l'associazione internazionale dei Padri Colombaniani, per poi raggiungere l'abbazia di Cleenish, vicino a Enniskillen nel Fermanagh, Irlanda del Nord, dove ricevette la prima istruzione da monaco.

Da Cleenish, Colombano si spostò a Bangor, località sulla costa a poca distanza dalla moderna Belfast, dove visse e studiò sotto la rigorosa regola di San Comgall. L'abbazia fondata dallo stesso Comgall nel 558 divenne un centro di cultura Europeo.

Colombano e i suoi compagni approdarono sulla costa della Bretagna a Saint Coulomb, vicino a Saint Malò, e proseguirono ad est per poi tornare in Bretagna alcuni anni più tardi, dopo essere stato esiliato da Luxeuil. Attraversata l'intera Francia i monaci raggiunsero le montagne meridionali  dei Vosgi, fondando la grande Abbazia di Annegray, che attualmente è oggetto di scavi archeologici e sta per essere riportata alla luce. In seguito fondarono l'Abbazia di Luxeuil, oggi divenuta la cittadina termale di Luxeuil -Les - Bains e dove recentemente è stato scoperto un luogo di sepoltura del 6° secolo.

Colombano passò 20 anni della sua vita a Luxeuil e nei suoi dintorni e qui oggi il visitatore può trovare una grande quantità di resti archeologici e storici. Dopo l'esilio e altri viaggi (Parigi, Soissons, La Valle del Reno) Colombano e Gallo si spostarono ad est, per fondare comunità anche sulla sponda meridionale del lago di Costanza: in particolare Bregenz (Austria), Rorschach (svizzera) e San Gallo.

Colombano lasciò poi la regione per proseguire il suo viaggio verso l'Italia, mentre San Gallo vi si fermò sino alla morte.  L'eredità di San Gallo è ancora viva in molti luoghi e chiese presenti nei territori limitrofi al lago, di cui il più famoso è la grande Abbazia con la magnificente biblioteca di San Gallo.Attraversate le Alpi, Colombano giunse a Milano e poi a Pavia, città scelta come capitale dai Longobardi. Qui la cattolica regina Teodolinda, in accordo con il re Agilulfo, donò a Colombano il luogo di Bobbio, con la chiesa di San Pietro e un quadrilatero di quattro miglia per lato. Secondo il metodo solito, Colombano e i suoi monaci, restaurarono la chiesa e costruirono modeste abitazioni per sé. Fu il nucleo della futura abbazia, che sarebbe diventata per diversi secoli uno dei maggiori centri culturali dell’Italia e dell’intera Europa: l'istituzione più influente dal punto di vista religioso e culturale di tutto il nord Italia.  Colombano iniziò da subito il contatto con gli scarsi residenti e iniziò un’opera di colonizzazione e valorizzazione agricola e forestale del territorio. Sorsero allevamenti bovini e di suini e fu curata la viticoltura anche con barbatelle provenienti dalla Borgogna e dalla Valle del Reno.

Colombano morì nel 615 i suoi resti mortali sono custoditi nella cripta della Basilica dell'Abbazia e migliaia di persone ogni anno vi si recano per venerarne la memoria. In molti continuano a celebrarne la grandezza.

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